In un brano (2010) del mio vecchio blog in inglese, qui tradotto, parlai della difficoltà di molti protestanti a perdonare. Ne nacque un’accesa discussione tra inglesi e americani, di origine sia cattolica che protestante, di cui riporto qui alcuni frammenti anch’essi tradotti.

Ψ

CaesarS [cattolico britannico] Sono un cattolico praticante, almeno nel senso che vado in chiesa la Domenica e dico le preghiere. Qui in Gran Bretagna chi è cattolico è considerato come una specie di stregone che pratica l’Hocus Pocus. Alla base credo ci sia l’incapacità di molti britannici protestanti di perdonare, l’incapacità di comprendere il perdono; li senti ancora parlare dei francesi come dei nemici!

Richard [protestante britannico] Mi dispiace che tu pensi questo dei protestanti britannici, CaesarS. Mi hanno sempre insegnato che il perdono e la carità (cioè l’amore) siano il cuore del messaggio cristiano […]

Andreas Kluth [americano di origine bavarese, estrazione cattolica] Tesi molto perspicace, che anche una persona non religiosa (anzi, atea) possa riflettere l’ambiente culturale della religione dominante all’interno dei suoi circoli sociali. Difficile non essere d’accordo.

Il che mi fa pensare a ciò che diceva sempre mio padre quando ero piccolo a Monaco di Baviera, città allora in gran parte cattolica, ma con un folto numero di protestanti, tutti secolari se non atei.

La cultura cattolica in quella parte del mondo ha per lungo tempo significato godersi la vita (cioè peccare), poi confessarsi e sentirsi bene, quindi godersi la vita di nuovo. La cultura protestante è invece tutto un guardarsi dentro, tormentandosi la coscienza e così via, con il chiaro risultato di peccare (cioè godersi la vita) assai di meno.

Rosaria [italo-americana] Questo mi riporta alle mie prime convinzioni. Sono cresciuta in una forma rigida di cattolicesimo e mia madre era sempre lì a ricordarmi i miei doveri. Per fortuna ho vissuto da adulta tra suore liberate, che andavano con coraggio dove nessun uomo era mai giunto prima. Credevano nel perdono e in una forma gioiosa di celebrazione e di vita  […].

Sledpress [americana di ambiente protestante] Nei miei anni di formazione ho conservato poche tracce dei vari filoni della fede cristiana. Quando mi imbattevo in ferventi battisti del sud (la Virginia è nel Sud degli Stati Uniti) mi sentivo obbligata a prenderli in giro come farebbe chi si trova di fronte a qualcino che si arrabbia o fa una scena imbarazzante se si mettono in forse le sue convinzioni sugli UFO, per fare un esempio.

Riconosco in me però dei residui di protestantesimo: “pensa a te, lavora duro, e soprattutto sta sicuro che tutto ciò che va storto è probabilmente colpa tua”. […]
Il perdono? Lo pratico con molta parsimonia, come si fa col whisky di cinquant’anni. La maggior parte delle persone che ti feriscono sanno benissimo ciò che fanno e sperano di farla franca, o si auto-ingannano di essere giustificate e assai raramente si dispiacciono veramente. Lo scusarsi vero e sincero è raro come il bezoario. E così dovrebbe essere il perdono: raro.

CaesarS Il motivo per cui il cattolicesimo è una delle più grandi religioni del mondo è perché offre qualcosa che la maggior parte delle altre religioni non offrono … la speranza. Uno può peccare per 84 anni ma può ancora pentirsi nell’85esimo anno. Quindi sì, ci sono cose terribili che sono successe [abusi sui minori ecc., MoR], ma è solo perché la chiesa è costituita da esseri umani, molti dei quali si sono approfittati della natura indulgente del cattolicesimo. Sicuramente ciò non ha a che fare con la chiesa, ma con gli esseri umani, no?

Sledpress Sembra fantastico solo se non consideri le follie che avvengono adesso a Roma e che coinvolgono la Chiesa che non solo perdona, ma giustifica, sotto la rubrica del perdono, persone che avevano dimostrato la loro propensione a violare bambini che non avevano nessuno a cui rivolgersi.

Quando una fede diventa un’istituzione l’orrore è sempre dietro l’angolo. Non so chi avrebbe le palle per guardare una di quelle persone negli occhi, le persone che sono state stuprate negli orfanotrofi, e dir loro: “Devi imparare a perdonare il ‘servo di Dio’ che ti ha violato e gli altri ‘servi di Dio’ che non gli hanno chiesto il conto”. Non voglio affrontare il tema di questo scandalo, ma è solo un esempio lampante di ciò che intendo. Quando perdono significa dare un OK a qualcuno che non è dispiaciuto affatto, o a qualcuno che ha 85 anni ed è improbabile che abbia ancora molte opportunità di fare del male, questa non è speranza, è racket.

Richard Davvero, sono sopraffatto da tutto ciò, ma …
1. Le origini dell’ “ama il tuo nemico” sono nel Vecchio Testamento.
2. L’influenza della chiesa celtica [forse qui Richard si riferisce al cattolicesimo celtico, MoR] è ancora sentita nelle isole britanniche.
3. I vittoriani non erano i puritani del mito popolare, la stessa regina Vittoria, in primis. Un po’ ipocriti magari, direi.

Ti prego, non buttare il bambino con l’acqua sporca, Sledpress. E’ importante non confondere il messaggio del perdono con chi si professa depositario del perdono. Il perdono non significa necessariamente un tentativo di guadagnare una sorta di superiorità morale. Il ciclo delle recriminazioni e delle vendette deve finire in qualche modo.

Sledpress Non credo in realtà di aver parlato un gran che di recriminazione o vendetta. Voglio solo dire che le persone che mi fanno del male non sono perdonate a meno che non sia straassolutamente certa che provino un vero rammarico e comprendano il danno che hanno causato. Il numero di persone che fanno questo e poi si trasformano pentendosi è incredibilmente piccolo.

Per quanto riguarda gli altri, non ho bisogno di una libbra di carne o qualsiasi altra valuta; essi sono semplicemente invitati ad andare all’inferno senza passare per “Go”, come si dice nel Monopoli. Dire “ti perdono” è una reazione assurda allo stupro, all’abuso, al furto o alle molestie; e nella mia mente costituisce un cattivo servizio a chiunque altro l’autore potrebbe essere incline a molestare; e aspettarsi il perdono da qualcuno che è stato già ferito una volta equivale a violarlo una seconda volta.

Richard Tralasciando per il momento quei casi per i quali consideri che equivalgano a un ulteriore violazione, che scopo ha non perdonare, Sledpress?

Sledpress Ho la sensazione che siamo sui lati opposti della barricata, Richard […].

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s