Salvini Di Maio Putin
Vladimir Putin, ex militare ed ex KGB, presidente della Federazione Russa dal 2012, è un grande burattinaio? (credits)

Vladimir Putin dice che vuole aiutare l’Italia, ma è un’economia più piccola della nostra. È dunque irrilevante quello che può fare Putin. Ma può dare un’idea a Trump. Cerchiamo di capire meglio.

Contro i poteri forti (o a favore?)

Salvini e Di Maio non fanno che ripetere che sono contro i poteri forti ma si affidano, pare, ai poteri forti. Vediamo.

L’America di Trump è fortissima, economicamente e militarmente (e non ama che gli Europei siano forti, ricchi e qualsiasi salsa li tenga insieme).

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Un gioco pericoloso? (Credits)

La Russia di Putin è molto debole economicamente, detesta la Nato e non vuole un’Europa forte, in qualsia salsa e legame essa stia. Ma, come gli USA, è fortissima militarmente e i suoi servizi segreti non scherzano (si sono bevuti, come dicono, quelli americani? 😲)

9 pensieri su “Putin, Trump, Salvini (e Di Maio). Note sparse

  1. L’aiuto che Putin vorrebbe dare all’Italia, se pur un aiuto fittizio o solo di immagine, può essere per l’Italia stessa un’arma a doppio taglio perché il resto d’Europa (che già ci va ben contro e non a causa del governo Conte ma per posizioni antiche) troverebbe come affossarci ulteriormente. Di contro, un Trump che non vuole una Europa predominante è comunque benevolo nei confronti dell’Italia proprio in via del governo in essere. Probabilmente l’inglese di Conte fa la differenza. 🙄

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    1. E’ un’arma a doppio taglio, l’amicizia con Putin, concordo.

      Ma, se ho capito bene, Trump sarebbe benevolo con l’Italia proprio grazie a Conte? Conte parla bene l’inglese, OK, e non mi dispiace, è un galantuomo pugliese, per quel che posso giudicare, ma se Trump è benevolo con l’Italia lo fa credo solo per affossare l’Europa, [Steve Bannon, l’ultra nazi(onalionalista) USA, ex direttore esecutivo del Breibart News che viene qui a tessere ragnatele ne è indizio]

      E se l’Europa crolla, crolliamo tutti.

      Poiché, cosa possono fare tante piccole zatterine disunite (Germania compresa) in un Oceano tempestoso e immenso di miliardi di persone (Cina, India, Estremo e Medio Oriente emergenti, Africa emergente tra poco grazie alla Cina ecc., il Sud America che non può che riprendersi prima o poi ecc. ).

      Amo l’Occidente in generale, e l’Europa occidentale in particolare, ma è bene rendersi conto che:

      1. Senza avere uno sguardo mondiale, non si capisce nulla e

      2. più importante, i tempi dell’Occidente al timone sono presto finiti

      3. niente zatterine: sopravviviamo, nei prossimi 30 anni, solo ben saldi assieme

      ___
      Nota. Questo articolo di The Notebook (che ho tradotto da The Independent) sui probemi della zatterina britannica può chiarire meglio cosa intendo dire

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      1. Sull’inglese di Conte naturalmente scherzavo, anche se credo lo parli bene sul serio – comunque molto meglio dell’inglese che la media dei politici italiani sfoggia in contesti extra-nazionali – a differenza di Renzino che parla un inglese vicino al mio (ed è dire tutto).
        Certamente nella situazione odierna e in uno scenario futuro l’Europa smembrata avrebbe ben poco senso e non gioverebbe a nessuno. Siamo quindi in una situazione in cui tra gli Stati membri di questa Europa tutti si scalciano a vicenda e allo stesso tempo tutti si tengono fortemente per la mano per evitare che il cerchio irreparabilmente si apra. Un girotondo ridicolo ma utile.
        Purtroppo, l’Europa a mio vedere è nata prematura e l’incubatrice non l’ha salvata più di tanto. Dei presupposti iniziali non c’è n’è uno che sia stato portato avanti con criterio e sano principio. L’Europa quale unione politica comune è inesistente (non c’è una politica comunitaria, benché meno una estera, non c’è una intelligence comune) e lo scenario fa pensare che sarà difficile un cambiamento nel breve. La vedo dura anche dal lato culturale, dato che siamo talmente eterogenei che sembriamo tanto una paella fumante piuttosto che una deliziosa crema (e sia chiaro questa pluralità di culture per me è fantastica perché va a fondo alle antiche origini d’ogni popolo), se poi pensiamo che per mettere d’accordo uno spagnolo, un francese, un tedesco, un italiano, un greco, un austriaco, un polacco e il resto dei 28 (credo) cittadini europei bisogna parlare in inglese, idioma lontano da ognuno di questi stiamo freschi. L’unico stato di madrelingua inglese (se escludiamo la piccola Irlanda) si è fatto addirittura fuori, senza contare che era dentro solo a metà e forse anche meno. Resta quindi un’Europa legata ad una banconota, retta quindi solo da un becero legame economico che ha voluto guarda caso uno stato membro come punto cardine e tutti gli altri che affannano a restare nella bilancia per evitare che questa banconota si stracci in ventotto minuti pezzi. In tutto questo giocano le restanti potenze globali che punzecchiano dall’esterno per trarne beneficio. Una situazione nella quale verrebbe da dire: bene, abbiamo giocato. Ora tutti ai propri posti che riprendiamo daccapo.

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  2. Mi fa piacere che questo governo arrida a gente che è contro le minoranze , la bellissima Russia Democratica di Putin , piuttosto che l’America Suprematista di Trump , piuttosto che il Brasile del meraviglioso Bolsonaro , tutta gente che ama il dialogo e il contraddittorio

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    1. Commento acuto, ho dovuto leggerlo più volte, e alcune cose mi sono rimaste oscure. Più bello così, comunque.

      Sarò prolisso, subissante, e parlerò molto della Russia. E’ un paese meraviglioso, immenso, la gente è intelligentissima ma è totalmente diversa da noi, come è logico: lontana, solo 1000 anni di storia, formata da un misto di popoli diversi dai nostri, svedesi, slavi, mongoli ecc.

      Per esempio, e non sono d’accordo, il russo medio non è democratico, nelle sue fibre. I grandi autori russi danno moltissime indicazioni, ma anche andarci illumina, e per caso vi ho lavorato un anno (non trovavano uno che conoscesse bene l’inglese!! Ce n’erano di più bravi di me, ma non conoscevano questa lingua).

      Allora, recatomi là con molta emozione, mi è subito parso che la gente comune “anelasse” (un bisogno psicologico) a chi “conosce”, a chi tira le leve, ha cioè bisogno di “boss”, di potenti o ‘patron’ nei vari ambienti: burocrazia, università, politica, economia, sport ecc.

      Nel campo dell’istruzione le Accademie (più della scuola e meno dell’Università: lavorai in alcune di esse in differenti città, una bellissima esperienza) gli istituti cascavano a pezzi (con istruzione eccellente, però, meglio della nostra) e all’ultimo piano di queste Accademie c’era “sempre” l’appartamento in radica, lussuoso, fantasmagorico del rettore che indossava abiti inglesi costosissimi ed era aiutato da una quindicina di assistenti giovanissime tra le più belle donne del mondo. Poi c’erano le donne di mezza età in giro per l’istituto e pochissimi uomini. Che ci facevano tutte queste donne, mi chiesi? Erano tutte o quasi ex-amanti dello stesso personaggio (o personaggi).

      OK, anche da noi succede ma non in modo così pazzesco, sfacciato, e addirittura con tutti che ammirano e adorano. Qui da noi c’è invidia, astio, per il potente, ognuno vuole diventarlo, il potente, sotto sotto, ma vuole anche che non ci sia. Una bella psicanalisi collettiva, ci vorrebbe!

      Dunque, ripeto, quella russa per me non è democrazia anche se ne ha la parvenza formale, con in aggiunta le disparità economiche dolorosissime perché le immense ricchezze minerarie del paese sono in mano agli amici di Putin (prima, di Yeltsin) e il popolo che soffre (ma vota chi lo fa soffrire, Putin: ci vorrebbe una psicoanalisi collettiva anche qui!).
      Ti risparmio il discorso dei Russi che da sempre amano lo Zar perché li ha liberati dai boiardi locali. I russi hanno amato Putin perché li ha liberati dai boiardi di Yeltsin, per poi però portarci i suoi.

      Concordo, non amo l’America suprematista.

      In tutti i paesi evoluti ci sono delle minoranze, ma non dovrebbero diventare delle maggioranze. Si snatura la cultura locale, anche se è chiaro, con l’Occidente che non fa i figli, ci sarà entro 50-100 anni un’ibridazione planetaria, ci piaccia o meno. I cani bastardi non sono più intelligenti di quelli di razza?

      Volete conservare la cultura (usi, costumi, lingua ecc.) italiana? Fate figli, giovani, altrimenti noi anziani preferiremo minoranze che crescano un po’ e che diffondano in giro bambini che danno allegria.

      Non sono né di sinistra né di destra. Mi piace siano fatte le cose necessarie che non hanno colore: infrastrutture che non crollino, strade dove non compaiano subito buche o baratri, asili nido diffusi e funzionanti (e formanti), la scuola che istruisca veramente i giovani e li prepari al futuro, le mie figlie, le loro amiche e le donne tutte che possano fare jogging o camminare al parco di notte e di giorno senza essere stuprate ecc. ecc.

      Il meraviglioso Bolsonaro? Vedremo cosa saprà fare. I governi non si giudicano con l‘ideologia (o dai proclami che fanno, alla Di Maio Salvini) ma dai fatti, dopo qualche anno. Alcuni governi di sinistra in Sud-America sono stati un disastro.

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      1. Ritengo che le dittature non hanno colore, così come la violenza, ho avuto la fortuna di frequentare alcune sezioni del PCI da bambino e da adolescente, mi sono sempre chiesto perché si associava Berlinguer a gente come Stalin o Mao, non avevano niente in comune, c’è un equivoco incredibile tra quello che è il comunismo di Lenin e Marx è ciò che sono stati e sono i partiti comunisti di Russia e Cina, sono discorsi che mi appassionano, Bolsonaro è un pericolo per tutto il Sud America, ma lo hanno votato con un buon margine, quindi bisogna accettare, ma non piegarsi, buona giornata.

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