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Il parco di Colle Oppio, con la bella strada che scende gradatamente verso il Colosseo (Di Lalupa – Opera propria, CC BY-SA 3.0 Credits)

Vorrei qui mostrare che invece di digitare faticosamente i nostri pezzi sul cellulare (o sul PC) esiste un metodo alternativo che è faticosissimo all’inizio ma poi diventa facile e molto utile. Trascrivo quanto dettato due giorni fa al mio cellulare, idee necessariamente un po’ sparse e poi corrette (non moltissimo) nel mio studio e con calma.

Ψ

“Sono qua al parco di Colle Oppio con la veduta sul Colosseo. Una signora simpatica grida a voce forte:

“A Kalì, vièqquà, non vedi che stai a da’ fastidio ai signori?“

Kalì in effetti stava annusando 5-6 persone che prendevano il sole beate sulle panchine.

Beh, non pensate che il cane si chiami Kali, come la dea indiana con le quattro braccia. No, il suo nome è Caligola – sto sempre dettando – perché i romani, si sa, sono molto attaccati alla storia antica della città eterna. La signora, simpatica e con gli occhi azzurri, è sì carina ma diciamolo anche un po’ rompicoglioni, nel senso solo del rumore che fa, intendiamoci.

Allora mi alzo, le sorrido e mi sposto in una panchina più vicino al Colosseo – di fronte all’entrata della Domus Aurea – per poter dettare in pace gli appunti al mio iPhone.

Dettando (sto dettando) butto giù queste idee per futuri post e altre cose.

Vorrei scrivere:

  • 4 medaglioni, due uomini, Gianvi e Giuseppe (Magister); due donne, Marina e Pauline O’Connor.
  • Come prologo ai quattro medaglioni: “le relazioni tra le persone sono sempre un insegnarsi a vicenda. Non c’è un maestro e l’altro o gli altri zitti e muti. Ci diamo tutti qualcosa, il rapporto è sempre a due o più vie. Siamo tutti cioè mentori l’uno dell’altro.
  • La fruttivendola di un rione vicino (nota 1), morta qualche anno fa, così avrebbe commentato:

“Ma che stai addì, mentore de qua mentore dellà, ma parla come c&ch! che è meglio!!”

Ehm

I 4 medaglioni nei dettagli (sto sempre dettando):

  • Poesia a Gianvincenzo, prima in italiano e poi in inglese, presa dal vecchio blog Man of Roma.
  • Pezzo sul Magister, prima in italiano e poi in inglese.
  • Poi Marina, la mia carissima allieva, con post successivo con la risata romana oppure la SUA risata romana nello stesso post.
  • Infine, Pauline O’Connor, la pianista allieva di Benedetti Michelangeli. Utilizzare il libro delle sue memorie trascritto dal figlio Hugo Belviso, ma soprattutto i miei ricordi di lei e i brani su Michelangeli e sul romanticismo & classicismo (scritti sul mio vecchio blog in inglese); poi lei che sembrava morta poi invece era viva (un po’ patetico, ma vero). Eccetera

Pauline

  • Il pezzo e video mio (in romanesco, imbarazzante) sulla Bibbia del Belli e la proposta a Gianvincenzo della lettura della Divina Commedia: la sua DC è meglio di quella di Benigni, non ho molti dubbi.
  • Altri post, vediamo: Aznavour; il post sul dialogo con Giorgio (il dialogo sui dialoghi, urgh); introdurre i personaggi del blog: i personaggi rinforzano l’idea della dialettica. Ci vuole anche un post semplice e lineare su come funziona la dialettica di Platone, la mia dialettica (addirittura!), quella di Hegel ecc. Lineare cioè come il post di quel polacco su input e output
  • Altri post sull’uso spinto del cellulare con moltissime app, non solo come dettatura che è molto comoda perché si può scrivere passeggiando tranquillamente per la città per la campagna, in un giardino pubblico eccetera.
  • Infine, e chiudo altrimenti non passeggio più, un post su Linux scritto in modo chiaro e semplice in modo che tutti possano capire (anche io). Passo e chiudo
  • C’è poi tutto l’asse pitagorico dei post dal Man of Roma che devo tradurre, dal romanzo in divenire di Massimo Giordano fino a tante altre cose ecc. ecc.
  • Quando poi parlo della scrittura dettata al cellulare posso ovviamente aggiungere che la stessa cosa si può fare con un PC e sempre con un documento di Google o magari provare Siri. Non ho mai visto se Siri è capace di arrivare al livello di Google, in questo, ma non credo. Idem non penso Cortana, di Windows (Microsoft). Spiegare anche il riconoscimento vocale dal punto di vista tecnico informatico, così lo capisco meglio anch’io 🙄
  • Il parco di Villa Celimontana è molto più adatto alla riflessione del parco di Colle Oppio. Qui è meno raccolto. La vista sul Colosseo però è impagabile.
villa-celimontana_20170412101714
Il parco di Villa Celimontana, bellissimo (ma senza vista sul Colosseo)
  • Altra cosa importante: inserire qua e là riferimenti al quartiere e ai suoi personaggi: i luoghi, le persone, i bar, i parchi, le piazze, le chiese, e poi le zone vicine: via Merulana, la  multicolore casbah di Roma (piazza Vittorio), il Testaccio eccetera eccetera
  • Infine si possono ricavare dialoghi scontri di opinioni ecc. tra uomini politici, opinionisti, giornalisti, esperti, sempre nello stesso modo, per rafforzare (e praticare) l’idea del dialogo. Prima pagina, su Radio 3, è uno strumento utilissimo e può far risparmiare tempo.
  • Anche un brano con gli estratti più divertenti tratti dai ricordi di Carlo Calcagni.

____

Nota 1. Vendeva frutta al mercato dell’Esquilino. Guardava noi giovani e diceva: Ciò du bbelle pere, du cocomeri, du belle Susine, vieqquà a moro … compra qquà. Curioso, la frutta era sempre a coppia. Evvabbè.

16 pensieri su “Dettare (invece di scrivere) al cellulare (oppure al PC). 1

  1. Talvolta ho provato a prendere appunti con Cortana o semplicemente per una ricerca, per un percorso stradale da prendere ma è durato attimi. A parlare portando lo smartphone davanti alla bocca mi sento d’uno stupido che non hai idea. Idem per i messaggi vocali con WhatsApp, Skype e diavolerie simili. Quando osservo gli altri parlare al cellulare in un messaggio o altro, noto come cambia l’intonazione, sembra stiano parlando ad una persona fisicamente a loro avanti, lì presente ma che non gli risponderà mai. Insomma, mi sembrano matti che si comportano da matti parlando ai fantasmi (che matti risponderanno forse allo stesso modo). Sono nato vecchio di cent’anni, certe stregonerie mi lasciano perplesso. Preferisco fermarmi, aprire la tastiera sullo schermo e scrivere lettera per lettera (o usando la composizione swype), correggere gli infiniti errori di battitura, inviare e riprendere a camminare o a fare quanto interrotto. Sono fuori dal mondo, lo so bene. 😀

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  2. Molto molto interessante! Ma per chi scrive cose interessanti come le tue e ha mille idee che gli frullano in testa!

    Per i miei post semplici va bene il caro vecchio block notes! E per me è già molto rispetto al foglio e alla penna!!! 🙂

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    1. Non esageriamo con le lodi, cara Vitty, potrei crederti (sei importante per me) e non farebbe bene all’ego. Ciò detto, anch’io credo che il block notes (notebook, guardacaso, in inglese) sia meglio di tutto i resto. Io sarei SEMPRE rimasto al block notes! Ma … ma…

      Te la faccio lunga … Quando facevo l’insegnante e avevamo due figlie da istruire, vestire, calzare ecc, mia moglie a un certo punto mi dice:

      “Non bastano i soldi!! Hai pure comprato un personal computer che non serve a un tubo!!”

      In effetti avevo comprato uno dei primi personal compuer a una cifra enorme per le mie tasche e che non faceva molto. Ma, gioca che ti gioca, programmavo, studiavo l’ MS-DOS ecc., facevo cose complicatissime ma senza utilità e pensando che la “scienza pura” alla fine la si applica in qualche modo. E’ stato proprio così.

      Ho messo solo tre annunci sul Web (allora agli inizi). Due colloqui sono andati nel nulla, il terzo è andato bene.

      Mi hanno proposto di crescere, di fare esami e certificarmi in ingegneria dei sistemi Microsoft, con la prospettiva di gestire reti e sistemi nelle aziende e di fare formazione.

      Allora a scuola mi sono fatto spostare al biennio, dove non c’era la preparazione dell’esame di maturità e il programma per come ero fatto era facilissimo (storia antica e lettere). Liberato così tempo nella giornata, ho cominciato una serie durissima di esami in inglese … un incubo!
      Ma, poi sono diventato appunto MCSE (Microsoft Certified Systems Engineer) e ciò che sembrava come bere una purga amarissima alla fine si è rivelato bellissimo, appassionante.

      Ecco che anche il block notes non mi piaceva più o non bastava. Ero diventato un patito (e un drogato) delle nuove tecnologie! 😦 🙂 🙂

      La fantascienza letta da piccolo mi ha anche aiutato parecchio (a guardare al futuro).

      Buona serata carissima Livornese

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      1. Non esagero affatto con le lodi, Giovanni! Quello che dico è la pura verità 🙂 Anche la tua esigenza di insegnante, nel preparare delle lezioni, ti avrà suggerito per snellire il lavoro,di dettare gli argomenti! Le tue spiegazioni poi mi hanno dato piena ragione ( ovvia! )

        Tu hai un approccio più professionale col pc, il blog e tutto ciò che riguarda l’informatica! Io sono a digiuno di tutto.

        Avevo un pochino imparato a gestire la piattaforma di Tiscali, dopo quindici anni che ci scrivevo ( lo so, lo so non sono un’aquila!!! ) E su questa ancora non so bene come muovermi… però mi accontento di quello che faccio!

        Pensa che non esco di casa se non ho la mia agenda in borsa. I miei figli mi prendono in giro. Da tempo mi suggeriscono di affidarmi all’iphone per annotare appuntamenti,o fare la lista della spesa. Io invece imperterrita, annoto tutto sulla mia agenda. Penso che se il telefono un giorno perdesse la memoria, perderei ogni cosa….numeri di telefono, appunti personali..no, no, meglio non rischiare e scrivere a mano!

        Anche l’aver iniziato a scrivere il blog, anni fa, è stato più un modo per riscoprire me stessa.

        Hai presente nel libro la Coscienza di Zeno ( un libro che adoro!!!) quando il Dottor S. invita Zeno Cosimi a tenere un diario per aiutarlo a torgliersi il vizio del fumo?

        Ebbene, io non avevo il vizio del fumo, però dovevo ritrovarmi.

        Così ho iniziato timidamente a scrivere qualche pensiero e….poi c’ho preso gusto!!!!

        Vedi, tu da bambino, ti sei fatto suggestionare dai libri di fantascienza, io da Italo Svevo… questo ti spiega che più di così non posso andare!!! 🙂

        Ciao carissimo, un saluto di scoglio dalla livornese Vitty.

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  3. Io ho sempre in mente l’ortolana che a Torino (ero lì come turista) continuava ad urlare “chi vuole vedere i miei meloni?” mentre metteva in evidenza non solo la sua frutta ma anche le proprie curve molto prorompenti.

    Comunque no: io non detto al cellulare, mi sentirei tremendamente imbarazzato.

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    1. Consenso approvato. Figuriamoci!
      Quanto alla punteggiatura, Google o altri sistemi di AI permettono di inserirla: bisogna, in italiano, dire: punto! virgola! due punti! aperta parentesi! chiusa parentesi! punto esclamativo! punto interrogativo! ecc.
      Andare a capo è più complicato: accapo? daccapo? Però con un plug-in nei Google docs o documenti Google la cosa e tutto il resto sono ben risolvibili.

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