Italia_Terapia_Giardino_degli_aranci
Il Giardino degli Aranci sull’Aventino all’imbrunire dove, nelle sere d’estate, la vista sul cupolone è mozzafiato (credits)

In uno scambio precedente, conversando con Kikkakonekka su come evitare gli errori ortografici (da lui e qui), si sono aggiunte annaecamilla e Vitty. Ora, gli antichi passeggiavano e conversavano, tipo Socrate o Aristotele – con la sua scuola peripatetica, itinerante: Περιπατητική Σχολή – e non è strano che mentre scrivo mi immagini tutti e 4 d’estate al Giardino degli Aranci, sul colle Aventino, non lontano dal Tempio di Diana. Il cupolone è meraviglioso al tramonto (e il gelato di Torce’, a viale Aventino, pure 😋).

Ψ

Kikkakonekka, visto che tutti scriviamo, se ne esce con: “Quando scrivo il fervore creativo mi fa commettere errori senza che me ne accorga”. MOR: “Usate i Word processor! Propongo i metodi A, B, C blah blah!”. annaecamilla: “Faccio così soprattutto per interviste e recensioni. Ma per tutto il resto butto via come mi viene, con errori. Sono irrecuperabile 😢”. Vitty: “Un amico blogger scrive bene ma trascura sempre l’h di “avere”: il commento ne viene impoverito. Capisco l’importanza dell’ortografia: dovrò cominciare a usare i Wpr. Grazie MOR!”.
MOR: “Penso sempre che se spargiamo le nostre parole per il Web con degli errori ecc. contribuiamo alla diseducazione collettiva”.

Lungomare Regina Margherita Brindisi
Il Lungomare Regina Margherita, a Brindisi: una lunga via ai bordi del mare (il porto interno) dove la sera si scatena la movida (credits)

Ad un certo punto arriva Luca Paladini, un bell’accento di Lecce, viso franco, poeta ispirato. Stiamo insieme tutti per alcuni minuti, poi gli altri se ne vanno e lasciano MOR e Luca a conversare. Una granita tira l’altra e le menti, se non il corpo, volano a Brindisi (scusami Luca, amo Brindisi per averci lavorato). Attraversano il giardinetto con le belle palme di Piazza Vittorio Emanuele e si dirigono verso il Lungomare Regina Margherita, la passeggiata delle passeggiate a Brindisi, una lunga via lambita dal mare del porto interno che al calare del sole diventa centro della movida cittadina. Sono molte le gelaterie (ancora!) oltre ai ristorantini deliziosi con cucina tipica.

LucaPaladini.Lecce
Luca Paladini, di Lecce. “Di tanto in tanto porto giù un pensiero, meravigliandomi”. Dal suo avatar

Tecnologia. Sì o no?
La “palude” manipolabile

Riporto qui as is, tale e quale (paro paro) il bel dialogo.

luca paladini: Credo che anche ad applicarmi passo dopo passo ad ognuno degli accorgimenti illustrati, passo A, passo B, passo C e poi a seguire tutti gli altri metodi e tutto per uno stesso testo, l’errore mi sfuggirebbe comunque.
Sono dell’idea che quando ancora si scriveva a penna si sbagliava meno e quell’errore sfuggito nella rilettura era subito colto. Davanti ad uno schermo di un pc, del tablet o peggio ancora del telefonino questi, malefici, si perdono inesorabilmente e vengono fuori sempre e solo dopo l’invio. Odiosi!

manofroma: Ah ah ah. Non posso risponderti bene adesso. Comunque sto dettando al mio cellulare. Che siano strumenti malefici, questo è sicuro. Ho abbastanza anni per ricordarmi quanto era bello scrivere con una bella Parker. Oppure, alle elementari, scrivere con pennino e calamaio. Anche se ero un alunno un po’ tardo 🤓

luca paladini: Io sono arrivato a vedere solo il buco nel piano del banco di scuola, che serviva a contenere il calamaio ma il pennino e il calamaio no, neanche l’ombra 😄

manofroma: Se l’erano fregati? 😉
Scherzi a parte, siete venuti dopo di noi, e magari nelle scuole hanno ancora quei vecchi banchi (non voglio fare un discorso politico, ma il potere di ogni colore non sembra tenere a istruire la gente comune e che non ha il privilegio di accedere ad un’istruzione d’élite: più ignoranti meglio è … ).

En passant – sto divagando – i politici di entrambe le tifoserie parlano spesso con disprezzo della “palude, magari in privato, ma ne parlano. La palude che, manipolabile, serve a loro per governare senza grossi problemi. In passato si diceva il popolo bue. Bah, io sono coomunque ottimista.

Tornando al tema, dicevi “sono arrivato a vedere solo il buco nel piano del banco di scuola, che serviva a contenere il calamaio ma il pennino e il calamaio no”.
Beh la tecnologia evolve, anche se troppo in fretta: con la penna a sfera è tutto cambiato. Ora dettiamo ai robot (cell., PC ecc.). MA, scrivere con il pennino a inchiostro era bello.

manofroma: Ti rispondo ancora, dettando al mio dannato IPhone. Poiché questo blog si baserà sempre più su forme di dialogo, ne potrebbe venire un bel dialogo, appunto, da pubblicare qui ma anche altrove, come quello degli errori ortografici, come era l’uso nel mio vecchio blog in inglese (metto un paio di belle foto ecc.).

Blog dialogico.
La tecnologia
ci rende superficiali?

Per cui, se hai altre cose da aggiungere, come certamente ne avrai, fallo, che arricchiamo il tutto. Se non sei d’accordo, incavolati, la dialettica ne trarrà giovamento. Se ti interessano altri argomenti, tranquillo, te ne vai (sei un poeta, non voglio metterti dove magari non vuoi essere); se hai qualche altro / a blogger che potrebbe contribuire, invitalo / a, o restiamo noi due.
Hasta luego
Ora mangio, e poi torno (ma con molta molta calma …)

luca paladini: Magari si tornasse al carta, penna e calamaio.
Non entro in una scuola ormai da trent’anni (tolto le toccate e fuga di quando ci chiamano al voto), sono propenso perciò a pensare i banchi d’oggi non più con il foro sull’angolo superiore per metterci il calamaio ma con l’alloggio per poggiarci l’iPad o un altro tablet, powerbank di supporto compreso per l’alimentazione supplementare. Tornassimo sul serio a quel carta-penna-calamaio.

L’amore per la propria lingua, per la scrittura, per il saper scrivere correttamente ed elegantemente lo si acquisisce iniziando a sporcarsi con l’inchiostro, imparando a dosare il tocco della punta del pennino sul foglio bianco. Oggigiorno la penna a sfera (grande invenzione, per carità) dal tratto perfetto indipendentemente dalla pressione della mano, con la punta che non si inceppa mai e non macchia neanche se ci scrivi per ore e ore o ne strofini come i matti sul foglio, toglie quella bella sensazione di lotta personale per imprimere la parola sul foglio, per vederne in ultimo il risultato nel tema svolto. Ed ecco perché tanta roba che si legge oggi è leggera, manca di passione.

Non parliamo poi di tutto questo battere su tastiere fisiche o peggio su tastiere virtuali che tutt’al più hanno il feedback di ritorno al tatto, tolgono poesia e passione a qualsiasi cosa si scriva.

Che la penna a sfera perfetta sia una volontà del Potere che ci vuole tutti caproni per sottometterci meglio al proprio volere?

Tecnologia
nobilitata dalla Scienza

manofroma: [Scusa, non avevo visto la tua ultima riga. Rispondo alla fine anche a quello.] Tutto questo è verissimo, una persona della mia età non può che condividere. E, l’hai detto del resto tu, non si può fermare il progresso tecnologico.
La scuola, però, per mancanza di fondi e carenze di preparazione degli insegnanti, stenta ad adeguarsi. È noto, il settore educativo pubblico non ce la fa a rivaleggiare con gli stimoli e le nuove diavolerie, ma diciamo pure – se usate bene, utilissime -, il diavolo non è sempre sulfureo 😉

Ci dovrei pensare meglio, essendo stato insegnante di ruolo per 16 anni (lettere) e, successivamente, ingegnere Microsoft delle nuove tecnologie, server vari e reti, sicurezza anti hacker ecc. Voglio dire, bisognerebbe arrivare a una sintesi tra i due mondi, la scienza e la tecnologia. Così di primo acchitto in Italia direi che si fa poca scienza. E troppo umanesimo. Forse da lì si può partire. Che una città come Roma (la capitale!) non abbia un Museo della Scienza la dice lunga sulle nostre carenze. Anche il fatto che siamo ultimi della conoscenza dell’inglese e della matematica, speaks volumes too.

Grazie per aver stimolato il mio pensiero nonché la consapevolezza di non aver riflettuto abbastanza su tutto ciò. Il che è certamente grave, per un informatico letterato.

L’inglese oggi è cruciale

luca paladini: L’inglese (la lingua), il mio cruccio. Mi sono diplomato quale perito informatico che stavo per portare inglese come materia d’esame ed oggi, a distanza di tanti anni, non riesco più a mettere su una frase che non siano le solite frasi fatte where are you from? how old are you? can I go to the bathroom? Is the cat really on the table? Nooo! 😱

Eppure siamo invasi da terminologia english, qualsiasi cosa si acquisti nei manuali trovi sempre inglese e cinese, sul caro world wide web su cento pagine che scorri 99 sono in inglese, le canzoni più in voga sono in inglese, nei menù al ristorante prima l’inglese, tutto lascia presupporre che sia ormai nostro. Niente, non mi entra più. Eh sia, me ne farò una ragione.
Gran bel curriculum Giovanni, complimenti! Al confronto, io che ho fatto per più di vent’anni il tecnicuccio senza arte né parte (da tre mesi a spasso perché la mia figura in azienda era ormai di troppo o troppo scomoda) mi rivedo come una caccola nel naso d’uno re.
Grazie a te per l’interessante chiacchierata 😊.

manofroma: Sto arrivando … dammi 2 min.

manofroma: Dici: Che la penna a sfera perfetta sia una volontà del Potere che ci vuole tutti caproni per sottometterci meglio al proprio volere? Rispondo con un discorso forse confuso, sono successe troppe cose oggi …

Le élite ci vogliono caproni?

Penso proprio, come te, che il potere ci voglia caproni. E le tecnologie certo un po’ ci rimbecilliscono. MA, lo fanno solo se usate male, in modo ascientifico, come si mangia un gelato o si slurpa un popcorn. Ogni cosa bella ecc., ogni tipo di piacere, se andiamo oltre la misura, l’armonia, si trasforma nel suo opposto, il dolore, diceva Seneca.

Quindi concordo con quanto dici sul potere (con la p minuscola, però, altrimenti diviene entità irrazionale: è invece un gruppo di persone di cui si può fare nome e cognome, controllarne – ehm, più o meno – i redditi, le azioni ecc.).

Quindi direi un uso UTILE, di buon senso e soprattutto “scientifico” delle nuove tecnologie (con dentro dosi massicce di matematica, fisica, e arti e musica architettura ecc.! E la scuola ha un ruolo se non scimmiotta l’uso alla popcorn ma dà una formazione seria, com’è suo compito in tutto, del resto. Perché se in aula devo cazzeggiare con un tablet, allora cazzeggio meglio a casa, parliamoci chiaro.

I Sanniti so’ tosti

Espando sui caproni e il potere, ovvero le classi che detengono il potere e che in fondo non gradiscono che la massa si istruisca.

Si tratta di élites istruite a cui non frega un tubo (a qualcuno etico, sì, ma alla gran parte non etica, no) della gente che non ha che la scuola pubblica che poi non forma, non educa. La gente comune, la maggioranza, va così a scatafascio.

Ci sono delle eccezioni che però confermano la regola, come si dice.
Mio genero è molisano, di un paese sperdutissimo che nessuno conosce (solo una strada con alcune case). Ebbene, quest’uomo ormai 35enne è prima diventato assai istruito grazie (1) alla sua volontà – i Sanniti so’ tosti, l’unico popolo che poteva battere i Romani e che si ribellava, si ribellava ma avendo perso i Romani che non ne potevano più hanno fatto terra bruciata di una zona ubertosissima e di un popolo raffinatissimo, e da allora fino ad adesso sono un po’ fuori da tutto – e grazie (2) alla fortuna di avere avuto, a Venafro, ottimi professori. Risultato, ha trovato ottimi lavori in Italia e all’estero (conosce le lingue, tutto da solo!), ed è arrivato con le sue sole forze dove è arrivata mia figlia che veniva da una famiglia istruita e abbiente. Chapeau!

Insomma, al fondo al fondo, e tornando al potere – sono stanco e involuto – l’Italia è sempre stata il paese delle élite, del potere che si è sempre fregiato, a livello alto, di essere al di sopra, au-dessus de la mêlée, al di sopra cioè del livello basso, della canaglia, della maggioranza (che proprio perché tale fa un poco paura). L’Italia, dal Rinascimento in poi (prima con i comuni era diverso) è sempre stata élitista. Lo si nota dai grandi scrittori del Rinascimento, impervi, tutta roba intinta nell’inchiostro di classi sofisticatissime (il rinascimentale e francese Michel de Montaigne invece è molto più popolare, non abbiamo un Montaigne qui che si interroga, che modernamente mostra dubbi, che riflette su tutto, un vero blog del 1500!).

Il popolo qui si cerca di scoraggiarlo, rendendo le cose difficili, astruse: la mancanza di trasparenza [volontà di occultamento, di segretezza, ndr] ci affligge: i siti dei Comuni e dello Stato sono spesso incomprensibili: vai negli uffici e ti trattano come un poveretto imbecille assordandoti di commi, circolari ecc. ecc.

Visto che ero professore di lettere negli Istituti Tecnici e Professionali, I Promessi Sposi sono un campionario attualissimo di ciò: Don Abbondio parlava il latinorum (il latino medievale, lungua franca del passato, come oggi l’inglese) con Renzo e Lucia, povera gente, contadini, così da farli sentire piccoli piccoli e umili e poter così meglio permettere a Don Rodrigo, il nobile potente, di rubare a Renzo la sua futura moglie, portarsela in un castello e divertirsi allegramente con lei, che era dolce, casta e pura.
Quanti ragazzi ricchi di oggi vanno nelle periferie, affascinano le ragazze di là, se le **** e poi le buttano via come un cencio? Moderni Don Rodrighi? “Resurrezione” di Tolstoy è l’esempio sommo di ciò …

Basta. Grazie moltissimo, è stato molto bello, pubblicherò il dialogo 😊

luca paladini: Certo, avrei dovuto scrivere potere con la p minuscola che vive, copula, figlia e governa me tutto nel chiuso della propria casta, nelle camere oscure del proprio microcosmo, da non confondere naturalmente con la politica con la p minuscola (la politica con la P maiuscola è cosa nobile che non ci appartiene più, se mai ci è appartenuta) che del potere è solo un mezzo per muovere le masse a piacimento (guerra, pace, povertà economica e culturale, tutto un muovere di avvenimenti atti a lasciare elitario quel che elitario è, il fine ultimo.

manofroma: Wow, grazie. Fantastico. Sono contento di averti scoperto nel mare magnum del Web! A presto, G

manofroma: L’inglese è cruciale. Imparalo così e così.

manofroma: Mi dispiace che tu sia in questa situazione. Da quello che dici [e dalle poesie che scrivi, ndr] sembri veramente una persona di valore. Dipende anche dagli anni che hai. Ma qualsiasi sia la tua età, niente è mai perduto. Non mollare. Inventati qualcosa. Il tuo settore è fertile. O cambia settore. Anche dedicarsi agli altri fa bene a loro (e a te)

Se mai ti credi perduto, mai perduto sarai.

La convinzione, anche cercata con le unghie e coi denti, spinge sempre avanti.

La mia vita è stata molto dura. Mia madre era sempre malata e ci abbandonò per anni quando eravamo piccoli. In questo articolo di The Notebook – non sono qui per propagandare il mio blog – parlo della forza e come cerco di trovarla.
Qui invece c’è la meravigliosa forza stoica dei Greci e dei Romani loro allievi. Lo stoicismo è oggi una delle filosofie più diffuse al mondo, e sta aiutando tantissima gente. Dovremmo esserne fieri: è il nostro retaggio.
Il messaggio centrale stoico è che se non controlliamo i problemi che ci piombano addosso possiamo tuttavia controllare la nostra reazione ad essi.

luca paladini: Grazie di cuore per il supporto, Giovanni. Devo esserti sincero, ad oggi non ho accusato il colpo, forse ancora devo realizzarlo bene nella sua dimensione, non lo so. Certamente l’intenzione è quella di reinventarmi, fare qualcosa di nuovo che possa ridarmi motivazione, perché altra verità è che ero veramente deluso e frustrato da quanto lasciato alle spalle, tanto che ad un contatto ho rifiutato la proposta che mi è stata offerta (naturalmente peggiorativa rispetto alla posizione lasciata). Devo ora capire dove orientare le vele. Mi citi gli stoici (leggerò certamente tutto quanto mi hai indicato nei collegamenti) e a tal proposito, seguendo l’insegnamento di Seneca, devo poter proteggere l’unica cosa che in natura ci appartiene, il tempo. Devo fare tesoro di questo e trovare il modo di spenderlo al meglio. Ad oggi mi sembra di buttarlo via.
Grazie infinite, un bel regalo l’aver avuto l’opportunità di fare la tua conoscenza. Come a dire: quando meno te lo aspetti qualcosa di bello può sempre accadere 😊

manofroma: Vado a letto. Domanda: posso pubblicare TUTTO? 😴 😴 😴

luca paladini: Certo, non vedo perché no. Una buona notte.

 

 

9 pensieri su “Sfascio della scuola (pubblica): le élite ci vogliono caproni? Chiacchierata con Luca Paladini

  1. Quando scrivo a penna (in bella calligrafia, intendo, non quando prendo appunti al volo) gli errori sono praticamente nulli.
    L’errore ortografico o, meglio, il “typo” (come dicono gli inglesi: errore di battitura che spesso si confonde per errore ortografico) spunta fuori quando sono al PC o allo smartphone, dove a partecipare all’errore sono la velocità di scrittura e la vicinanza dei tasti.
    A me non da particolare fastidio l’errore “in sé”, quanto il fatto che – non accorgendomene – produco vari effetti negativi: il lettore può pensare che io non dia attenzione alla forma, il lettore può credere che io scriva di fretta (il ché io lo reputo una mancanza di rispetto per il lettore), il lettore può ritenere io sia sgrammaticato.
    Io, di natura precisino e pignolo, non sopporto gli errori, le sgrammaticature, i typos.

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    1. Bentornato. Sto facendo esercizi logico-matematici così miglioro la mia mente (e posso risponderti meglio ;-). Non scherzo, lavoro con Linux Edubuntu da una settimana). Anche io non sopporto gli errori e sono preciso, anche se la mia mente, viva la diversità, è diversa dalla tua. Procedo dal caos all’ordine. Per me poi conta l’effetto letterario (spero non troppo pessima letteratura, la mia) come penso anche per te, e, come per te, bado alla reazione dei lettori: non voglio offenderli, non voglio misunderstandings, non voglio contaminarli con una lingua sciatta e sgrammaticata ecc. Quanto alla dettatura al PC o smartphone, sono presbite, è più facile così, i miei scritti non possono che giovarsi del flusso di coscienza di cui parlava (e che attuava) Joyce ecc. ecc. ecc.

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        1. Mi fa piacere. In fondo il blogging porta poi a trovare like-minded people. En passant, non so se hai controllato Edubuntu e il suo set di giochi matematici e fisici, di esplorazione della galassia ecc. Una cosa portentosa e a costo zero.

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  2. Giovanni ( o Mor ? ) sono davvero entusiasmanti questi post che riportano conversazioni nate come commenti e si sviluppano in un crescendo di notizie e argomenti sempre più interessanti.

    Grazie per avermi inserito nel bellissimo Giardino degli aranci, sul Colle Aventino, in una sera d’estate, non lontano dal Tempio di Diana col Cupolone illuminato che ci guida come un faro nel mare turbolento della Vita.

    Spero, prima o poi, di viverla davvero questa emozione di affacciarmi a quel belvedere…e gustarmi anche il buon gelato da te citato… ❤

    Tornando agli errori di distrazione. Anch'io sono dell'opinione che scrivendo a mano si sbaglia meno. Perchè si seguono i segni dell'alfabeto e non si può sbagliare!

    Prima dell'avvento dei telefonini, con mia sorella più piccola,Gabriella, che abita a Genova, ci scrivevamo spesso.

    Lei mi diceva che indovinava le mie emozioni a seconda della calligrafia.

    Era bello ricevere posta, era bello sapere di poter affidare ad un foglio, con solo l'ausilio di una penna, parole portatrici di notizie, di affetto, e tutto quello che c'è nel cuore di una persona.

    Ciao Giovanni, grazie per le cose belle che scrivi 😍

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