Marcus Aurelius
Marco Aurelio, imperatore e filosofo stoico

Giorgiana nel suo E tu? Come ti senti oggi? ha scritto: “Fermati a pensare, prenditi qualche minuto di pausa e guardati dentro … Come tratti te stesso/a, che parole e pensieri ti stai rivolgendo? Sii gentile, sii gentile con te stesso/a, devi essere tu per primo/a a farlo e non permettere a nessuno di farti sentire inferiore.
Smetti di giudicarti e criticarti per cose passate, amati, ammirati per tutto ciò che sei riuscito/a a superare, PERDONATI e vai avanti col sorriso.
Sei bellissimo/a così come sei, tutti lo siamo. Fai pace con te stesso/a e adesso, oggi, comincia a fare qualcosa per cambiare ciò che vorresti. Inizia col rivolgerti parole gentili…

Giovanni. Molto vero, molto bello (e molto utile). La stima di sé. Ho sempre creduto in questo principio, non so come chiamarlo, di “volontarismo psicologico”. In generale gli antichi Romani (antenati non solo miei ma anche tuoi, credo) dicevano: spesso non controlliamo gli eventi esterni (disgrazie, maldicenze ecc.) ma possiamo cercare di controllare la nostra reazione ad essi. Era la filosofia stoica, che oggi ha molto successo nel mondo perché insegna in modo pratico, senza intellettualismi, a vivere bene.

Giorgiana. Ti ringrazio per questo tuo commento. Non possiamo controllare gli eventi esterni (famiglia inclusa), ma possiamo controllare e cambiare le circostanze e in un certo senso questa è una forma di libertà, che bisogna sfruttare.  Sì, il nostro modo di agire e pensare è ciò che fa la differenza. Come mi sento oggi è una mia scelta.

Giovanni. E’ chiaro che possiamo cambiare le circostanze di tantissime cose (e dobbiamo farlo), ma non di tutte. Per esempio, se un albero cade sulla nostra macchina e la sfracassa non resta che far buon viso a cattiva sorte, come si dice.
Non sono un esperto di stoicismo, sto solo cercando di capire. Qui ne parlo nel mio blog.

 

Meredith Kunz, the Stoic Mom

 

Sentiamo cosa ha da dire in proposito Meredith Kunz, scrittrice della California settentrionale, madre di due figlie e autrice del bel blog The Stoic Mom:

Sono seduta fuori all’ombra di una quercia di 200 anni. È una calda giornata estiva. Guardo le mie due figlie nuotare mentre penso allo stoicismo e alla felicità. Sento le loro risate e gli schizzi, le foglie che frusciano, il ronzio delle macchine che passano.

Mi guardo attorno e so che ho molto di cui essere grata: la mia famiglia, la casa, il lavoro, il benessere fisico, tra le altre cose. Prima però di iniziare con lo Stoicismo non la vedevo così. Badavo solo a ciò che mancava, a ciò che non c’era o che non andava sufficientemente bene.

Attribuisco alle idee stoiche il fatto che posso fermarmi e provare gioia in quest’attimo presente – con la chiara consapevolezza che passerà come tutti gli altri.

È un attimo che mi sono ben sudata. Nel corso degli anni ero oppressa da ansie e insicurezze. Crescendo ero intelligente, intellettuale, il che mi rendeva diversa dalla maggior parte degli altri bambini. Fui spinta a dimostrare quanto valevo attraverso il riconoscimento del mio valore come studente più brava. Per motivarmi ho attinto al potere del pensiero negativo. Temevo il fallimento. Una voce nella mia testa mi parlava severamente per disciplinarmi e spingermi avanti.

Funzionò. Studiai duro e dimostrai il mio valore. Ho continuato a conseguire risultati accademici e ho preso lauree nelle migliori università.

Ma, un risultato simile mi aveva resa contenta e soddisfatta, o felice, in altre parole? Non esattamente. Ero ancora preoccupata e incerta rispetto alle scelte e alla mia incapacità di controllare molte cose della vita che pensavo di dover essere in grado di gestire. Atteggiamento che non mutò fino a quando non iniziai a studiare la filosofia stoica.

La conoscenza, acquisita grazie allo stoicismo, che non si possono mai controllare i pensieri, le emozioni o le azioni degli altri è stata una grande liberazione. Non sento più la pressione per gestire o manipolare tali cose, il che ha notevolmente ridotto una serie di ansie.

Mi colpisce di meno quando gli altri mi giudicano o si comportano in modi che non mi piacciono. Le persone hanno i loro progetti e problemi. Come sottolinea Marco Aurelio, molti si allontanano dalle facoltà razionali e non conoscono la differenza tra il bene e il male.

Oggi faccio affidamento il più possibile su una mia “centralina di controllo” per prendere le decisioni. Faccio quello che penso sia giusto, e cerco di non soffermarmi sui giudizi altrui o confrontarmi con tutti gli altri. Soprattutto, non uso le lodi (o le critiche) altrui come fonte della mia autostima come essere umano. E sono molto più appagata, di conseguenza.

“Che differenza farà per me se qualcun altro mi critica per azioni che erano giuste e rette? Non farà alcuna differenza “, ci ricorda Marco Aurelio (Meditazioni 10, 13).

Insegno questo approccio ai miei figli. Li ho resi consapevoli della “dicotomia del controllo”. Condivido idee [nel blog The Stoic Mom, ndr] per compiere scelte sagge e coraggiose. Cerco di dimostrare che l’umorismo e la felicità si possono trovare anche in circostanze difficili.

Breve è la nostra esistenza in questo vasto universo. I pensatori stoici ci ricordano spesso anche questo. Tuttavia, attingendo ai principi chiave dello stoicismo possiamo vivere la gioia in questo momento fugace.

10 pensieri su “Giorgiana, l’autostima e la mamma stoica

  1. Bellissimo, il racconto di Meredith Kunz (che andrò a cercare) è perfetto per spiegare in maniera semplice ed efficace la filosofia stoica, il modo in cui viene applicata nella vita quotidiana.
    Ti ringrazio ancora Giovanni, sono argomenti che ci arricchiscono.

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  2. L’ha ribloggato su Sorridi, sii grato e AMA!e ha commentato:
    A volte, da piccole conversazioni nascono dei bellissimi articoli, pieni di insegnamenti positivi che ci arricchiscono. Questo è uno di loro. Contiene un racconto che mi ha lasciato una piacevole sensazione e fa riflettere molto. Ringrazio ancora, Giovanni.

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  3. Questo GE grazie a questo modo di pensare, Giovanni è un post che apre la mente e rassicura il cuore…

    Bello il tuo scambio di idee con Giorgiana. C’è tanto da imparare entrando nel cuore, nella mente degli altri!

    Nel mio piccolo, ho sempre cercato di trovare lati positivi anche nelle situazioni più negativie e dolorose. Forse perchè la vita mi ha messo a dura prova fin da piccola, ho avuto modo di esercitarmi parecchio.

    Ora so che a saper ben guardare, ogni giorno può riservare una piccola sorpresa che ci strapperà un sorriso, una meraviglia…insomma qualcosa di piacevole che ci aiuterà a camminare spediti e sereni in questo percorso di Vita non sempre facile!

    Ciao Giovanni, ho piacere di essere tornata!

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  4. Il condizionamento delle critiche altrui pesa per il 50 % sulla nostra personalità e quindi felicità. D’altra parte questo condizionamento nasce dalla mancata educazione in tal senso o da una innata insicurezza che ci porta a confrontarci continuamente con gli altri o a dipendere dal loro giudizio.

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