Si diffonde, la Sinfonia fantastica di Berlioz, nel salone di nostra figlia e di suo marito, il sannita. La pupetta si calma, il suo sguardo si fa complesso. E la chitarra arricchisce tutto, con la sua cassa armonica …

11 thoughts on “La musica nella casa di Amsterdam

  1. Che splendida atemosfera di famiglia hai descritto!!! Ah la magia della musica… la piccina dimostra di apprezzarla già, e questo è un ottimo segno 🙂 Posso lasciare un saluto a tutti!!! 🙂

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    1. Mia figlia ha fatto un filmato del nonni Giovanni che le canta canzoni alla chitarra. Ma non vuole che faccia vedere Sofia nel blog (ha ragione) e quindi niente. E’ vero, la musica 🎶 è magica e arricchisce la mente!
      Un saluto e un abbraccio 💖🥰💖

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      1. Tua figlia è molto saggia. La rete non è un posto adatto ai bambini. Ma il filmato che ha fatto mentre suoni la chitarra alla piccina, sarà fra quelli più visti e apprezzati in famiglia. Mi fa piacere saperti sereno 🙂 Contraccambio l’abbraccio!!!! ❤

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  2. Anche il mio nipotino (undici mesi oggi) ha incominciato presto ad ascoltare buona musica 🙂
    Quello che succederà dopo non si può prevedere. Il mio secondogenito a quattro anni adorava Handel e Pierino e il lupo, oggi che ne ha ventisei ascolta solo Lana Del Rey…

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    1. Ah ah ah. Ok, non importa quello che succederà, ma
      secondo vari studi le connessioni sinaptiche tra neuroni diventano più complesse, per la struttura più complessa (polifonia,
      varietà timbrica ecc.) della musica classica. Magari poi diventerà una Mata Hari, o una brava pasticcerà. Hic in mente dei? In mente Fati? La smetto. Sto leggendo Plutarco nei ritagli di tempo. Favoloso 🤔

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        1. Beh, certo, in greco, aiutandomi con il testo a fronte.
          Aulo Gellio, nella sua opera, una specie di zibaldone ( cosa gradita alla gente del Medioevo) definisce e ancora meglio “crea” il concetto di “classico” come lo intendiamo noi. Avevo scritto di questo concetto e di lui per i miei lettori anglosassoni del vecchio blog Man of Roma, su su fino alla scuola musicale di Vienna, Mozart, la tarda scoperta di
          Mozart parte di Busoni e le critiche di Busoni a Beethoven.

          E infondo, ma questo non l’avevo scritto, c’è anche quella scena di Mendelssohn che suona di fronte a Goethe la quinta di Beethoven al pianoforte.
          Il poeta tedesco si allarma e dice all’amico: “Ma questo farà crollare tutta la casa!“. Una cosa del genere.
          A mio modestissimo parere Beethoven ha un po’ sconquassato tutto. Il suo esempio era troppo grande e, Busoni sosteneva e a me piace quest’idea, che il corso della musica sarebbe potuto essere completamente diverso senza tale terremoto strombazzante.
          Una divagazione e tu sei uno che la può capire (e magari stroncare).
          All the best
          From Roman West

          😉

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          1. Un terremoto, è assolutamente vero. Proprio ieri parlavo con amici delle sinfonie di Beethoven e dicevo che il buon vecchio Ludwig si deve essere divertito un mondo a sconquassare tutto, e più volte.
            C’è un bel film inglese sulla genesi dell’Eroica, non dovrebbe essere difficile da trovare in rete, con tutto quanto ricostruito alla perfezione. compreso Haydn che ascolta e commenta “La musica non sarà mai più come prima, adesso” 🙂
            Beethoven era il musicista prediletto da mio padre, e così io conoscevo la Quinta a memoria ancor prima di andare a scuola. La riascolto ora con la stessa emozione, e penso che ci sono tante altre sinfonie bellissime (di Beethoven adoro la Settima), ma nessuna è “perfetta” come la Quinta. Impossibile superarla: questo è il problema.
            A proposito di sinfonie, ho un problema appunto con la Fantastique: ascoltata solo una volta dal vivo, tanti anni fa (Orchestra Rai diretta da Rafael Frühbeck de Burgos), non sono mai riuscito a trovare un’incisione discografica che mi dia piena soddisfazione. Il problema forse non sta nelle interpretazioni ma nella partitura, nell’orchestrazione che in certi punti è davvero farraginosa. Forse saprai che Schumann, dopo aver letto la Sinfonia di Berlioz nella riduzione per pianoforte, si chiedeva che diavolo avesse di tanto interessante, a lui sembrava inconsistente e perfino banale…

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          2. Mah, per quanto ne so io, sono più uno che gioca con la musica che non un critico, forse Berlioz è stato un innovatore nell’orchestrazione e forse (ma bisognerebbe vedere se la Sinfonia fantastica l’ha scritta prima delle grandi opere romantiche: fantasie, ballate, poemi sinfonici) e magari un innovatore anche nella forma, con questa melodia che ritorna ad ogni movimento ecc.

            È chiaro che spesso gli innovatori sono superati da quello che viene dopo. Come probabilmente è avvenuto ai fiamminghi, che hanno inaugurato la stagione di contrappunti complicatissimi ma alla fine, i loro, assai freddi e duri agli orecchi di oggi (alle mie orecchie, cmq). E poi Orlando di Lasso prendendo le meravigliose melodie italiane e fondendole con il contrappunto di origine fiamminga ha creato una fusione bella. Io non amo molto Beethoven. Preferisco Bach, di cui suonavo a memoria parecchi pezzi e fughe. Forse questo mi ha rovinato. Se mi fossi innamorato di Beethoven o di Mendelsohn, il mio pianismo ne avrebbe guadagnato assai 😞

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