Stamattina a Prima Pagina la conduttrice Annalisa Cuzzocrea (equanime e preparata, a mio modesto parere) ha ricevuto una domanda da un genitore di Padova assai perplesso per quello che sua figlia adolescente gli aveva chiesto.

La domanda della ragazza si riferiva a “quel signore”, Angelo Ciocca, che ha messo una scarpa (calcandola) sui documenti presentati da un “altro signore” rappresentante della Commissione Europea, Pierre Moscovici.

Ψ

Chiede la 16enne al padre (cito a memoria):

“Papà, quel signore ha fatto bene o male?”

Imbarazzo del padre. Poi la giovanissima ha aggiunto:

“Possiamo farlo anche noi con i compiti che ci ridà il professore?”

____
Nota. Per saperne di più sul tema dell’autorità in crisi, dei figli che picchiano genitori,  professori, dei genitori che picchiano gli insegnanti (chi più ne ha più ne metta):

 

20 pensieri su “La scarpa sui documenti

    1. Nemmeno a me è piaciuta.
      Non che Ciocca non faccia il suo dovere di leghista (detesto la Lega e quello che cerca di fare anche se essa risponde a esigenze disattese, è indubbio).

      E’ che in Italia i figli ormai picchiano i genitori, i genitori picchiano i professori ecc. Scade cioè il senso di autorità (positivo), da non confondere con l’autoritarismo (negativo, a mio parere).

      Ciao, grazie. Giovanni

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  1. Indipendentemente dalle ragioni (e non so quale ragione possa portare a togliersi una scarpa per lasciarne l’impronta su un documento), trovo sia questo un gesto di cattivo gusto, di cattivo esempio (vedi il commento del bambino) e un cattivo modo per far valere le proprie ragioni.
    Lo dico con gran rammarico, purtroppo questo deputato scalzo è un esemplare medio tra tutti i personaggi che ci rappresentano in patria, in Europa e nel resto del mondo: abbiamo poco di meglio e tanto di peggio.

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    1. Caro Luca, concordo pienamente: molti politici oggi ci traviano e ci fanno sfigurare, ma ho sempre pensato purtroppo che il pesce non puzza solo dalla testa, puzza tutto [continua …]

      Eccomi qua. Riguardo a ‘sto Ciocca, posso sbagliarmi, ma il fatto di cattivo gusto e di cattivo esempio, come dici tu, è come sai avvenuto durante l’incontro con i giornalisti dopo che la Commissione Europea (nella persona del Commissario europeo per gli affari economici e monetari, il francese Pierre Moscovici) aveva annunciato la “bocciatura” della manovra (Legge di stabilità?) del governo italiano.

      La Lega e i 5 Stelle sono nervosi perché può saltare tutto, può cioè fallire lo Stato (default) proprio come fallisce una famiglia, un artigiano, un’azienda (qualcosa mi ha chiarito Giorgio, compagno di passeggiate e economista).
      Perché può saltare tutto? A CAUSA DEI RISPARMIATORI ITALIANI.

      Non si va in default per colpa della Commissione Europea o dell’Unione Europea in generale o degli gli speculatori (pessimi) italiani ed esteri (esistono, ma il volume dei soldi che muovono è molto inferiore ai milioni di risparmiatori, in Italia soprattutto, ma anche in Europa e nel mondo). E può saltare tutto perché i risparmiatori italiani hanno paura di mettere i loro risparmi in titoli, o BTP, se non sbaglio, italiani.

      Diciamocelo: se tu (generico) vuoi far un pochino fruttare i tuoi 5.000, 10.000 ecc. Euro, invece di tenerli sotto il cuscino (o il mattone), che si svalutano, che fai? Investi in titoli di stato. Quali? Non credo che tenderai a comprare titoli di stato italiani.

      OK, hanno un rendimento altissimo del 3,2%, ma ugualmente altissimo è il rischio di perdere tutto. Quindi colto da timore compri i Bund (sempre di stato) tedeschi, olandesi ecc., dal rendimento più basso ma di solidità teutonica e guadagno assicurato (anche gli Olandesi , en passant, sono teutonici ma non amano ammetterlo per il fatto che furono invasi dai tedeschi nella II guerra mondiale).

      Vediamo se i dati corroborano quanto detto. Ho quelli dello scorso maggio 2018 (fonte Financial Times), secondo i quali il 68% dei titoli di stato italiani è in mano a residenti italiani; poi il 27% è in mano a risparmiatori dell’Eurozona; il 5% in mano agli extra-europei.

      Ora, se i leader della Lega e dei 5 Stelle (che pure rispondono nel paese – in modo però da parolai – a delle esigenze disattese dalla sinistra, che è fallita non a caso) dicono che gli interessi tedeschi, francesi ecc. minacciano la sovranità nazionale, a mio parere sono boutade elettorali (sono al governo ma fanno campagna elettorale perennemente), e si sa, nelle campagne elettorali si dicono cavolate.

      E si è pure volgari. La Lega. I 5 Stelle non mi risulta. Ma parolai pure loro sono, a mio parere.

      Il mio pensiero. Non so se ho finito quello che volevo dire.
      Grazie di essere tornato. Giovanni 🙂

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      1. Sul piano economico, nulla da eccepire, Giovanni, anche se credo si tenda generalmente un po’ tutti a sottovalutare il potenziale dell’economia italiana che normalmente è quella con un risparmio pro capite più alto (se non erro in questo credo l’Italia batta anche la Germania) e a ragione di questo un default se pur non impossibile (niente è impossibile in economia) trovo sia comunque un pericolo ad oggi remoto. Comunque sia, senza entrare nel merito della situazione economica, che per quanto infarinato mi ritengo comunque sprovveduto, un politico, un rappresentante del governo, un rappresentante dei cittadini, della Nazione tutta, deve saper argomentare con intelligenza e contegno anche in contesti in cui la situazione sembra essere a lui e alla parte che rappresenta sfavorevole. Che poi, a voler rincarare la dose, la bocciatura da parte dell’Europa (questa entità così strana, eterea su certi fronti, fisica e di mano pesante su altri) era comunque nell’aria e ‘sto Ciocca ha avuto quindi tutto il tempo per poter mettere il deretano a bagno e smontare così tutta la rabbia accumulata.
        A livello comportamentale, di savoir faire, non farei poi tanta distinzione tra un colore politico ed un altro. Se mettessi al muro tutti i nostri cari rappresentanti faticherei non poco nel dire chi appartiene ad una bandiera e chi ad un’altra. Si somigliano tutti. Per carità, ad un politico gentleman ma fallimentare e un politico buzzurro ma capace non mancherei di scegliere la seconda specie; il problema però è che in Italia di capaci non ne vedo l’ombra.

        Un salutone Giovanni e grazie per la bella lezione di economia. Ora so dove investire i miei milioni 😂

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        1. Ah ah ah. Anch’io! (quando avrò finito di pagare gli ultimi debiti) 🙃

          PS
          Anche a me non interessa il colore politico. Se c’è da fare gli asili nido, farli è di destra o di sinistra? La realtà è un poco può complicata, ma la metafora per me regge abbastanza.

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        2. Concordo su tutto quello che dici. E’ vero, si risparmia di più qui che in Germania. Conte argomenta, ma tanto comandano i 2 e più blateratori.

          Nemmeno io ne so molto d’economia. Mi aiutano Giorgio, le radio e i giornali sul web.

          Forse ancora aggiungerei che l’Italia ha una grandezza dell’economia enorme. Non è un caso che sta nel G7. È la seconda potenza manifatturiera dell’Europa dopo la Germania.

          Purtroppo, più il debito aumenta (per la situazione descritta sopra, che non so se è chiara) a causa dell’aumento dello spread o differenza di rendimento tra Bund tedeschi e titoli italici, più credo fuggono i risparmiatori italiani (sì, gli Italiani risparmiano, ma dove investono i loro risparmi? Sempre meno in Italia? E’ questo forse il punto).

          Quindi lo Stato è la famosa famiglia, entrate e uscite, in crisi, sempre meno in grado di far fronte ai debiti dei titoli che ha venduto a ‘sti famosi risparmiatori (chiederò a Giorgio di leggere: lo stampo, lui non guarda il web).

          Ergo, lo Stato ha sempre meno soldi in cassa: come dunque paga le pensioni, gli stipendi degli statali, come pensa al sistema sanitario, alle strade ecc. rischia di crollare tutto: il famoso Default

          Ciocca, mah, mi chiedo poi perché lo chiamino il Brad Pitt italiano.

          Sarà che non ci capisco di bellezza maschile, ci capisco solo di quella delle donne, che ovviamente è soggettiva, non esiste la bellezza platonica in assoluto, a cui crede invece mio nipote che mi dice: “Ah zio, non hai capito niente, quella non è bella: è brutta”.

          Bah

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          1. La mia personale idea è che in Italia ci siano un bel gruzzoletto di ricchi ricchissimi, tanti che se la passano bene e una quantità smisurata che naviga a pelo d’acqua. Poi ci sono quelli che affondano, risalgono a galla per respirare un po’ e ritornano ad affondare. Questi ultimi aumentano rubando numeri dai terzi. I primi investono all’estero, sicuramente, forse anche in italia ma certamente il di più è moneta che va via, i secondi comprano ancora il mattone e più di uno, i terzi cercano di mettere da parte per comprare il mattone. Gli ultimi non si pongono proprio il problema. Ecco l’idea che mi sono fatto del nostro bel Paese, il nostro risparmio è negli immobili. Tra l’altro guardandosi in giro ci sono più b&b che cittadini e questo perché chi ha acquistato questo mattone cerca di sfruttarlo facendone fonte di guadagno. Ad ogni modo, rientrassero tutti i soldi investiti in titoli offshore del primo gruppetto l’economia prenderebbe il volo.

            Non sapevo che questo Ciocca avesse la nomea del Brad Pitt, spero Pitt non se la sia presa troppo.
            Ma come hai detto tu, la bellezza è soggettiva: ad altri questo Ciocca può non piacere, a te anche, a me non piace anche di più.

            Nel giudicare la bellezza credo di essere più oggettivo nel giudicare la bellezza maschile e questo perché ne sono disinteressato, mentre per la femminile riesco ad essere poco oggettivo perché trovo bellezza in tante donne che altri possono generalizzando ritenere non belle.
            A me la bellezza che tende alla perfezione oggettivamente mi intimorisce e non poco, mentre amo quella bellezza più “umana” e quindi propensa più al particolare che non all’assoluto.
            Tornando a questo Ciocca, avrà pure la bellezza di Pitt ma i modi sono di Bombolo, con la differenza che il vero Bombolo faceva ridere.

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          2. Accidenti che commento, e come scrivi bene, Luca! Letterariamente perfetto. Sono stupito e ammirato (sono un ex insegnante di lettere, un po’ me n’intendo), anche perché sei così giovane.

            Non sarà il Sud, che, nonostante i problemi economici, è la parte forse più raffinata dell’Italia?

            [te lo dice uno del centro-nord il cui padre era piemontese puro e che non sapeva nemmeno dove si trovasse il Mezzogiorno: ma da ufficiale, negli anni ‘30, avendo conosciuto a Roma due altri ufficiali di Napoli, si era innamorato della cultura partenopea e ci aveva fatto vedere, finita la guerra, tutte le commedie di Eduardo de Filippo].

            La tua descrizione dei vari strati sociali è dantesca.

            Scusa se non sono più tornato nel tuo blog a leggere le tue splendide poesie. Mi hanno risfasciato casa due volte in due mesi perché avevano fatto male i lavori. Sono un po’ stremato, alla mia venerabile età 😱

            Tornerò, commenterò e ribloggherò alcune tue poesie, se me lo permetterai.

            Se, stremato, non lo farò, torna qui e cazziami. I vecchi possono dare qualche dritta ai giovani, ma i giovani devono spronare gli anziani affinché non si ammoscino.
            Giovanni 💤

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          3. Giovanni, il tuo commento mi lusinga non poco e ti ringrazio, vuoi personalmente vuoi in qualità di persona di un sud a tratti bistrattato e vilipeso più spesso da noi stessi che lo abitiamo che non da altri. Oggi siamo comunque tanto amalgamati che difficile è discernere le due più grandi culture che nei millenni hanno arricchito questa nostra grande nazione forgiata per mano di pittori, poeti e marinai (come a dire di artisti, letterari e gente operosa). L’unità d’Italia è avvenuta nel 1861 ma fondamentalmente chi ci ha uniti veramente sono state le due grandi guerre che videro soldati di ogni angolo del territorio costretti a convivere e ad aiutarsi gli uni con gli altri, inizialmente con diffidenza poi, per necessità e per apertura, con fare fraterno e spesso senza neanche capirsi data la moltitudine dei dialetti, le nostre vere lingue natie. Qui al sud restiamo comunque piuttosto barocchi (e a dirlo è uno che di barocco se ne intende per nascita) anche nel modo di esprimersi, siamo morbidi e cacofonici allo stesso tempo.

            Mi spiace per la lungaggine dei lavori che stai facendo in casa (odiosi poi allo stremo quando nel mezzo ci abiti). È incredibile, bisognerebbe capirne più di chi ci lavora e aver modo di starci dietro per ovviare agli inevitabili casini che puntualmente ti ritrovi a lavori ultimati. Spero tu ne sia venuto a capo.
            Il mio blog Giovanni si muove molto lentamente, è come un iceberg placido in mezzo al mare. Non sono uno che scrive a manetta (o meglio non pubblico a manetta), è probabile quindi che dall’ultima volta che lo hai visitato non ci siano state grandi novità.

            Mi fermo qui, mi devi perdonare, sto diventando prolisso, anche se a ben vedere è tutta colpa tua che mi dai piacere nello scriverti.

            Una buona giornata e grazie ancora
            Luca

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          4. Errata corrige: “letterati”, non “letterari” ; se solo mi rilegessi, una volta messo il punto, mi eviterei tutti questi rimandi ad errori che mi costringo tutte le volte a porre rimedio.

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