Pitagora, la musica armoniosa (e Dioniso, la musica folle, disordinata). E poi, la musica pervade l’universo, come volevano i Pitagorici? Kosmos e Caos, fuori e dentro di noi?

Il testo è in inglese e appartiene al vecchio blog del Man of Roma. Forse verrà tradotto. Dedico questo reblogging a Kikkakonekka, matematico e logico. Per vedere i filmati e sentire le musiche (una personale, frutto di una notte dionisiaca) bisogna cliccare sul post originale. Enjoy.

The Notebook

As you know I have been musing on Pythagoras of Samos recently (Ὁ Πυθαγόρας ὁ Σάμιος). I wrote about him in my blog and in other blogs.

P was a great mathematician. Now it turns almost all bloggers MoR has been discussing with (also on P) have some math capabilities. MoR has instead very little. So he asked his friend Extropian for help.

Extropian is laconic and doesn’t like blogs. So he first sent this movie and just said: “This stuff is Pythagorean.”



He then added: “Here following is the rationale behind the movie.”

He also sent me this paper on Pythagoras & Eugene Wigner that requires a degree in physics to figure out what the hell it means.

Finally he linked to another movie and declared:

“You became a pianist but you’ll always be longing for the strings of a guitar, of a violin or of a lute…

View original post 377 more words

7 thoughts on “Do Music and Numbers Pervade the Universe? A Night of Dionysian Revelry

  1. Io ho sempre ritenuto che l’intero universo sia governato da regole matematiche (e di conseguenza anche fisiche o chimiche) immodificabili.
    Laddove noi non capiamo, semplicemente non abbiamo ancora raggiunto capacità matematiche di livello sufficiente per capire.
    La matematica la trovi ovunque, la conoscono anche le piante o gli animali (vedi il filmato) pure senza rendersene conto. Quanti libri ho letto che confermano questa visione del mondo!
    Ovvio, il mondo può essere vissuto ed apprezzato anche senza doverlo “ridurre” ad una equazione, anzi… meglio non farlo. Però è bello scoprire come, incredibilmente, alcune formule si ritrovino nei posti e negli ambienti più inusuali.

    Il mio prof di Matematica del triennio (che ancora sento di tanto in tanto) alla primissima lezione non spiegò nulla di matematico, ma ci lesse (donando ad ognuno di noi) la dedica alla “magica tetraktys di Pitagora”, una sorta di poesia che – ci disse – veniva recitata dai pitagorici.

    Grazie per la dedica, molto apprezzata.

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    1. Mi sembra interessante e bello, quello che dici. Anche il fatto che ridurre tutto a numero, a equazione può forse distruggere un tipo di bellezza, ma poi, aggiungi, anche introdurne un’altra, forse, per chi può – non per me purtroppo – anche più bella.

      So però che oggi si dibatte moltissimo su questi temi, e ci si chiede: la matematica è solo un precisissimo strumento per descrivere l’universo e prevederne i comportamenti oppure E’ l’universo stesso? Non sarà il cosmo, come sostiene il fisico dell’MIT Max Tegmark (di cui sto leggendo un bel libro, ora mi sfugge il nome), ‘un gigantesco oggetto matematico di cui noi siamo elementi consapevoli’?

      Pitagora fu il primo, a quanto ne so, a chiamare l’universo kosmos per indicare qualcosa di armonioso e ordinato. Perché armonioso e ordinato? Perché pare che toccando una corda di una lira in vari punti, dividendola cioè in due o tre o quattro parti uguali egli notasse che la corda produceva suoni in rapporto matematico tra loro, cioè a intervalli di ottava quinta e quarta.

      Avrebbe potuto dire: e vabbè, mi diverto con questi suoni. No, invece. Si inginocchiò ringraziando gli dei – m’immagino -, volò con la mente e capì 1) che gli intervalli erano gradevoli, belli 2) che celavano una regolarità matematica oltre la confusione del mondo 3) e che loro, i pitagorici, “capivano” ciò con la ragione.

      Possiamo ‘dar senso’ all’universo, dissero, e dopo di lui tanti secoli dopo seguirono Galileo su su fino a Einstein e oltre.

      La matematica mi è oscura, purtroppo, e Pitagora non ha lasciato scritti, per cui queste cose le sappiamo solo dai pitagorici di varie epoche (e da Platone).

      Quale canto Pitagorico?

      Buona serata

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      1. Benedici a noi, o numero divino, tu da cui derivano gli dei e gli uomini. O santa, santa Tetrade, tu che contieni la radice, la sorgente dell’eterno flusso della creazione. Il numero divino si inizia coll’unità pura e profonda, e raggiunge il quattro sacro; poi produce la matrice di tutto, quella che tutto comprende, che tutto collega; il primo nato, quello che giammai devia, che non affatica, il sacro dieci, che ha in sé la chiave di tutte le cose.

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          1. Ciao Man.
            Io mi sveglio ogni mattina verso le 6:00, a volte un po’ prima. La sveglia, in caso di “pericolo”, è tarata alle 6:10, ma non serve quasi mai.

            Il mio messaggio precedente è stato veloce, non avevo il tempo di commentarlo.
            Si tratta della ‘ode’ alla tetraktis (ovviamente tradotta) recitata dai pitagorici all’inizio dei loro incontri. Tutta tradizione orale dato che non hanno tramandato nulla in forma scritta.

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