INTELLETTUALI DI TUTTO IL MONDO UNITEVI

di Antonella Botti, docente

(Risposta all’appello di Cacciari)

Non ho vissuto l’età dei totalitarismi, l’età della morte del pensiero critico ma oggi più che mai posso considerare quanto sia pericoloso il sonno della ragione.

Nell’età del ritorno dei Malvolio di montaliana memoria un semplice prendere le distanze non può bastare, non è più possibile una “fuga immobile” anzi può rappresentare una scelta immorale, un disimpegno colpevole.

Oggi non è più tempo di tacere, è tempo di prendere una posizione perché ogni esitazione potrebbe mettere a rischio le grandi conquiste culturali del secondo dopoguerra.

La cooperazione internazionale, la democrazia, l’integrazione, la tolleranza non possono essere valori negoziabili.

Quello che maggiormente preoccupa non è il ristretto e circoscritto disegno politico di Salvini ma la constatazione dei consensi numerosi che colleziona, non è di Di Maio, che mi preoccupo e del suo serbatoio di voti “protestanti” ma la constatazione che la protesta sinistroide abbia consegnato il paese ad una destra becera e livida e che una larga fetta anche di intellettuali non si sia resa ancora conto che si è prostituita alla peggiore delle destre, non a quella progressista e europeista ma alla destra razzista e violenta di Salvini.

Ad una destra incapace di cogliere i segni del tempo, incapace di progettare un mondo di uomini in grado di vivere insieme pacificamente nella consapevolezza che ogni vero progresso raggiunge la sua pienezza col contributo di molti e con l ‘inclusione di tutti, seguendo l’insegnamento terenziano alla base della nostra cultura occidentale:

“Homo sum humani nihil a me alienum puto”.

Appartengo al mondo della formazione, sto, pertanto, in trincea a contatto con una generazione vivace, intelligente, elettronica e “veloce” che “vivendo in burrasca” rischia di precipitare nel baratro dell’indifferenza o, nel peggiore delle ipotesi, dell’intolleranza, dell’aggressività pericolosa e ignorante.

Questi stessi giovani, invece, meritano di essere salvati, meritano una cultura in grado di coniugare pathos e logos, una cultura che percepisca l’uomo come fine e non come mezzo, che consideri l ‘”altro da sè “una risorsa importante giammai una minaccia”.

Nell’età delle interconnessioni non c’è niente di più assurdamente anacronistico dei muri e dei silenzi colpevoli. È solo nelle DIVERSITÀ che si può cogliere il vero senso della BELLEZZA e l’essenza di un impegno costruttivo che non è mai discriminante ma sempre inclusivo, totalizzante e interdipendente.

Non è neanche questione di destra o di sinistra, di rosso o nero ma il problema è, soprattutto, di carattere culturale. La vera emergenza è quella di costruire un argine contro ogni forma di populismo, contro la xenofobia, contro i nuovi razzismi in nome di una società civile che riparta dall’UOMO, non prima dall’uomo Italiano, né come in passato, prima dall’uomo della Padania ma dall’UOMO in quanto umanità.

È necessario che in ogni campo sia politico che economico, culturale e sociale non si perda mai di vista l’uomo, la sua dignità, il suo inestimabile valore e, al di là di ogni faglia e filo spinato, lo si consideri il fine ultimo di ogni progetto.

INTELLETTUALI DI TUTTO IL MONDO UNITEVI, c’è molto da fare, a partire dalla formazione scolastica. Se uniti, si costituirà una forza inarrestabile, la forza della cultura, la sola che possa costituire un argine autentico contro la deriva pericolosa del populismo e della miseria,

principalmente di quella della mente e dello spirito.

—-

Nota. Un mio cugino di ii grado, Andrea Boitani, che insegna Economia all’Università Cattolica di Milano, mi ha passato questo da diffondere.

4 thoughts on “È ora di dire basta: Humani nihil a me alienum puto

  1. La gente è giustamente incazzata nera, non riesce più a vivere decentemente. Solo che si è rivolta, senza pensare e senza cultura, ai dottori più deleteri che ci siano.
    Il popolo è ignorante, non ha scusanti.

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  2. sì, ma non è raccogliendo le firme che lo cacciamo via. dovete avere il coraggio di dire che i fascisti non possono circolare a piede libero (tanto più qui in italia, che ha una costituzione antifascista). dovete avere il coraggio di dire che qui in italia, se uno è fascista, finisce come minimo in galera. se non dite questo, i vostri propositi sono solo parole al vento, molto molto lontane dalla realtà.

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    1. Con chi te la prendi, Keyofeye? 😉 Scherzo, lo sai.

      Certo, la carta è la carta. Ma poi nella pratica c’è sempre stata ambiguità. Non sono un esperto di queste cose ma, a parte il fatto che finita la guerra gli italiani erano tutti antifascisti (ridicolo) si è poi permesso l’esistenza del Movimento Sociale, dichiaratamente neo-fascista. Meno ambiguità in Germania, più mea-culpa radicale. Ma anche da loro ci sono i neo-nazi. Forzando un po’ le cose – nemmeno tanto – si può dire che la tendenza nazi, vedi la città di Sparta, ha più di 2000 anni. E forse molti di più.
      (il fascismo era un poco diverso dal nazismo, ma poi si è visto come è finita)

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