Mi piace catturare piccole conversazioni sul web, come questa, sul Guardian, tra un francese, Frenchiz, e altri due lettori del giornale, Albi88 e Thisman.

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Frenchiz. L’Italia non è mai stata una grande potenza purtroppo (l’Italia non è la Roma antica, per essere chiari su questo punto). La verità è che gli italiani non hanno una cultura imperiale come la nostra. Napoleone ha creato questo paese incollando diverse repubbliche e ducati, ma non vi ha instillato l’idea imperiale di sentirsi superiori al resto del mondo, come ce l’hanno i britannici, i francesi, i tedeschi, gli americani o anche i giapponesi. Le grandi potenze sono arroganti per natura … non l’Italia e questo è il motivo per cui difficilmente tornerà ad essere una grande potenza.

Albi88. Sono d’accordo sulla mancanza d’un sentimento imperialista nella popolazione italiana, ma tieni conto che l’Italia non fu unita da Napoleone […]. L’Italia raggiunse l’unificazione grazie all’esercito del regno di Sardegna nel 1860-1861 e con l’aiuto dell’esercito francese e della spedizione di Garibaldi in Sicilia e a Napoli.

Thisman. Mi chiedo come mai un galletto sia così felice di mostrare la sua pomposa autostima denigrando gli altri paesi con fatti storici assurdi e privi di senso dell’umorismo. Ti piace fare l’amico potente? Ti fa sentir bene? Ammiro gli italiani sempre pronti a prendere in giro se stessi a differenza di molti francesi.

Frenchiz. In che cosa ti ho denigrato? Le persone che amiamo di più sono gli italiani. Chiedilo ai francesi (aspetta … non quando giochiamo una partita di calcio). Ci sentiamo loro cugini e loro ci chiamano cugini. Condividiamo la stessa cultura e la cultura italiana è lodata in Francia. Sono come qualsiasi altro francese, sento che i nostri vicini italiani sono nostri fratelli. Detto questo, ho voluto spiegare perché l’Italia non è emersa come grande potenza. Questo è un problema per noi francesi perché, come ho detto in un altro commento, abbiamo bisogno di loro per costruire una Pax Europea che abbia 3 teste: Germania, Francia e Italia. Questo blocco di 3 paesi avrebbe un PIL enorme, che permetterebbe di contrastare gli Stati Uniti, la Russia e la Cina e creare un nuovo equilibrio di potere nel mondo. Così li esorto a considerare sé stessi per quello che sono: una superpotenza culturale come noi.

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Riflessione personale. Amo moltissimo i francesi, mi sento loro cugino (a casa di mio padre si parlava italiano e francese) e ogni dichiarazione d’amore da parte di un francese non mi lascia indifferente. A volte però il senso di sé che hanno i francesi può generare qualche problema, a livello individuale e collettivo. Per esempio, ha generato dei problemi nel processo di integrazione europea.

Ora, se non amo le idee “imperiali” da buon italiano (direbbe Frenchiz), penso che la UE, nonostante i suoi difetti, sia l’unica soluzione che abbiamo per non venire travolti, in un futuro nemmeno lontano, da entità molto più grandi di noi. Che a questo giovi un direttorio a tre non mi pare, non sarebbe giusto e creerebbe dei risentimenti (negli spagnoli, per esempio, dotati anch’essi di un forte senso nazionale, o negli europei dell’est).

Frenchiz non spiega in modo esplicito perché gli italiani non hanno sviluppato un atteggiamento imperiale. Io credo che ciò sia dovuto a più fattori, non ultimo dei quali: l’aver mancato l’unificazione durante il Rinascimento, per cui, invasi dagli stranieri, non siamo potuti diventare una grande potenza, come invece è successo agli inglesi, ai francesi (e agli spagnoli), il cui grande successo, nella fase della grande espansione europea nel mondo, ha nutrito il forte senso di sé di cui dicevamo.

Ciò vale anche per gli americani i quali, grazie al loro successo in epoche successive, parlano spesso di eccezionalismo americano (a volte, ma non solo, anche in senso sciovinistico).

La Germania è un caso a parte. E il Giappone pure.

2 thoughts on “I cugini separati dalla volontà di potenza

  1. You said of Italy, ……invaded by foreigners, we could not become a great power……. (Well, this is how it came out in English as per Google Translate!!)

    Because of this, the beautiful and exquisite Italian language never got the chance to spread throughout the world, in the way English, French and Spanish did.

    But, what if there had been a unified Italy in the 16th century? This might well have resulted in Italy, not England, creating the world-wide empire on which the sun would never set. Hence Italian, not English, would be today’s lingua franca. So that I, as a consequence, would be writing this comment in Italian, not English.

    I’ve often been tempted to learn Italian. What stopped me was that knowing Italian wouldn’t be of any use in travelling anywhere but Italy. Instead I turned to French.

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  2. What if there had been a unified Italy in the 16th century?

    The unification of Italy didn’t happen during the Renaissance, as Machiavelli desired (he wanted liberation from foreigners by a prince, no matter how ruthless). As a result, Italian did not spread in the world although no one knows if it would have become a lingua franca.

    So, as you say, our language is today useless for travelling, even though it is one of the most studied languages in the world. I would suffer an overall decline of our country (culture, economy etc.), but, isn’t it inevitable, along with many Western countries?

    The influence of the Caucasian race will also decline.

    I do not think all this matters so much. Humankind counts, not races or this or that culture. I hope humankind will survive.

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