Karl Popper, filosofo e epistemologo austriaco naturalizzato britannico

Giulio Giorello (filosofo, accademico ed epistemologo italiano) ha detto giorni fa su Radio 3: “Platone diceva che i filosofi devono governare la città. Karl Popper, nel suo capolavoro “La società aperta” diceva invece che i filosofi devono consigliare i politici ma non governare”.

“Popper – continua Giorello –  nello scrivere il suo capolavoro filosofico politico si era scelto niente meno che tre grandi nemici: Platone Hegel e Marx”. 

Ψ

La dialettica è dunque anche scontro, scontro duro. Per cui, anche nel minuscolo, nel minuscolissimo di questo blog, ben vengano gli scontri – sia pur fatti con un minimo di civiltà, ben inteso: finora è sempre stato così (1).


(1) Come per es. è avvenuto *qui* con KEYOFEYE   🙂    

6 thoughts on ““Ho bisogno non solo di amici ma anche di nemici” (K. Popper)

  1. Avere opinioni diverse, se espresse civilmente, ci aiuta a maturare, ci insegna a guardare le realtà con occhi diversi. Insomma il dialogo arricchisce sempre le persone!

    Giordano ( Keyofeye mi è impossibile scriverlo ogni volta ) a differenza di quello che scrive ( talvolta, mica sempre ) è una persona buona e gentile. E’ molto intelligente e ama esprimersi con la scrittura. Lo seguo da anni, perchè era su Tiscali come me. E già leggevo un po’ disorientata i suoi scritti, anche cupi, e taluni violenti. Altri invece erano di una delicatezza incredibile. Questo per dire che spesso, dietro le scritture, si nascondono personalità davvero eccezionali.

    Bravo Giovanni che sei riuscito a scoprirlo ! 🙂

    Un caro saluto a tutti e due, se mai Giordano passerà di qua.

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  2. Ciao Vitty. Di qua sul tuo commento non so, anche se il link sopra potrebbe notarlo, perché rimanderà a lui. Ma nel mio blog è passato moltissimo.
    Ha scritto molto bene, una scrittura sciolta, con metafore bellissime. E ci siamo scontrati sulle idee, le statistiche ecc. Ma il bello è questo, dicevo su.

    Un abbraccio.
    G
    PS
    Sai l’età sua? Pensavo molto giovane. Forse mi sono sbagliato.

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  3. Ora Giordano sta’ passando un brutto momento. E’ morto il suo cagnolino al quale era molto affezionato. un’amicizia durata 17 anni. E’ difficile staccarsi dal proprio amico peloso dopo tanti anni. Io ne so qualcosa. E’ un dolore profondo che non pensavo di dover provare!

    In quanto alla sue età non saprei dire. Non mi sono mai posta la domanda. Penso sarà fra i quaranta e cinquanta. Non di più.

    Magari se passerà di qua sarà lui a farsi conoscere un po’ meglio!!

    Ciao Giovanni, un abbraccio!

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  4. ho sui 40. sembro più giovane per via della passione che ci metto quando critico la società. solo che non ritengo di avere idee utopiche, come spesso hanno i giovani. penso che le mie idee siano invece molto ancorate alla realtà, perlomeno quelle che riguardano la società e l’interpretazione della stessa. 😉

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    1. Esistono sempre interpretazioni della realtà, non “la realtà”, perché la realtà è fuori di noi, oltre noi.

      Noi la percepiamo con i nostri sensi, la realtà, e poi è il cervello a elaborarla.
      Un esempio: una casa di fronte a noi, con alberi e fiori attorno (ma questo vale per tutti i fenomeni anche più complessi che hai abbiamo descritto).

      “Nel cervello non viaggia l’immagine della casa, ma i potenziali elettrici che la casa provoca nella retina. Arrivati alle aree della coscienza, essi producono l’esperienza della casa. Durante il viaggio nel cervello, i potenziali elettrici acquisiscono qualità che gli oggetti non hanno. I suoni, gli odori, i colori, il caldo e il freddo, la luce e il buio non sono nel mondo”. Preso da qui (cioè da un testo di Enrico Bellone). Essi sono in noi. Sono soggettivi, non oggettivi.

      Però le nostre diverse immagini della casa, dell’amore, della politica ecc. le possiamo confrontare. Questo è il dibattito, il dialogo.

      Platone, che ha inventato il dialogo come ricerca, come conoscenza, credeva nella Verità. Io personalmente non ci credo, alla verità. La scienza me la nega.
      Ma aspiro ad essa. E, aspirare, non significa possedere, sono cose diverse.

      [Poi se uno crede in Dio, allora la verità ce l’ha, ma io sono agnostico: nonb so se Dio, o gli dei, esistono]

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      1. non esiste una verità assoluta se si vuol provare a giudicare una persona.
        però esiste eccome se si vuole giudicare e condannare una casta, un Sistema, uno Stato, l’essere umano inteso come specie vivente.

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