I giovani sono per loro natura i più grandi idealisti. Negli anni immediatamente successivi al ‘68 ci fu addirittura chi si fece ardere vivo per protesta.

10 anni dopo circa ci trovavamo, mia moglie ed io, in vacanza a Corfù (eravamo tornati sul luogo del delitto) e lì conoscemmo un greco padre di un ragazzo a quanto pare mio coetaneo. Avrò avuto allora sui 30 anni, non ricordo bene. Questo padre era sarto e io, per combattere il caldo soffocante di agosto, volevo farmi accorciare i jeans che indossavo per ricavarne così dei bermuda.

Notammo la piccola sartoria in un vicolo della città di Corfù e vi entrammo. Mentre curvato a terra stava misurandomi i pantaloni per potermeli tagliare il povero vecchio scoppiò improvvisamente a piangere. Fummo molto colpiti da questo gesto inaspettato.

Quando il pover uomo si fu un poco calmato ci disse che avevo l’età che suo figlio, Kostas Georgakis, avrebbe avuto se non si fosse arso vivo per protesta contro i colonnelli greci, gli spietati dittatori che circa un decennio prima avevano governato la Grecia con ferrea dittatura militare e con l’appoggio degli americani che cercavano di impedire che la Grecia diventasse comunista.

Non dimenticheremo mai gli occhi di quell’uomo, umidi di lacrime, con l’espressione di un dolore infinito.

Ψ

Commento di Poonam Sharma, una blogger indiana.

Poonam: “Ciao, hai ragione, a volte i giovani prendono decisioni avventate e si lasciano alle spalle gli anziani in lutto. Mi ricordo che 20 anni fa circa un brillante giovane universitario non ancora 20enne, Rajeev Goswami, si arse vivo in opposizione alla politica del governo contraria alle quote sulla base di casta e religione. La causa era buona ma l’azione avventata. Divenne un ragazzo simbolo per l’intera nazione.

In qualche modo è sopravvissuto, ma si può immaginare come, con tutte quelle ustioni. Nel 2004 il giornalista che l’ha rintracciato ha visto un uomo distrutto, che ha rivelato di essere stato spinto dai membri del suo partito che poi si dileguarono dopo che sopravvisse. Un tempo un ragazzo simbolo, è poi vissuto nell’ignominia ed è morto nel silenzio, unsung”.

Giovanni: “Sì, queste decisioni avventate sono gravi anche per le loro conseguenze. Quanto al giovane greco, Kostas Georgakis, nella città di Corfù c’è oggi un monumento dedicato a lui”.

Poonam: “Così giovane e così bello. Mi ha veramente addolorato leggere la sua storia”.

2 pensieri su “I giovani e la vita: Kostas Georgakis e Rajeev Goswami (2)

  1. Sono gesti estremi dettati dalla disperazione e dal desiderio di far sapere al mondo quello che sta accadendo in un dato paese.

    Ricordo Jan Palach che si immolò nel centro di Praga nel 1969. Ero poco più di una bambina allora, rimasi sconvolta da quel gesto. Non riuscivo a capire perchè mai una persona potesse scegliere di uccidersi in quella terribile maniera.

    Crescendo capii il significato di quel sacrificio. A distanza di anni gli hanno dedicato una lapide e una piazza. Oggi, molte associazioni studentesche, anche di sinistra, lo ricordano come una persona morta in nome dei suoi ideali, e non sono pochi i circoli di giovani dedicati a Jan Palach.

    Capisco bene il dolore di quel genitore che ha perso un figlio in quella maniera! Sono dolori che non si rimargineranno mai.

    Che riposi in pace, povero ragazzo!!!

    Piace a 1 persona

    1. Mi ero dimenticato di Jan Palach. Sì, pure lui, la stessa fine terribile.

      Leggo sulla Wikipedia che “almeno altri sette studenti, tra cui l’amico Jan Zajíc, seguirono il suo esempio e si tolsero la vita, nel silenzio degli organi d’informazione, controllati dalle forze d’invasione”.

      Non posso pensare a dei giovani che si immolano così, anche se la causa era indubbiamente nobile. O comunque che si suicidano per un qualunque altro motivo. La gioventù è bellezza, è vita. Queste cose mi riempiono di tristezza.

      Sconvolge il caso terribile di quella studentessa napoletana, anzi molisana, di 26 anni, Giada Di Filippo, che si è lanciata dal tetto di uno degli edifici dell’università «Federico II» di Napoli …

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