ElenaPetLondra_2
Mia figlia Elena a Londra con il pet dell’architetto capo. Niente a che vedere con la microscopica Lilla di casa nostra, di cui parlo sotto 😦

Comunicando con le blogger vengono spontanei i ricordi, le confidenze. Una volta Vitty si è dovuta sorbire la storia della mia vita 😳. Poi con Mary e sempre Vitty sono saltati fuori i ricordi di un mio gatto maschio Iappanula e della minuscola Lilla, una bolognese 🐶🐱.

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Che dirvi, le donne sono delle confidenti nate, praticamente delle ostetriche (come la madre di Socrate Fenarete), nel senso che ti tirano fuori tutti i pensieri personali. A me piace quest’arte della levatrice anche perché uno degli obiettivi di questo blog è raccogliere abbastanza ricordi da farne un libro di famiglia da lasciare ai discendenti quando, meno presi dalla vita, avranno interesse ad esplorare le loro origini.

Proprio come ha fatto il fratello di mia nonna Agnese, Carlo Calcagni, grazie al quale sappiamo tante cose delle nostre radici familiari romane, ricordi bizzarri e fantasiosi con lo sfondo di una Roma papalina seducente a cavallo tra 1800 e 1900, fatta di romani ricchi e potenti e di romani poveri, poverissimi (i Calcagni erano Conti ridotti in miseria: la famiglia Negroni (cfr. nota 1) della nonna di Carlo Calcagni aveva perso tutto al gioco e il padre di Carlo era rimasto orfano di padre; non si sa perché a lui non rimase nulla).

Il solito amico Giorgio (rompiballe)

Giorgio: “Sei lo sfruttatore di ignare fanciulle del Wide Web”.
Giovanni: “E’ che con due sorelle, dieci cugine, una moglie e due figlie sono abituato a confrontarmi con l’animo femminile”.
Giorgio: “Ribalto la cosa: tuo zio montalcinese non diceva: ‘la donna è danno’?”
Giovanni: “Ma statte zitto. Se la donna è danno, allora è un danno niente male 😊”

A Mary e a Vitty, grazie e un abbraccio! [Marzia, toccherà presto anche a te ;-)]

Un gatto e un cane (vabbè)

Mary. La Corsica è un’isola che non lascia mai indifferenti. Una montagna nel mare. […] Crocevia da 4.000 anni di rotte e di popoli, l’isola, secondo una leggenda, venne chiamata Kallìste, ossia la più bella, dai Greci. Oggi è chiamata “L’Île de Beauté”, ovvero l’isola della bellezza. […] La prima [nostra visita, ndr] fu nel 1985 a Solenzara, situata nella parte sud dell’isola. Rispetto alla Sardegna, trovai l’isola selvaggia e verdeggiante. […]

Giovanni. Bellissimo viaggio e bellissime foto, Mary. Anch’io fui colpito dal fatto che la Corsica aveva montagne alte rispetto alla Sardegna ed era molto più verde, forse proprio per questo, chissà.

Prima di quel viaggio (fine degli anni ’70) avevo già avuto esperienza con i corsi, due o tre anni prima. Mi trovavo a studiare a Nizza e appena arrivato lo staff mi chiese:

“Vuole una stanza dove i giovani cantano e fanno festa oppure in corridoi dove c’è più silenzio?”.

Io ventenne optai ovviamente per la prima soluzione. Non l’avessi mai fatto. Era il corridoio con le stanze dei corsi, che facevano un casino della Madonna a tutte le ore e che mi presero di mira perché pensavano fossi francese. Una volta di notte allagarono addirittura la mia stanza!! Quando però dissi loro che ero italiano mi rispettarono e da allora non ho avuto mai più problemi.

Poi 2-3 anni dopo feci un viaggio in Corsica con la mia futura moglie, sua sorella e mia sorella piccola. Un giorno parcheggiamo la nostra 500 blu su un’altura per goderci una vista meravigliosa su una baia.

Un uomo corpulento si avvicina e dice:

“Il y a un panneau là!”

Non capimmo, era pronunciato con stizza, velocemente. Ripeté:

“Il y a un panneau là!!”.

Iappanula
Il gatto Ula (il suo sosia)

Alla fine capimmo che era divieto di sosta, perché c’era un cartello, un panneau, appunto. Togliemmo in fretta la 500. Le risate che facemmo poi! Rimase memorabile.

Tornati a Roma prendemmo un gattino meraviglioso, lo portammo a casa e lo chiamammo Iappanòla, Iappanula, poi semplicemente Ula.

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Vitty. [Ugo il cane e Oliver il gatto, ndr] Insieme formano una coppia formidabile … quando decidono di mangiare qualche biscottino, che tengo in alto su una mensola, lavorano in coppia. Il gatto salta sulla mensola, butta giù la scatola … mentre Ugo con le zampe tira fuori i biscotti … quindi se li pappano con molta soddisfazione.
Anche nel terrazzo si danno un gran daffare! Prima del loro arrivo tra fiori e qualche ortaggio, il mio terrazzo era quasi lussureggiante … con la loro presenza tutto è cambiato. Hanno tirato fuori la passione del giardinaggio, portandoli a scavare, estirpare qualsiasi tipo di pianta o germoglio che osava mettere fuori il capino… Quest’anno, che non ho piantato o seminato niente, sono rimasti quasi indifferenti alle erbe che sono spuntate naturalmente.

Giovanni. Ah ah ah ah, la passione del giardinaggio che estirpa tutto, questa è bella! L’accoppiata Ugo-Oliver è fortissima. Gli animali in casa sono dei malandrini, ma li amiamo parecchio, come delle persone furbacchio-dolci (nuova categoria: bah, a quest’ora anche se non è prestissimo sono in coma, dopo vedi perché). In effetti i cani sono territoriali, guai a violare il loro piccolo spazio.

Quanto ad abitudini strambe il mio gatto Iappanula, di cui ho parlato a Mary, mi attaccava da sopra gli armadi, da dietro le cassapanche e i divanni, come Keto nella Pantera Rosa. E Lilla, la nostra bolognese minuscola (l’avevano voluta le nostre figlie!) ci saltava addosso, in perenne carenza affettiva, come un ragno ventosa. Mi vergognavo un po’ a portarla a spasso, per un piccolo e bizzarro residuo di machismo.

Lilla piccola
Lilla era così da piccola. Ma da grande non è che il criceto cane crebbe chissà che …

Un giorno ad un parco qui vicino ci saranno stati 50 extracomunitari con i CANI GIGANTESCHI dei loro datori di lavoro. Stavano concentrati in uno bello spiazzo erboso, mischiati a tutti questi mostri pelosi con le zanne bianche.

Arrivo io nello spiazzo erboso.

Ho il criceto cane al guinzaglio.

Risata generale fragorosa. Sgangherata.

Così fu. Così avvenne il fatto. Cosa non si fa per le figlie. Nessuno la portava fuori, Lilla: le due adolescenti erano prese da ben altro e mia moglie era sempre troppo occupata. La portavo allora a spasso io, mosso da pietà e sopportando con filosofia, che dovevo fare. Ma evitando quel parco.

Il più delle volte.

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Accidenti ma quanto è grande Ugo! Ha la testona quasi il doppio di quella di tua figlia, che è così bella e pepata, ne ero sicuro. Dal suo viso si intravede meglio il tuo aspetto e la tua anima, cara Vitty, ugualmente bella e offerta ai lettori con generosità alle spezie.

Dunque il tuo Ugo è un incrocio fra levriero irlandese e spinone. Gli incroci sono così intelligenti. E’ l’origine della creatività italiana nei millenni, è provato, vaglielo a dire a …

Ma lasciamo perdere.

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Sono appena tornato un poco distrutto: due giorni fa tre ore di bivacco all’aeroporto di Schipol (Amsterdam) con successiva partenza alle 5 di mattina! E ieri notte tardi mia moglie ed io in mezzo alla campagna romana ad aspettare in mezzo ai grilli – sempre per ritardo, e te pareva – l’arrivo all’aeroporto di Ciampino dell’altra figlia, la londinese sbarazzina (foto in alto, ndr) che vi somiglia nel pepe e che è venuta qui ad organizzare il suo matrimonio (ad Arezzo!) col suo fidanzato inglese.

Amano tantissimo la nostra casa in campagna. Gli inglesi vanno in fissa con la Toscana, ça va sans dire. Ovvio verrà una caterva di parenti anglosassoni e magari vorranno pure il discorso del padre della sposa in inglese di fronte a 100 persone, come nei film, è il loro costume, va accettato.

Beh, sono pronto, non mi tiro indietro, per carità.

Un abbraccio forte e a presto,
Giovanni

Camillo-Negroni
Il conte Camillo Negroni, inventore nel 1919-20 a Firenze del famoso cocktail

____________
Nota 1. Sul cocktail inventato dal conte Camillo Negroni, si legge qui:

"Uno dei cocktail più amati in Italia e nel mondo è da attribuire al conte Camillo Negroni che, nel 1919 a Firenze, presso il Caffè Casoni di Via de’ Tornabuoni, chiese al barman Fosco Scarselli di realizzare una variante dell’aperitivo Milano – Torino (o Americano, in onore del pugile Primo Carnera) composta da 1/3 di Vermouth Rosso (probabilmente Martini), 1/3 di bitter Campari, 1/3 di Gordon’s gin, ½ di fetta d’arancia ed una scorza di limone".

Cfr. Luca Picchi, Sulle Tracce del Conte: La Vera Storia del Cocktail “Negroni”.
Cfr. anche quest’articolo del sito Blueblazer (Le cose buone da bere) dedicato al cocktail

10 pensieri su “Cani, gatti (canini) e un matrimonio

  1. Ma quanto è bello questo post fatto di commenti!!! E’ vero Giovanni, non so come ma fra noi, e non solo noi, è facile scendere in confidenze, come se parlassimo a tu per tu e restasse tutto fra noi…forse perché sai ascoltare. Ed è quello che manca oggi. Qualcuno che ci ascolti veramente.

    Siamo sempre di fretta, con qualcosa per la testa di più importante…

    Ma qua, in questo mondo di parole scritte…bisogna per forza fermarsi un momento, indugiare su parole e contenuti…

    Tu hai un modo di scrivere che cattura l’attenzione, che va dritto al cuore. E quindi….eccoci qua a sorridere insieme delle avventure dei nostri amici cani e gatti.

    Per prima cosa fammi fare i complimenti per tua figlia! Che splendida ragazza e che sorriso dolce!!! Immagino l’emozione che proverai quando la condurrai all’altare…. Simpatico il cane che tiene in braccio. Ma la tenerezza della piccola Lilla è veramente immensa!! Lo credo che si spaventava quando incontrava quei grandi canoni!! E cosa avevano poi da ridere i loro padroni!!! Sono certa che avrà ricevuto tante e tante coccole da colmare il suo grande bisogno d’amore!!

    Il gatto Ula era davvero bello! Assomiglia un po’ al nostro Oliver. Forse questo tipo di gatto ama avere qualche tratto comportamentale diverso dagli altri mici…

    Grazie per avermi citato, mi onora sapere di far parte dei tuoi post!!

    E molto interessanti sono le storie del fratello di tua nonna Agnese, Carlo Calcagni. Le leggerò piano piano, con molta attenzione perchè fanno entrare nei sentimenti, nei cuori delle persone.

    Ciao Giovanni è proprio bello leggerti!!!!

    P.S.

    Dì al tuo amico Giorgio, che se lo zio montalcinese diceva che ” la donna è danno”

    la mia mamma ci insegnava che ” l’uomo è malanno “….

    Che dici…siamo pari???? 😊 😇

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