Sidi Bou Said, Tunisia. Gnu Free documentation License

L’anima greco-romana è intimamente legata all’Egitto e al nord Africa. Siamo tutti mediterranei. Il mangiare, le piante e molte tradizioni sono simili. Nel lungo periodo apparteniamo allo stesso flusso storico, al mare che ha creato le prime civiltà di questa parte del pianeta. Noi non siamo così diversi come qualcuno pensa (o ama pensare) e le stesse religioni che sembrano dividerci in realtà adorano lo stesso Dio.

Si tratta di aree, quelle del nord-Africa, che i neri al di sotto del Sahara considerano completamente diverse e quasi europee. E infatti lo sono, molto diverse dall’Africa nera e quasi europee. In tutto il medioevo loro, i nord-africani, sono stati molto più ricchi, potenti e civilizzati. Ora la ricchezza si è spostata a nord. Nord e Sud del mediterraneo si scambiano i ruoli. La Tunisia ha conquistato la Sicilia per 400 anni e ancora oggi vede nella Sicilia (e nell’Italia) come un faro d’amore e esempio massimo a cui guardare (“les Italiens pur nous sont comme des dieux”, gli italiani per noi sono come dei”, mi disse un dirigente tunisino), e noi, nella nostra chiusura, quasi non ce ne accorgiamo. Non sappiamo quanto siamo amati nel Mediterraneo (o non lo sanno gli italiani che viaggiano poco). Anche quando andammo nelle sue isole e coste come occupanti assieme ai nazisti fummo amati perché la gente ci vedeva come parenti stretti. Quanti ricordi, tradizioni, legami.

Molti paesi del sud d’Italia (o di molte isole greche, per non parlare della Spagna, che è stata sotto gli arabi per secoli) sembrano paesi arabi o comunque del profondo sud del mediterraneo: considerate solo Ostuni, in Puglia, o Sperlonga, nel sud del Lazio; e poi guardate Sidi Bou Said in Tunisia (vedi foto in alto). Sono quasi identiche, appartengono ad una cultura estremamente simile, ci piaccia o meno, perché nel Medioevo il modello vincente era il Mediterraneo del sud, dove stava la civiltà (e la potenza). Inutile dire che quando un romano (e ancora più un napoletano, per non parlare di un siciliano) ode una melodia araba sente qualche corda nascosta vibrare nell’animo.

Death of Dido, by Augustin Cayot (French, 1667-1772). Public domain

Ma andiamo ancora indietro nel tempo e pensiamo alla guerra mortale tra Roma e Cartagine (torniamo quindi sempre alla Tunisia eterna), le cui origini leggendarie sono descritte nel meraviglioso poema virgiliano Eneide, origini in un amore terribile e disperato tra la regina Cartaginese (quindi tunisina) Didone e Enea, il progenitore troiano dei Romani. Ad un certo punto della storia si decise se il Mediterraneo doveva appartenere alle sue coste settentrionali o meridionali. Vinsero il nord e Roma, ma di poco.

Sono stato per lavoro in Tunisia e nei caffè della Goulette (il bel quartiere di Tunisi dove è nata l’attrice italo-tunisina Claudia Cardinale) si discute ancora delle battaglie tra Scipione e Annibale e sui tavoli, disponendo fagioli o ceci, si rifanno gli schieramenti degli eserciti per celebrare le geniali vittorie di Annibale sui Romani o per capire in cosa egli avesse sbagliato nell’ultima fatale battaglia di Zama, in cui vinse il romano Scipione. Una di queste persone aveva lavorato con tanti registi italiani negli innumerevoli film girati dall’Italia in Tunisia.

E tutti furono gentili e affabili con questo italiano che mostrava tanto interesse per loro. Bevendo birra tutti assieme chiesi ad uno di essi: “Ma l’alcol non è proibito dal Corano?”. Mi risposero: “Eh bien, nous on fait tout, mais en cachette“, noi facciamo tutto, ma di nascosto. E il pensiero mi è andato alla Sicilia, dove fare le cose di nascosto è comportamento radicato.

Tornando all’Egitto, si pensi al geniale greco Alessandro Magno e al suo rapporto con l’Egitto e alla città di Alessandria d’Egitto da lui fondata, si pensi a Cleopatra, discendente di uno dei generali di Alessandro, e agli amori tra questa e Giulio Cesare prima, e con il parente di Cesare, Marc’Antonio poi (entrambi affascinati dall’Egitto). Cesare e Antonio, uniti non solo dalla parentela ma dall’amore per questa splendida civiltà. Fu vero amore per l’Egitto quello di Cesare o puro calcolo politico? Del cugino Antonio sappiamo che fu calcolo politico ma certo anche amore.

lupaottimigut1.jpg

La lotta tra Antonio e Ottaviano fu di nuovo un momento della storia in cui si decise se il Mediterraneo dovesse appartenere alle coste del sud-est (questa volta) o a quelle del nord. Vinsero di nuovo Roma e il nord ma più tardi, dopo la caduta dell’impero romano, il sud del Mediterraneo si prese la sua rivincita, con l’Islam trionfante, e anche l’est, sempre con l’Islam e con Costantinopoli.

Quindi, concludendo, l’anima eterna romana e mediterranea vibra al contatto di parenti a cui essa è legata nella storia e nelle tradizioni. Quale ospite virtuale migliore di Naghib Mahfuz, il grande scrittore egiziano, per guidarci e cercare di capire? Nel prossimo post dedicato alle terre oggi islamiche del Mediterraneo, ascolteremo le parole d’amore del giovane Kamal, tratte dal secondo volume della bellissima trilogia del Cairo.

Man of Roma

3 thoughts on “Le coste meridionali del Mediterraneo

  1. Fantastico, leggerti è come viaggiare nel tempo e nello spazio. Ho solo qualche dubbio sulla “parentela,” e del resto anche i Greci erano diffidenti verso i “meridionali” e le genti d’Oriente (vabbè, i Greci consideravano di serie B un po’ tutti …), come poi i Romani lo furono verso i Greci, ecc.

    Sarebbe interessante sapere se i Romani si sentissero (fossero) più simili, nel senso “etnico” del termine, alle genti del sud o a quelle del nord. Da quel che ho potuto capire io, direi che i Romani, al pari dei tedeschi (Goethe, in primis) avevano, sentivano quella “spinta verso il sud” che il mondo germanico ha espresso con varie formule (“Conosci la terra dove fioriscono i limoni?” ecc.). E tuttavia, anzi, proprio per questo, erano “diversi.” Che ne dici? Forse erano, né più né meno, come noi, né carne né pesce, un po’ nordici un po’ meridionali, in un equilibrio che, a volte, è un miracolo e produce cose mirabili …
    Ciao

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  2. @Wind Rose Hotel
    Grazie Rob, e come al solito i tuoi commenti sono sempre stimolanti.

    Ho solo qualche dubbio sulla “parentela”.
    Beh, nel post ho inteso parentela in senso molto ampio e più culturale, anche se qui bisogna stare attenti, perché inizialmente è chiaro che si trattava di popolazioni molto diverse: i Romani, i Cartaginesi, i Numidi, per esempio, erano popoli sicuramente molto diversi tra loro. Con il passare dei secoli però ci siamo più amalgamati: il nord Africa è diventato romano per secoli (Sant’Agostino era di Cartagine e scriveva in latino), poi, nel Medioevo, il sud dell’Italia è stato influenzato (e a volte conquistato) dagli arabi.

    In questo senso oggi credo possiamo dire di essere più parenti di prima. Se si va in Tunisia non si può non notare che la popolazione è similissima a quella dell’Italia del sud. Siamo cioè più parenti ora che ai tempi di Cartagine, questo è sicuro. E poi se ci amano tanto, un motivo ci deve pur essere.

    Dice (a Maria Pia Fusco sulla Repubblica) Abdellatif Kechiche, il regista francese di origine tunisina del film Cous cous: “Sono cresciuto vedendo cinema mediterraneo e il primo amore non si dimentica, gli italiani sono sempre nel mio cuore, da loro ho imparato la verità e la semplicità. Nel film la citazione di Ladri di biciclette è un atto d’amore e di gratitudine”.

    Sarebbe interessante sapere se i Romani si sentissero (fossero) più simili, nel senso “etnico” del termine, alle genti del sud o a quelle del nord. Da quel che ho potuto capire io … i Romani, al pari dei tedeschi (Goethe, in primis) avevano, sentivano quella spinta verso il sud … E tuttavia, anzi, proprio per questo, erano “diversi.”

    Non saprei dire a chi i romani si sentissero simili. Il nord allora non contava, perché era troppo arretrato. Contavano il sud e l’est. Forse però i romani si sentivano unici. Non so, ci dovrei riflettere. Magari si può speculare sulla loro origine, che è dubbia. Sicuramente erano Latini, e questi erano indoeuropei (la lingua lo è). Alcuni fanno provenire i Latini dall’Europa centrale danubiana, altri avanzano la teoria che fossero autoctoni, i Greci e i Romani propendevano per l’origine dall’Asia minore (Troia). Ho sempre pensato che forse sono vere tutte e tre le cose.

    Spinta verso il sud? Sì, direi di sì: i popoli del sud (e aggiungerei dell’est: il misto di popolazioni che va sotto l’etichetta ellenismo: greci più popoli nordafricani e orientali) erano più antichi e di grande civiltà, i Romani non potevano non percepirlo, ma pur subendo questo fascino (vedi Antonio e Cesare ma anche Nerone) si sono sempre sentiti diversi e superiori quanto a carattere, quadratura, senso di sacrificio, di abnegazione ecc., e consideravano queste popolazioni corrotte, prive di spina dorsale e un po’ levantine …Il popolo romano, per esempio, non avrebbe mai accettato che Cesare sposasse Cleopatra (e credo che nemmeno Cesare l’avrebbe sposata, ma questo non possiamo saperlo).

    Ciao

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