Una parte del lavoro di documentazione di cui parlavo nel post precedente è dato dalla ricostruzione, da parte di un romano 70enne, dell’ambiente dei romani 20enni e 30enni di oggi, essendo il protagonista dei miei racconti un romano di 35 anni.

Potenti (e distraenti) mezzi della tecnologia!

Invece di scrivere il racconto 😞 stamattina ho scoperto:

A. la web series The Pills in cui un gruppo di attori romani, Luca Vecchi e altri (che si definiscono “degli anni ‘90”) recitano in gag veramente spassose. Nella prima puntata (scusate il linguaggio, ma il tema lo richiede) in un ristorante la ragazza di uno che poi si autodefinirà “maschio beta” urta per sbaglio un omone robusto con gli occhiali, “maschio alfa”, seduto a un tavolo che così si rovescia il vino addosso. L’omone si alza e signorilmente l’apostrofa:

“A ENCEFALITICA!!! Ma lo vedi c’hai fatto??”

Lei si appella al suo sfigato lui:

“Ma lo vedi che m’ha detto??”

Lui se la fa sotto e non fa nulla e anzi solidarizza con l’omone accettando la sua natura di beta, non alfa (lei poi ovviamente si scopa l’alfa).

B. I filmati Youtube Roma nord vs Roma sud, anche questi divertenti (e istruttivi). E’ un’importante divisione della Roma di sempre, la nord e la sud, di cui ai miei tempi poco si parlava ma che certamente esisteva. Personalmente vengo da Roma nord, ma poi alla fine dei trent’anni sposandomi sono migrato a Roma centro e sud, dove sono cresciute le mie figlie, che infatti detestano fin nelle loro più intime fibre la snob, affluente (e fighetta) Roma nord.

Vedi in proposito questo servizio di La7 sulle due Rome:

C. Il libro di Angelo MelloneRomani. Guida immaginaria agli abitanti della Capitale” (che non comprerò perché ho troppi libri anche su Kindle).

Sarebbe interessante leggerlo perché l’autore – giornalista e dirigente Rai di origine tarantina da anni vivente a Roma – cerca “dall’esterno” di ricostruire lo spirito e le tipologie umane della Roma di oggi.

Perché a volte chi ci vede dall’esterno vede meglio di noi.

19 thoughts on “Il maschio beta, Roma nord e Roma sud

          1. Sono due mondi opposti. Anche a me manca il nord, i bei marciapiedi larghi, le case stupende, la gente più efficiente, meno cialtrona, più europea, ecc.
            Mi manca meno il pariolinismo deteriore (la mancanza di solidarietà, di morale ecc.), pure essendo io un pariolino di via Bertoloni, dove sono nato e vissuto fino ai primi vent’anni. Discorso lungo.

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          2. concordo. ma, sul serio, quello che mi manca di più è la luce verde, quel senso esoterico di trascendenza, di arcaico, di energia rimasta lì dai tempi di Roma e ancor prima…

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          3. Bella immagine e ricordo. Non mi rammento né il tuo gender né la tua età, ma, non potrebbe essere una trasfigurazione dovuta al ricordo? Però ora che ci penso c’erano spazi più ampi di qui, i campi dell’Acqua Acetosa, la vista da villa Glori, Forte Antenne, Corso Francia, forse questo influiva, la maggiore ampiezza.

            Abito vicinissimo al Colosseo, al Celio. Il centro è assembrato di case. Ma anche i tramonti sul Palatino e sul Circo Massimo sono favolosi. Comunque, non sono qualificato. Sono lievemente daltonico 😉

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          4. M53. No, quelle sensazioni sono dell’età adulta, c’è stata una percezione cosciente e strutturata dietro.
            Tuttora ci lavoro sopra, le empatie e i rivoli occulti escono liberamente, senza che li solleciti
            Sul Palatino e sul Cermalus c’è il delirio di energie, son d’accordo con te, e tutto quel range di luoghi che citi è la summa del giardino sacro di epoca imperiale, di cui villa glori è l’apice

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  1. M53. Quello che può sembrare un ricordo in realtà è vita interiore nel periodo della coscienza. Villa glori è l’apice di una visione che coincide con il bosco sacro, e tutto il quadrante nord è in realtà ciò che energeticamente rimane dei luoghi sacri e ineffabili dell’arcaico.
    Il tramonto sul Palatino e sul Cermalus è qualcosa di arcaico e intenso, il summa di una energia di almeno 3000 anni, anche se a Saccopastore la vita è datatata mezzo milione di anni.

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        1. Bene. Mi ricordo il tuo sito. E complimenti per i premi Urania, collana che amo fin da quando ero ragazzetto, grazie alla quale lessi i classici della fantascienza degli anni 50. In campagna, in Toscana, nella villa di cari amici, c’era una grande e polverosa biblioteca. Là c’erano tutti gli Urania, fin dal primo numero della collana.

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          1. Mi sembra che siamo su una linea non troppo lontana. Sono immerso da anni, non solo come studio distaccato, nei neoplatonici e nei pitagorici, che nel pensiero tardo-antico come è noto arrivano a fondersi. E’ vero, la trascendenza ci aiuta a vivere meglio (e a morire meglio, chissà). Mio cugino in II grado, Piero Boitani, studioso di miti e letterature comparate nonché direttore della Fondazione Valla, spero mi dia una mano più consistente del passato, anche se è molto occupato. Ora però tra un mese va in pensione. Mi DEVE dare una mano. Anche perché è un personaggio dei miei racconti: l’Erudito 😂

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