Il turista americano imbrogliato dal tassista napoletano sbotta:

“Ci ha fatto pagare dieci volte il prezzo della corsa e aveva pure le immagini della Madonna sul cruscotto ! E’ disgustoso!”

Ci sono altri esempi di “incomprensione”.

Quando gli emigrati italiani affluirono negli Stati Uniti alla fine dell’800 e cominciarono a celebrare i propri santi con feste all’aria aperta, gli irlandesi e i polacchi, anch’essi cattolici, rimasero inorriditi. La Chiesa cattolica americana, allora in mano agli irlandesi, criticò aspramente simili devozioni non trovandovi alcuna profonda meditazione sui ‘principi’ del cristianesimo e percependole come dei ‘carnevali’ (e in realtà erano anche questo).

E’ quanto sostiene Robert A. Orsi (115th street: Italian Harlem 1880-1950) che descrive la processione della Madonna del Monte Carmelo come sì religiosa ma che comportava anche un sacco di baldoria: la gente beveva, mangiava e persino flirtava non lontano dalla statua.

“Gli aspetti più caratteristici e sensuali della festa della madonna del Monte Carmelo – continua Orsi – erano l’odore e il gusto del cibo. Nelle case, nelle strade e nei ristoranti la festa di Nostra Signora del Monte Carmelo aveva un suo odore … pranzi abbondanti erano cucinati nelle case […] ma era per la strada che il cibo veniva maggiormente consumato …. torte invitanti ripiene di pomodoro, peperoncino e aglio, ciotole di pasta, frutta secca, caramelle al torrone, uva, dolci colorati, ciambelle che scintillavano alla luce …. si beveva birra e vino, e le persone provenienti dai quartieri alti di New York assistevano al divertimento delle classi inferiori e ne restavano inorridite”.

“A Little Italy, Montreal, Canada – scrisse Paul, un blogger canadese – dalla statua di Sant’Antonio che avanzava per le strade pendevano fili che terminavano con un ago. Mentre il baldacchino avanzava tra la folla la gente infilava dollari negli aghi, biglietti da 5 dollari e anche più, e offriva monete da 1 e 2 dollari. Quando il Santo arrivava alla chiesa i fili erano zeppi di dollari, parecchie migliaia.
Poi tutti si precipitavano nei bar e nelle trattorie.” (1)

Un’irlandese, Geraldine, commentò così un mio post sui riti religiosi all’aria aperta degli italiani d’America:

“I Celti non vivono cerimonie del genere […] La mia formazione deriva dall’Ordine Domenicano dove ho imparato a contemplare le sofferenze di Cristo. Anche questo è bello. […] Pregare, per me, significa avvolgere bende bianche intorno alle sue ferite. Così è, ed è sempre stato, qualcosa di doloroso. A mio parere, gli italiani vivono la religione come le nozze di Cana. La pagana in me mi dice di rinascere italiana”.

ψ

Ho sempre pensato che una differenza tra gli italiani e i popoli del nord Europa (l’America e il Canada hanno avuto un imprinting nord-europeo) consista nel fatto che quando vinse il Cristianesimo, nel IV secolo d.C., gli italiani si trovavano già alle spalle mille anni di civiltà e di religione politeista assai complesse, ricche, mentre i popoli del nord Europa furono inseriti in un flusso di civilizzazione articolata solo grazie al cristianesimo stesso, in larga misura, o assieme al cristianesimo.

Ciò rende loro più profondamente cristiani e noi invece ancora in parte pre-cristiani e superficiali nella fede cristiana (di superficialità religiosa italiana parla per es. Antonio Gramsci nel Quaderno IV).
Il nostro senso morale, almeno nelle parti più tradizionali del paese, sarebbe dunque fuori da ogni canone moderno, alieno, insomma, in certi casi (2).

Forse per questo il fenomeno mafioso risultò così incomprensibile nel Nuovo Mondo. Quando i primi mafiosi cominciarono ad operare negli Stati Uniti gli americani si trovarono di fronte a un’umanità inedita [sostiene Roberto Olla, Padrini], un misto di moralità e immoralità che produceva persone capaci di commettere le peggiori atrocità ma che, allo stesso tempo, avevano rispetto per la religione; persone in grado di pianificare un massacro ma che poi nella vita di tutti i giorni difendevano i buoni principi e le sane tradizioni.

ψ

Ecco che torniamo al tassista napoletano, che certo non era un mafioso né un criminale, ma il cui comportamento era assurdo per il turista: aveva i santini cristiani ma l’aveva fregato sul prezzo della corsa!

______________________
(1) E’ interessante confrontare le feste italiane dei vari santi con le festività romane e con le pompae, o processioni, degli antichi romani.
(2) Del resto è noto che spesso i protestanti considerano i cattolici superstiziosi e idolatri.
(3) Cfr. altri post (1, 2, 3 e altri) di The Notebook su temi simili.

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