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Siamo ad Amsterdam a trovare la nipotina, un criceto dolcissimo di 2 settimane (come dissi a Marzia qualche giorno fa). Mia figlia e mio genero vivono in una bella casa con la vista su un canale e finestroni così enormi che quando d’estate picchia il sole non c’è salvezza. La piccola, fortunatamente, è abbastanza pacioccona, il che dà tregua ai due neo-genitori (… un po’ di tregua 😱) .

Ieri mi sono alzato presto e ho fatto una bella passeggiata mentre la famiglia dormiva. E finalmente mi sono sentito sicuro di muovermi in questa città, evitando con sicurezza biciclette motorini e tram che in questa civilissima Venezia del Nord ti attaccano inaspettati come siluri e costituiscono un vero pericolo mortale. Il pedone viene sempre per ultimo. Bisogna accettarlo. E’ il costume locale.

Arrivato alla Haarlemmerplein, la piazza con gli schizzi d’acqua dove i bambini si inzuppano, freddo o caldo che sia, imbocco la strada dei negozi, Haarlemmerdijk. Il negozietto di riparazione PC e cell subito sulla sinistra è chiuso (volevo comprare dei DVD). Tutto è sbarrato la mattina fino alle 11-12, soprattutto il lunedì. Questa gente sa vivere, non è per niente workaholic, malata di lavoro!

Google mi dice che solo il Media Markt vicino alla Stazione Centrale sta per aprire. Una bella passeggiatina. I DVD vuoti mi servono per esercitarmi con Puppy Linux nei ritagli di tempo tra una spupazzata (e una rigovernata) e l’altra. Prima di partire da Roma avevo resuscitato il mio portatile di 20 anni fa (!!) mettendoci sopra Puppy Linux, appunto. Dopo la cura è diventato una scheggia, più veloce di quando lo comprai. Nessun bisogno di comprarne uno nuovo, di portatile. Seneca ha ragione, la vera gioia è austera.

[E poi Puppy Linux, ogni cosa che fa, abbaia come il canino – puppy – che è, una delizia 🙃, anche se il criceto è infinitamente più dolce, ci macherebbe]

Siccome il Media Markt apre alle 10 e io sono arrivato prima vado alla Amsterdam Public Library (OBA: Openbare Bibliotheek Amsterdam) che si trova sulla Oosterdokseiland, ad oriente della suddetta Amsterdam Central Station. E’ la più grande libreria dell’Olanda, piena di eleganti salotti e console dove leggere nel più riposante silenzio. C’è un piano, il più basso, interamente dedicato ai bambini, con libri giochi e entertainement per loro, compresi teatro e letture orali di fiabe in inglese italiano olandese ecc.

L’OBA ospita una meravigliosa collezione plurilingue di 1,5 milioni di libri, periodici, CD, DVD, dischi Blu-ray in ben sette piani, tutto gratuito, basta iscriversi. Il settimo piano è il clou di ogni visita, con un bel teatro per 300 persone e un ristorante con una terrazza che offre una vista spettacolare sulla bella, dolce (e aperta a tutti: la metà della popolazione non è olandese!) città di Amsterdam.

9 pensieri su “Amsterdam (e il criceto)

  1. Oh, eccoti finalmente di nuovo sul blog!! Che splendida mattinata hai trascorso in quella ” civilissima Venezia del Nord”, anche se hai rischiato di essere travolto da biciclette, motorini e tram… che dire…è lo scotto da pagare in una città quasi perfetta! L’immagine che hai inviato trasmette una grande serenità . Viene davvero voglia di passeggiare con calma lungo quei canali!!!

    Sono felice di sapere che la piccina cresce bene ed è ” abbastanza pacioccona” Riuscire a riposarsi quando c’è una neonata in casa è davvero indispensabile, perchè quei piccoli esserini hanno bisogno di tutta la nostra energia!

    Ho piacere che il tuo pc portatie sia ancora attivo, come e pù di prima! Seneca sarebbe molto orgoglioso di essere ricordato anche in queste soddisfazioni. Come diceva un saggio professore: ” torniamo all’antico, faremo progresso ”

    Ciao Giovanni buona permanenza ad Amsterdam. Goditi la nipotina che presto sorriderà al suono della tua voce ( e ti farà sciogliere tutto ) la figlia, il genero e la bella città.

    Io ti aspetto sul blog… a presto dunque!

    Un abbraccio a te e a tutta la bella famiglia!!! ❤

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  2. Conosco Amsterdam, una delle città europee che abbiamo visitato qualche anno fa. La città, infatti, somiglia molto a Venezia… lungo i canali ricordo delle grosse barche abitate come dei villini, con cassette di fiori colorati alle finestre,.. Una civilissima città!

    Il tuo post mi ha fatto venire in mente un’altra città, Copenaghen, dove per circa due anni ha vissuto mia figlia, quando aveva ancora una sola bambina. Le passeggiate con la piccola in carrozzina, la scoperta di una nuova città, il famoso Parco giochi, il Tivoli, la felicità di essere nonna per la prima volta!

    Auguri di cuore per la nuova arrivata! E a presto rileggerti.

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    1. Ciao Mary! (Domani ti rispondo meglio)

      L’altra figlia, la londinese, è arrivata a trovarci a Roma. Arrivata tardi con bel ritardo dell’aereo, mentre il giorno prima il nostro aereo ha ritardato la partenza di 3 😮 ore.

      Abbiamo bivaccato nell’aeroporto di Schipol sdraiati su due puffi 😳

      È vero, la felicità di essere nonni “per la prima volta” è molto molto grande.

      Un caro saluto,
      Giovanni

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  3. [Seguito per Mary]

    Però cara Mary, come ho detto anche a Marzia (nonna anche lei del Cilento), per un uomo non c’è un contatto così … segreto, nascosto, con un essere di poche settimane. Probabilmente Sofia, è il suo nome, sente di essere ancora in pancia, e quindi il rapporto è principalmente con la madre, io credo. Deve essere duro per lei il mondo esterno, dal porto caldo e sicuro trovarsi improvvisamente nel mare magnum. E’ praticamente un tubo: immette latte dalla bocca e poi da sotto … si sa.

    Continuamente.

    Mi ricordo i cuccioli della nostra bolognese Lilla. Erano delle larve che non si sono mosse per un mese: si contorcevano solo e emettevano strani suoni. Poi dopo un mese il miracolo è avvenuto. Mi sono sciolto. Sicuramente avverrà così. E lo scioglimento sarà molto molto più potente, immagino.

    La cosa bellissima, e qui mi contraddico, è stata però per me tenerla in braccio, sdraiata su di me, la sua pancia a contatto con la mia. Una sensazione di una tenerezza infinita. Poi anche bello è stato vederla calmarsi quando le cantavo delle canzoncine stupide che stranamente mi sono venute in mente, come:

    Mi sono innamorato di Marina,
    una ragazza mora ma carina,
    ma lei non vuol saperne del mio amore
    cosa faro’ per conquistarle il cuor.

    Marina, Marina, Marina
    Ti voglio al più presto sposar
    Marina, Marina, Marina
    Ti voglio al più presto sposar
    O mia bella mora
    no non mi lasciare
    non mi devi rovinare
    oh, no, no, no, no, no…

    Sofia ne era come ipnotizzata.

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    1. Sono in procinto di uscire (aspetto che il marito si finisca di preparare… poi dicono che siamo noi donne a trastullarci davanti allo specchio… 😉 ) ho approfittato per dare un’occhiatina al blog.

      Mary mi perdonerà se ti rispondo un momento su quanto le hai scritto della tua nipotina. Hai fatto un quadro così dolce e tenero nel descriverla sopra di te quasi ipnotizzata dalla tua canzone, che mi sono sentita prendere il cuore e tutto il resto dalla commozione ❤

      Anch’io lo facevo con i miei figli…e ha sempre funzionato!!! Sarai, anzi sei già un nonno strepitoso!!!

      E ti prego…posso dirlo..posso dirlo??? E’ da quando è nata Sofia che mi gira in testa una canzone di buon augurio per lei. Per me rappresenta un’esplosione di vitalità di gioia!!! Magari non sarà adatta come ninnananna… ma sicuramente andrà bene per cullarla a passo di….valzer (sono un’inguaribile romantica…lo ammetto…) allora vado…? Vado!

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  4. Simpatico il paragone con un “tubo”! E’ vero, le prime settimane di vita accade proprio questo. Poveri cuccioli, si ritrovano a contatto con questo mondo, mentre lì nella pancia si sentono al sicuro, protetti… Ma vedrai, il tempo passa in fretta, qualche mese ed arrivano i primi sorrisi, i primi ghè-ghè, allora sarà tutta un’altra storia e Sofia ti darà grandi soddisfazioni!

    Che strano, è’ la prima volta che la canzone di Marina viene usata come ninna nanna, ma se la nipotina gradisce… vuol dire che non è poi tanto stupida!

    A presto.

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