Prima della vittoria dei fautori della Brexit, quando molti britannici lamentavano le disfunzioni della UE, e a un giorno dal Consiglio Europeo del 20 febbraio 2016 sulla rinegoziazione del rapporto UK-UE, lessi uno scambio di opinioni sul Guardian che trascrivo qui:

Dutycard: In quanto non inglese ma europea vissuta nel Regno Unito per 14 anni (ora vivo in Svezia) posso onestamente dire che l’Unione Europea è un’idea brillante mal eseguita. Si è estesa troppo e in modo troppo rapido così che le sue fondamenta sono oggi traballanti. Ora alcuni paesi come il Regno Unito vogliono tornare indietro e si rendono conto che i problemi della UE devono essere affrontati e sistemati […] Tutto il mio appoggio ai britannici per aver ricordato che il sistema è lungi dall’esser perfetto e ha bisogno di miglioramento. Ho sempre ammirato la qualità presente nel Regno Unito. Cameron potrebbe non essere il candidato ideale per affrontare il problema, ma è la persona al potere in questo momento e spero che raggiunga un buon accordo innanzitutto per il Regno Unito e poi per la UE.

Curtissorbecke: D’accordo, ma trovo ironico che la maggior parte della gente comodamente ignori (o onestamente non sappia) che il principale promotore del rapido allargamento dell’UE è stato il Regno Unito. Questo vale per i paesi ex comunisti dell’Europa orientale e centrale e vale oggi per la Turchia.
[La UE] si è estesa troppo e in maniera troppo rapida così che le sue fondamenta sono oggi traballanti
Ah, ma ciò è negativo solo se si vuole realmente un’unione sempre più stretta, no?
Sin dagli anni ’90 mi ricordo che c’era già chi parlava di probabili conseguenze delle politiche di allargamento incoraggiate dalla Gran Bretagna (e dagli Stati Uniti), e che in verità l’obiettivo vero era la destabilizzazione della UE, per evitare una maggiore integrazione europea.
Se questo è vero, ha funzionato come previsto.

A mio parere e per quel che riguarda gli USA, è chiaro che non desiderino la concorrenza di un superstato europeo. Quanto al Regno Unito, non bisogna nutrire rancore per l’ostilità che esso ha sempre mostrato nei confronti del progetto europeo. Come ogni realtà insulare, il Regno Unito è fiero e orgoglioso della propria identità. Inoltre il suo tallone d’Achille è sempre stato il ‘continente’ europeo, verso cui nutre sentimenti ambivalenti e ancestrali. Da lì infatti sono venute le invasioni di Celti, Romani, Anglosassoni, Vichinghi e Normanni. L’unificazione del continente europeo è soprattutto vista dai britannici come il pericolo maggiore alla loro indipendenza. Per questo motivo hanno lottato contro Napoleone e poi Hitler, che volevano unificare l’Europa sotto il loro dominio. Sempre per questo motivo sono ostili a un superstato europeo la cui sola possibilità teorica genera in loro disagio.

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