Ecco una serie di post in cui presento delle musiche mie. I post sono dedicati a Claudio Capriolo, che di musica dovrebbe intendersene, visto che non fa che postare musica (lo stimo molto come musicologo).

L’idea è nata da uno scambio da lui stamattina, in cui gli ho detto: “Il tuo blog è ottimo per scoprire delle belle musiche del presente e del passato. Come sai, anche io nel mio piccolo ne ho composte (ed eseguite) di musiche, per lo più basate sull’improvvisazione, per le mie scarse forse doti di compositore dato che avevo interrotto gli studi (orripilato dalla musica dodecafonica) e soprattutto perché in quei lontani anni l’improvvisazione era un mito, che io ora rigetto, perché per me l’improvvisazione non porta da nessuna parte. Stento però a metterle nel mio blog 1) perché valgono quello che valgono e 2) perché temo il tuo giudizio”.

Nella sua risposta ho percepito come un qualcosa, non saprei cosa, e ho aggiunto (bastian contrario? finalmente sollevato? 😉 ):

Allora “ne metterò qualcuna nei miei prossimi post. Promettimi che commenterai, anche stroncandomi (…), poiché dedicherò i post a te”.

Ecco dunque il pezzo forse più “contemporaneo” che ho scritto ed eseguito (astruso forse per molti). Una sorta di captatio benevolentiae, se vogliamo? 🤔

15 thoughts on “Un pezzo contemporaneo. Alla Béla Bartók? (1)

    1. Sai, il computer ha un poco aiutato. Comunque allora – stiamo parlando di tanti anni fa – le mani mi volavano. Ora invece sono pigre e inerti.

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  1. Uno studio sulle note ribattute, direi, e sullo staccato. Interessante anche la ricerca sul ritmo.
    Perché hai evocato Bartók? Pensavi all’op. 18?
    Mi hai fatto venire in mente anche qualcuna delle Études di Ligeti.
    Quello della foto è il Parco di Zion, nello Utah? Ha qualcosa a che fare con la tua composizione?
    Ah, grazie della considerazione, però non sono un musicologo. E non mi pare di essere stato titubante 😀

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    1. È un po’ tardi, non sono notturno. Comunque mi fa piacere che ti piaccia (visto che non l’hai stroncato 😉 ). Pensavo forse più al Mikrokosmos di Bartok, il libro VI, come me lo suonava la mia maestra di piano, a tratti a una velocità pazzesca. Era una vera dea celtica della musica.
      Sì, il Parco di Zion. Mi è piaciuta la drammaticità del paesaggio. Nelle mie musiche, se avrai la pazienza di ascoltarne altre, c’è sempre qualcosa di burrascoso. Sono un passionale.

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    2. Scusa, tolgo il titubante, non sempre riesco a capire un piemontese, anche se mio padre lo era. Quanto all’improvvisazione forse qui va aggiunto che questo è un pezzo più lontano di altri dall’improvvisazione. Solo per il fatto che in fondo c’è una (due?) cellula ritmica che varia continuamente come timbri (zona della tastiera), tonalità (un poco) e note ma in fondo resta se stessa. Insomma c’è una sorta di premeditazione. Purtroppo non ho la partitura. Lo potrei analizzare, il pezzo, ma non ne vedo il motivo.

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    1. Questo è un pezzo di musica ‘moderna’, sicuramente non orecchiabile. Poi è chiaro che la musica è anche una materia specialistica. Claudio ed io abbiamo fatto degli studi musicali.
      Quanto allo specialismo, per esempio, se la mia figlia minore mi parla di problemi ingegneristici, o quella più grande di marketing, io non ci capisco un fico.

      Però per me la musica non dovrebbe essere fatta ad uso degli specialisti. Smisi gli studi musicali anche perché ai miei tempi si poteva comporre (un conformismo terribile) solo musiche cacofoniche (dodecafonia), per super specialisti, e a me non andava. Piuttosto mi ammazzavo.

      Questa musica che ho pubblicato, al confronto della musica dodecafonica, è come una canzone di Gino Paoli (che a me piace moltissimo)

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      1. La verità è che Claudio ( straordinario ) cerca di darmi qualche nozione base.
        Io vivo di musica, ed ascolto di tutto , dal classico al Jazz , certo la mia preferita è la cosi detta musica leggera.
        Ho la casa piena di dischi, cassette e Cd.
        Ascolto anche la musica di questi tempi.

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        1. Mi fa piacere questo tuo sodalizio con Claudio. Anche a me piace tutta la musica possibile. Iniziai con la chitarra classica, è vero, a 12 anni, ma poi mi buttai sul rock. Quindi, sì, tutto. La musica fa bene all’anima.

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