Fernard Braudel

Citazione

(*) La Mediterranée, di Fernard Braudel, , Flammarion 1985. Traduzione in inglese di Man of Roma.
Il Mediterraneo, Bompiani 1987, tradotto da Elena De Angeli.


Risorse

Braudel. Lo storico Fernand Braudel è uno dei più grandi intellettuali francesi dello scorso secolo. Solo alcuni link per il momento, tanto per dare un’idea del suo lavoro. La wikipedia in italiano su Braudel; una buona sintesi in inglese; infine il Centro Ferdinand Braudel presso l’Università di Binghamton, New York State University, (“fondato nel settembre del 1976 per approfondire l’analisi dei mutamenti sociali su larga scala e nell’arco di periodi storici ampi”).

Protestanti e cattolici si dividono.Wikipedia (inglese): “Nel 1571 comincia la Riforma: Lutero affigge le sue 95 tesi” che divideranno la cristianità d’Occidente in protestanti e cattolici. “A partire dal 1545 comincia la controriforma in Germania ….le regioni tedesche centrali e nord-orientali sono a quest’epoca ormai quasi interamente protestanti, mentre le regioni occidentali e meridionali rimangono prevalentemente cattoliche”. Ciò corrisponde più o meno al confine dell’Impero Romano, cioè la gente romanizzata di lingua tedesca rimane prevalentemente con i cattolici romani, il che è sorprendente, mentre quella non romanizzata e altri nordici si separano. Da tale frattura hanno origine i Luterani, la Chiesa Riformata Olandese, la Chiesa Riformata Tedesca, i Presbiteriani, i Calvinisti, i Puritani ecc. Nella foto qui sotto si vede Lutero ritratto nel 1529 dal pittore tedesco Lucas Cranach.

Luther in 1529 by Lucas Cranach.jpg

L’ultima frontiera di Roma (Limes). Innanzitutto una bella carta dell’Impero Romano e delle sue province. Poi la Wikipedia sul Limes. Wikipedia è sempre un buon punto di partenza per ricerche più approfondite. Un buon sito tedesco sul Limes romano, la protezione estrema contro le tribù germaniche esterne (Limes significa in latino limite, confine). E’ curato da quei Länder federali che erano/sono all’interno dell’Impero Romano. In esso leggiamo: “Il Obergermanisch–Raetischer Limes” = ORL (Limes altotedesco della Raetia) segnava l’ultimo confine a nord dell’Impero Romano. Venne eretto contro la gente germanica che rappresentò una costante minaccia per il mondo antico. Su una lunghezza di 550 km, dal fiume Reno nel nordovest fino al Danubio nel sudest, il Limes si estende lungo quattro stati tedeschi: il Palatinato Renano, l’Assia, il Baden-Württemberg e la Baviera”.

Si tratta di gente molto legata al proprio retaggio che è riuscita ad ottenere dall’UNESCO un certo numero di siti considerati patrimonio dell’umanità, come Regensburg (Ratisbona). Anche il progetto che l’intero Limes germanico fosse considerato patrimonio dell’umanità (Projekt Weltkulturerbe Limes) sembra aver avuto successo.

UNESCO World Heritage LIMES logo

Come leggiamo nel sito del Deutsche Limes-Strasse Verein (l’Unione Tedesca delle strade del Limes) “il vallo esterno del Limes altotedesco della Raetia è uno delle vestigia archeologiche più straordinarie dell’Europa centrale ed è stato recentemente inserito nell’elenco dei siti patrimonio dell’umanità dell’UNESCO. Molte delle installazioni associate al muro sono state messe alla luce con scavi condotti dalle diverse autorità regionali… e sono in stato di eccellente conservazione. Esse includono fortini, terme e torri insieme a parti delle fortificazioni stesse come bastioni, fossati, mura e palizzate. Vanno anche considerate ingenti attrezzature museali come le strutture di copertura a protezione delle rovine romane, illustrate da pannelli, fotografie e ritrovamenti, assieme a parchi archeologici che si trovano nelle vicinanze …con strutture rifatte o restaurate ….Molti dei fortini furono costruiti all’inizio o a metà del II secolo dopo Cristo…il limes corre da Rheinbrohl a Regensburg … Il nostro augurio è che apprezziate meglio il passato romano della Germania e viviate una splendida vancanza … ai bordi dell’antico confine dell’Impero Romano”.

The Gladiator Movie promotional poster

La battaglia iniziale del Gladiatore. Per i fanatici dei film sugli antichi Romani (tra cui si annovera il sottoscritto) nell’anno 179 dopo Cristo la fortezza romana Castra Regina (—> Regensburg) venne fondata nella provincia Raetia dalla Terza Legione Italica durante il regno dell’imperatore Marco Aurelio. Marco Aurelio combatté battaglie lungo il limes contro tribù germaniche e non. Sembra la scena stupenda della battaglia iniziale del Gladiatore, no? In realtà quella scena si riferiva probabilmente ai Germani che invadevano la Pannonia, ad est della Raetia, o che invadevano la Germania Superiore, al nordest (vedi la vita di Marco Aurelio). Ma qui non conta tanto dove avvenne la battaglia (peraltro immaginaria), quanto piuttosto l’atmosfera che il regista ha splendidamente ricreato (vedi questa mappa più grande sulla Raetia e la Germania Superior).

Recatici nella Raetia lo scorso agosto, una sorta di candido pellegrinaggio, ci siamo resi conto di come Castra Regina sia il nucleo storico o Altstadt di Regensburg (= Ratisbona, che ha ancora i resti delle torri romane). Questa città deliziosa si trova nell’Oberpfalz (Alto Palatinato).

Pfalz deriva dal latino Palatium. Ora Palatium è quasi sinonimo di Palatinus, il primo dei sette colli a ospitare le prime capanne e da cui gradatamente Roma prese forma. Luogo originario e nobile, quindi, e infatti i romani importanti cominciarono anni dopo a costruirvi fastose dimore o palatia. Ovviamente gli imperatori non potevano essere da meno. Quindi i termini palazzo (it), palace (uk), Pfalz (de) ecc. originariamente indicavano “casa importante, tipo quelle dei Romani importanti del Palatino, a volte addirittura imperatori, quindi anche reggia”. Ne consegue che Palatium (Pfalz ecc.) si riferisce in qualche modo anche a imperium (termine complicato), o luogo dove ci sono i palatia imperiali. E in effetti nelle zone tedesche del Palatinato si trovavano le varie regge degli imperatori (itineranti) del Sacro Romano Impero di Germania (Regensburg era una di queste) che si costituì dopo la drammatica fine dell’Impero Romano d’Occidente. E l’impero guarda caso risorse proprio nella Germania romanizzata per vari motivi tra cui quello che la vita non sembrava vivibile senza un Impero Romano (vedi Dante e la sua passione per l’Impero), sia pure ricreato da tedeschi romanizzati.

Come vedete tutto torna, tutto combacia. La storia è un gigantesco (tragico?) gioco a incastro.

Regensburg (Latin and Italian Ratisbona)

A Regensburg, che successivamente diverrà in prevalenza protestante, la gente ha un carattere mediterraneo allegro e spensierato che ama i caffé all’aria aperta, proprio come in Italia. “Siamo l’ultima città italiana” dicono, il che ha fatto un po’ arrabbiare i nostri amici di Monaco che sostengono di essere loro i veri italiani, perché sono cattolici, hanno i caffè all’aperto “più di loro” e sono così allegri che si mettono addirittura a ballare sui tavoli all’Oktober Fest. Forse l’hanno detto per farci piacere, ma c’è del vero, io credo. Non si spiegherebbe questo loro grande amore per l’opera (maggiore di quello nel nostro paese), per il buon vino (e non solo la birra), per l’eleganza ecc.

Parleremo di nuovo di Regensburg, in modo spero meno noioso, perché è un ottimo punto di osservazione, e naturalmente della Baviera e delle popolazioni di lingua tedesche più, per così dire, romanizzate.

PS
Non possiamo lasciare il tema del limes tedesco senza aver parlato di
Marcus Junkelmann di Regensburg, un personaggio veramente mitico. Pioniere di fama mondiale dell’archeologia sperimentale, vive in un fascinoso castello e si vocifera parli latino quasi come gli antichi romani. Storico delle legioni e dell’esercito romani, ha ricostruito le armi, l’artiglieria romana e anche le tecniche della fanteria e della cavalleria romane. Lo vediamo in una foto giù sotto; questo è il suo sito web dell’Università di Monaco, credo, e Wilfried Stroh è uno dei suoi colleghi e probabilmente anche suo amico.

Persone come loro stanno crescendo un po’ dappertutto e anche in Inghilterra la quale sta diventanto anch’essa sempre più pro Roma. Devo ancora vedere L’ultima legione. Speriamo sia un bel film. Abbiamo bisogno di immaginare, ma non in modo banale.


Marcus Junkelman clad as a Roman

Cartagine e la diffusione dell’Islam.

I territori che prima appartenevano a Cartagine, solo apparentemente romanizzati in profondità, accettarono di buon grado l’avvento dell’Islam dopo il collasso dell’Impero Romano. La cosa è significativa oltre che estremamente sorprendente. Ciò che Braudel non dice (ma che comunque conferma ulteriormente il suo pensiero) è il fatto che anche la Sicilia verrà invasa dagli Arabi di Tunisi e rimarrà sotto il dominio islamico per molti secoli. La Sicilia svolgerà un ruolo privilegiato come ponte tra Africa e Europa. E ancora, non è un caso che la Sicilia occidentale appartenesse precedentemente a Cartagine (prima della conquista romana, naturalmente).

Cartagine costituisce uno degli argomenti più affascinanti del mondo antico. La sua guerra con Roma ha qualcosa di monumentale e ce ne occuperemo in futuri post. Non siamo ancora preparati. Dobbiamo rifletterci pur avendo lavorato in Tunisia per 3 mesi. La testa comincia a farsi confusa, dobbiamo meglio organizzarci mentalmente.

Cartagine (e Annibale) furono sconfitti con onore e a causa di tale sconfitta la storia del nostro Occidente è cambiata radicalmente. Ma…è veramente così cambiata? Sì e no. Continuità e discontinuità.

Nuovi post in arrivo su Cartagine, sui mussulmani e gli Arabi, soprattutto quelli del Mediterraneo, anche se non esclusivamente. L’Islam è un altro grande vicino di Roma. Va dunque trattato con la massima considerazione.

Man of Roma

4 thoughts on “Permanenze. Il limes e Cartagine

  1. An instructive and fascinating piece of work, Giovanni. You pack so much into such a small space.

    I look forward to your insights regarding Carthage and Islam.

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