Una risposta (cfr. brano precedente e successivo) ci viene dallo scrittore greco contemporaneo Nikos Kazantzakis (1883 – 1957). Quando era molto giovane Kazantzakis fece un lungo viaggio in Italia. Giunto a Firenze si esaltò talmente alla vista di tutti quei palazzi, statue e dipinti che sentì come se i diritti degli umani fossero stati in qualche modo oltrepassati.

Da giovane e superstizioso provinciale qual era – scrive lo scrittore nella sua autobiografia Anaforà ston Grèko, Rapporto al Greco – ne rimase terrorizzato perché “come ben sapevo, gli dei sono creature invidiose, ed è arroganza esser felice e ‘sapere di esserlo’ ”.

Quindi, al fine di controbilanciare quello stato di beatitudine, comprò un paio di scarpe strette che indossava al mattino e che lo rendevano infelice e “saltellante come un corvo”. Cambiava poi le scarpe il pomeriggio in modo da poter camminare senza peso e sfogare così tutta la sua gioia. Percorreva a grandi passi il Lungarno, saliva a San Miniato ecc., per tornare, la mattina seguente, alle sue scarpe strette (e alla sua miseria).

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s