Ed Dorrell, giornalista britannico, scrisse poco prima del referendum sulla Brexit un articolo per l’Independent in cui spiegava i suoi motivi per votare contro il distacco dall’Unione Europea. Le sue riflessioni mi sembrano valide soprattutto oggi, in un momento in cui la Gran Bretagna si appresta ad affrontare il mondo con le sole sue forze (e qualcuno in Italia, Francia e altrove – i cosiddetti sovranisti – pensa di poter fare lo stesso).

Ψ

“Ero, fino a poco tempo fa, un euroscettico. Perché la Gran Bretagna non poteva fiorire da sola come bastione di medio calibro della democrazia liberale e della crescita in un libero mercato?

Come versione non noiosa della Svizzera trapiantata sul nostro arcipelago nord-atlantico, forse. Il nostro soft power – musica, televisione, film, la letteratura, i giornali e i media – avrebbe esteso la nostra influenza in tutto il mondo. Saremmo sbocciati, liberi dai vincoli dell’Europa, delle sue economie stanche e con legislazioni del lavoro scricchiolanti.

Ma poi, due anni fa, sono andato in viaggio d’affari in Qatar, nel Medio Oriente.
In uno dei pochi bar di quella città-stato, alle due del mattino, mi sono guardato intorno e ho visto il futuro. Era come una cartolina del mondo globalizzato, a cui non fregava un bel niente della Gran Bretagna.

Se in quel bar notavo qua e là uno sparuto gruppo di espatriati europei, la maggior parte degli avventori proveniva dalle nuove potenze globali: cinesi, indiani, arabi e russi. Non ascoltavano musica britannica o statunitense, bensì ritmi africani e pop sudamericano.
Nel futuro globalizzato il ‘soft power’ della Gran Bretagna sarà come sparare ad una pantera con la cerbottana.

Queste nuove potenze non sono le democrazie liberali come le conosciamo. Nelle enormi distese del mondo gli ideali della nostra cultura liberale sono in ritirata. I concetti dello stato di diritto, della libertà di stampa, dei diritti umani e delle libertà civili sono in declino.
Basta guardare Turchia, Russia, Brasile, Sudafrica. Senza considerare il totale disprezzo cinese per la democrazia e per gran parte degli ideali che ci stanno a cuore. O, diciamolo pure, la politica di Donald Trump.

L’Unione Europea non è ideale, ma quale governo democratico lo è? Con le nuove realtà della globalizzazione dobbiamo stare nella giusta squadra. Dobbiamo tenerci stretti i partner con cui abbiamo più elementi in comune”.

2 thoughts on “Soli nella zattera con onde più grandi di noi?

  1. The article’s writer says the Brexit vote was about ideas. I – pour ma part – think it was more about xenophobia – the fear that England is being overrun by foreigners.

    But the results showed the irony that the more the Englishman rubbed shoulders with foreigners in his daily life, the more likely he was to vote to “stay” in Europe. The less he rubbed shoulders with foreigners in his daily life, the more likely he was to vote to “leave” Europe.

    Another irony was that the younger the Englishman, the more likely he was to vote to “stay”. The older he was, the more likely he was to vote to “leave”. Thus has the old and embittered Englishman, raging against the dying of the light, decided the future of his children.

    The Englishman who once ruled the world, has today become an irrelevance. Even a joke. The island he lives on, Britain, is soon to return to being the insignificant off-shore promontory it was 500 years ago – before the first Englishman sailed off to conquer the world.

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  2. The more the Englishman rubbed shoulders with foreigners in his daily life, the more likely he was to vote to “stay” in Europe. The less he rubbed shoulders with foreigners in his daily life, the more likely he was to vote to “leave” Europe.
    Very acute.

    The Englishman who once ruled the world is blinded by his past greatness and considers himself superior. But we must be fair, we are here talking of the Little Englander type, mostly, not all Englishmen being like that, as the Brexit vote attests (and as you also point out).

    This type of Englishman doesn’t realise that we live in a much bigger world with new players, new powers (and new “soft powers”).

    I liked by the way the notion of “soft power” (vs “hard power”) which was unknown to me. I have read in the Wikipedia that “soft power” is a concept developed by Joseph Nye of Harvard University.

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