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Il giardino della villa di Gianvi quasi all’imbrunire, con Arezzo nella distanza

Agosto. Un giorno imprecisato dei primi anni ’80. Un giardino e degli amici 35enni nella campagna aretina. La sera è finalmente cool dopo il caldo afoso della giornata. In campagna, a differenza della città, l’escursione termica è forte, si passa rapidamente dal caldo torrido alla brezza fresca del crepuscolo.

I grilli già intonano le loro arie misteriose ma un paio di cicale resistono, sparute superstiti di un esercito assordante che poco tempo prima ci aveva incantato (o appallato, a seconda dei casi).

E’ così bella una tavolata in giardino con gli amici di sempre!

Tutti così pieni di allegria (non che adesso manchi, l’allegria, ma è più placida), tutti desiderosi di vita e di baldoria quando ci ritroviamo insieme!

 

Anna e Gianvi
Anna e Gianvi nel 2014

I pini i lecci e gli abeti esotici della casa di Gianvincenzo detto Gianvi fanno da cornice maestosa alla tavola imbandita con arte da sua moglie Anna e ai sapori schietti e decisi della cucina toscana del luogo: crostini con impasto all’aretina, olive verdi e grandi in salamoia, maccheroni (tagliatelle, da noi) al sugo di nana (da noi è l’anatra) e verdure di stagione (pomodori, insalata e cetrioli) che accompagnano riccamente due massicce fiorentine della Val di Chiana (alte 5 rigorosi cm) appena uscite fumanti dalla brace del barbecue (e dalle mani del suo sacerdote indiscusso, Gianvi).

Il tutto innaffiato dal rosso Armaiolo di Gianluigi Borghini (un must, per noi, i vini del conte Borghini Baldovinetti de’ Bacci) e da un Galestro capsula viola Ricasoli che a quel tempo, forse non dopo, era un gran bel bianco rotondo.

Gianvi è il mio migliore amico. A 4 anni mia madre e la sua ci fecero incontrare nel nostro giardino che confina con il loro (le due giovani erano amiche d’università a Firenze) mettendoci di botto l’uno di fronte all’altro. Ci guardammo in cagnesco. Io ero sempre sporco e scalmanato e non mi piacque quel signorino precisino e agghindato. Lui provò sensazioni contrarfie alle mie, credo, e mi guardò schifato.

Poi, forse per noia (o per ingannare l’imbarazzo) cominciammo a tirar sassi a un barattolo di latta posto sul tavolo di pietra, oggi coperto di licheni, che si trova al centro del prato di fronte al casa nostra. Scattò il miracolo, come capita solo ai bambini, e da allora iin poi siamo sempre stati inseparabili l’estate e ne abbiamo combinate negli anni di TUTTE, vedi ehm l’episodio della donna con la bottiglia .

Anna per chi non lo sa è chiamata (da me) “la sposa” e il nomigliolo è rimasto: una donna bella delicata e forte con dei bellissimi occhi verdi che ti guardano con espressioni dolci e complesse.

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“La Sposa” è bella anche adesso, a 31 anni da quella sera

Chi altro siede alla tavola?

C’è la perugina architetta Giovanna dagli occhi verdi grandi che accompagnano la sua ironia pungente: il padre è di quella città e la madre proviene dalla lontana (e protestante) Finlandia.

C’è suo marito Riccardo, mio compagno di scuola fin dalle elementari: un fustaccio romano dall’agire essenziale e dalla battuta umoristica sempre pronta, ben allungato e piazzato, dalle spalle possenti e la fronte non alta sotto i capelli superfolti.

Conobbe la vichinga Giovanna quando lei studiava architettura a Roma e dormiva in un pensionato di suore che si apriva su di un giardinetto dominato proprio dal balcone di casa sua a viale Parioli (i casi della vita): Riccardo, che usava il giardino come vivaio di giovani fanciulle, lui, tombeur de femmes – parola a cui nel caso suo va aggiunta la r dopo la t – cadde nel laccio della Sorte, che è imprevedibile, si sa, per definizione.

C’è Stefano, romano e compagno di scuola anche lui fin dalle elementari (il più intelligente di tutti noi) la cui nonna paterna era di origine tedesco olandese danese (friṡóna, in pratica) e con il quale ho sempre condiviso l’anglofilia, la passione cioè per la lingua e cultura inglesi, tra le altre cose: bei lineamenti, occhi d’un azzurro chiaro, alto ma non come Riccardo, la pelle del tipo nordico bianchissima e slavata e le battute anglosassoni irresistibili proprio perché sobrie, understated.

E dulcis in fundo c’è il capolavoro e dono di qualche dio finalmente a me benevolo (dopo una lunga serie di tribolazioni): la mia stupenda e fatata moglie Raffaella: una bruna speciale e sì, fatata perché fata, con una grazia nell’incedere e nei movimenti innata e che con l’aiuto forse di quel dio è stata trasmessa alle nostre figlie; una donna forte dotata di rara intelligenza e umanità che lei esprime e trasfonde con sguardi vivacissimi, sorrisi e labbra sensuali che incantano TUTTI.

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Gianvi avrebbe fatto milioni come comico. Eccolo che tiene banco anche oggi

Il vino dunque scorre copioso. I lazzi aretini (e romani) pure, con riferimenti a storie e ricordi che si estendono dall’infanzia fino all’adolescenza e ben oltre. Roma e Arezzo si intrecciano. Beh, Arezzo veramente un po’ dilaga grazie soprattutto all’anfitrione Gianvincenzo che sta tenendo banco com’è suo costume (vedi sopra: 31 anni dopo fa la stessa cosa imperterrito 😳 😂).

Gianvi è un bell’uomo ben piazzato e gioviale (lo è sempre ma ancor di più quando un’intera bottiglia di Armaiolo ha trovato la strada della sua gola riarsa). Tra le sue varie qualità (dipinti fantastici, bricolage estremo, il segare mirabilmente le ossa di pazienti inermi ecc.) è un attore comico nato e i suoi sketch ci tengono tutti piegati sotto il tavolo dal ridere.

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E allora che dire, la cena mi inebria: gli amici, la campagna, le battute, i grilli (e pure ‘ste du’ cicalacce che non si chetano …).

Ψ

Dunque è l’ora di narrare La Storia.

Tutto sembra suggerirla, gli umani intorno e la natura tutta (addirittura). E io ovviamente a mia volta agli umani (cioè i miei amici) la suggerisco.

“Noo!!! La storia del vostro amoreee!!! Anche stasera noooo!!!”

Il coro è unanime. Non sono sopreso (è costume ormai) quindi lo ignoro e mi immergo nel racconto.

Le parole e i ricordi si snodano lentamente, a cadenza ritmica … 🤢 🤢 🤢 🤢 🤢 🤢 🤢 🤢 🤢 …

[continua]

Ψ

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La villa del conte Borghini Baldovinetti (da cui ci riforniamo di ottimi vini) fotografata da MOR un mese fa

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Per ora pubblicati:
Storia del nostro amore 0
Storia del nostro amore 1
Storia del nostro amore 2

 

15 pensieri su ““La storia del nostro amore?” “Nooooo!!!” (1)

    1. Vi ringrazio Anna&Camilla. Mi sto affezionando a voi e devo trovare il tempo di frequentare di più il vostro blog.
      PS
      La fortuna mi ha baciato anche se la mia vita è stata un po’ una lotta. Mi consolo dicendo: ma non lo è per tutti?
      Bah.
      🙂

      Mi piace

  1. Ma che bella, bella combriccola siete!!! Hai descritto così bene l’atmosfera gioiosa, il magnifico giardino, la tavola imbandita (anche mia suocera mi preparava i maccheroni alla nana! E pure il coniglio arrosto col finocchio … buonissimo! La cucina aretina è ricca di sapori gustosi !! ). La bella padrona di casa … che sembra di esserci in vostra compagnia!!! Sei davvero fortunato Giovanni ad essere circondato da amici così cari! E pure loro ad avere te come amico!!!

    Io invece del grande ” noooooo” dico un euforico ” siiiiiii ” al racconto della storia dell’incontro fra te e la “stupenda e fatata moglie Raffaella”. Una cosa la so … vi siete incontrati in Grecia …. per il resto, rimango qua in fiduciosa attesa 🙂

    Un saluto a te e alla tua bella compagnia!!!!

    Vitty.

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    1. Grazie Vitty, sei sempre molto carina e affettuosa. Dovrai scusarmi se in questa fase rispondo sporadicamente ma Sofia, che partirà domani lunedì, ci impegna molto. I genitori sono venuti anche perché avevano un grande matrimonio e perché dovevano rifiatare.

      Ieri, mia moglie ed io, abbiamo tenuto Sofia dal pomeriggio all’1:30 di notte. 🌙
      È stato meraviglioso e dolcissimo ma anche impegnativo e poi dovevamo ricordare azioni che compivano ben 35 anni fa!!

      E’ andato tutto bene, fortunatamente, e ne siamo fieri. Per qualche motivo, dal cellulare non sono riuscito a raggiungere la tua ninnananna. Dal PC, quando avrò tempo, vedrò.

      Per la cronaca, tutto quello che posto in questi giorni lo faccio dettandolo a voce al cellulare 🤢 Devo mannaggia approfondire questa tecnica che mi permette di bloggare ovunque, anche al parco dondolando la carrozzina della pupetta che dorme.

      Un abbraccio forte,
      Giovanni

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    2. A proposito, VItty: Sofia e i genitori sono andati in giro e torneranno stasera. Questo mi dà l’opportunità di tornare al PC e pubblicare rapidamente dei nuovi post ma soprattutto di continuare “La Storia del nostro amore” 😉

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