Come detto nel brano precedente nonno Mario era ingegnere idroelettrico. La scelta naturale di papà sarebbe stata quella di proseguire il mestiere del padre, che, l’abbiamo detto, aveva creato una società che produceva energia elettrica sfruttando la forza di gravità dell’acqua che scendeva dalle Alpi Apuane e veniva convogliata in condotti forzati (il motivo per cui stavano a Carrara, sotto le Alpi Apuane, e poi a La Spezia).

Non si sa esattamente cosa avvenne e perché papà scelse l’ingegneria civile (che poi ci disse quasi in vecchiaia che non gli era mai piaciuta un gran che).

Il motivo di quella scelta compiuta prima di entrare all’università e quindi a 17 anni (papà era un anno avanti) – università che farà a Roma appoggiandosi ai nonni materni – pare sia stato questo:

“Andai da mio padre e gli feci delle domande sull’ingegneria e sull’acqua. Poi gli chiesi cosa fosse l’elettricità”.

C’era infatti il problema di capire che cosa fosse l’elettricità.

A quella domanda “nonno Mario si lanciò in una delle sue dissertazioni”.

“E tanto parlò e parlò che la testa mi cominciò a girare. Chiusi la saracinesca e non capii più niente”.

Forse nonno parlò in modo troppo difficile per un 17enne. Certo è che papà reagì facendo quello che sapeva fare benissimo: ‘chiudere la saracinesca’, stratagemma usato spesso con mamma, che era un poco chiacchierona.

La fine del racconto della scelta della facoltà:

“Dopo la spiegazione del nonno capii che l’elettricità non faceva per me. Scelsi allora ingegneria civile”.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s