Proseguono le memorie di Carlo Calcagni, fratello di mia nonna materna Agnese.

Ψ

Pio IX amava fare lunghe lunghissime passeggiate in campagna facendo marciare i cavalli della carrozza al gran trotto tanto che si dice ne abbia fatto schiattare parecchi.

Il drappello di scorta doveva così sobbarcarsi a buonissime trottate le quali piacevano moltissimo a mio padre ma non tanto a parecchie altre guardie che non avevano la sua passione per l’equitazione. Allora mediante piccoli compensi egli stesso sostituiva i malcapitati specie quando si prevedeva in programma qualche gita un po’ lunga.

Una volta il Papa decise di andare fino ad Anzio e siccome la gita era lunga assai questa volta fu preordinato il cambio dei cavalli sia della carrozza papale sia dei cavalli del drappello di scorta, sia della guardie che dovevano sostituire i cavalieri che avevano già fatto la metà del cammino.

Allora mio padre questa volta con un compenso maggiore combinò che alla Cecchina dove era il cambio egli avrebbe preso il posto del Marchese Del Bufalo il quale non amava per niente di cavalcare anche perché si diceva avesse una fistola.

Si arriva alla Cecchina, si fa il cambio dei cavalli e mio padre adocchia un magnifico cavallo di razza Piacentini, un bel baio dorato, e l’inforca contentone.

Si parte subito ma dopo poche centinaia di metri inaspettatamente il corteo si ferma al comando del capo drappello.

“Che cosa è successo?” il Papa si informa.
“E’ il Conte Calcagni che ha rotto i ranghi”.
“Ma perché, che cosa ha mai fatto?”
“E’ entrato nel prato e si è messo per divertimento a saltare le staccionate mentre suo dovere stretto era quello di seguire il corteo. Dovrà passare agli arresti”.

Questa volta però mio padre non scontò la pena perché sul posto fu graziato dal Papa che sorrideva benevolo alla scappata del giovane ardimentoso.

Pio IX conosceva bene personalmente mio padre e lo trattava con grande familiarità e benevolenza.

Quando mio padre sposò presentò naturalmente la sposa in udienza particolare al Papa.

Figurarsi lo spavento e la preoccupazione di mia madre per una simile visita. Andò in nero e mio padre in uniforme.

Il Papa domandò a lei di che cosa si occupasse ma lei si sgomentò tanto che perse la parola ed il controllo di sé. E siccome mia madre non dava segno di aver capito o di poter comunque rispondere, mio padre pronto:

“Santo Padre, è maestra di pianoforte”.

Mia madre non ha mai toccato un pianoforte in vita sua.

“Ah! brava, brava”.

E intanto Pio IX con grande benevolenza e con un finissimo sorriso stava dando sul serio una tiratina d’orecchi a mio padre.

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