Utopian Medieval Town

Perché l’improvvisazione musicale è utopistica? Perché è un momento dello spirito che non porta da nessuna parte. Utopia è una parola greca composta da ‘ou’(= non) e ‘τόπος’ (= luogo), quindi significa ‘nessun luogo’ o ‘non luogo. Ecco perché diciamo che l’improvvisazione musicale è utopistica. L’idea, appartenente alla nostra generazione, che l’improvvisazione fosse il miracolo capace di produrre nuove visioni e scoperte musicali è infatti fallita proprio perché non ha portato da nessuna parte.

Negli anni 70 l’improvvisazione musicale come filosofia e pratica musicale ha influenzato notevolmente la musica. Essa si basa(va) su concetti come l’intuizione, l’azione e reazione immediate, e sull’idea di facoltà mentali ed emotive non lontane dallo Zen e che avrebbero dovuto favorire l’invenzione di pattern nuovi e soluzioni impensate (Wikipedia). Pare che lo Zen attraesse anche Salinger. C’è quindi un sottile legame tra questo post e quello sulle digressioni nel discorso.

In realtà a quanto ne sappiamo raramente l’improvvisazione ha prodotto qualcosa di veramente valido, tendendo il più delle volte alla superficialità complessiva dei risultati, come vediamo in moltissimo jazz. Grandi compositori e pianisti come Chopin e Liszt erano anche degli eccellenti improvvisatori ma i loro impromptus musicali raramente erano pubblicati e se lo erano venivano considarati dai loro creatori come opere di seconda categoria (ascoltate la Fantasie-impromptu di Chopin interpretata da Valentina Igoshina; è un’opera di cui Chopin non andava fiero … beh, forse non sarà molto profonda, ma certo è che Chopin è sempre Chopin … 😉 )

Nel 1975 il pianista americano Keith Jarret eseguì dei brani improvvisati alla Opera House di Colonia, in Germania. Nel venne fuori il famoso Köln Concert, una musica che mi sembra un esempio bello e appassionato di musica d’improvvisazione ma che mostra anche i suoi limiti nella ripetitività e in alcune soluzioni confuse e scontate (ne potete ascoltare l’inizio grazie a YouTube).

Un aspetto interessante dell’improvvisazione è l’alto livello di concentrazione richiesto all’artista per produrre qualcosa di decente, il che, secondo alcuni critici, può favorire un rapporto speciale, di empatia, con il pubblico. Ma la stessa cosa avviene durante un’esecuzione ispirata, da parte di un valido interprete, di musica composta, di musica cioè pensata, costruita precedentemente, e non scaturita estemporaneamente. Un grande interprete infatti è in grado di rivivere con sempre rinnovata freschezza un’opera composta anche secoli addietro riuscendo così egualmente a coinvolgere il pubblico in maniera estemporanea e empatica, con in più il valore aggiunto di presentare opere più profonde e assai migliori quanto a costruzione, idee, pensiero.

Insomma, il processo di costruzione compositiva produce secondo noi risultati migliori rispetto a quelli prodotti dall’improvvisazione, e questo vale anche per altre arti, il teatro, la danza, la letteratura o la retorica (ovvero l’arte del persuadere parlando o scrivendo): Cicerone e Giulio Cesare preparavano accuratamente i loro discorsi, anche se all’occasione erano in grado di improvvisare.

Ciò non toglie che l’improvvisazione rimanga un validissimo strumento creativo. Possiamo esplorare fantasiosamente il mondo sonoro con i nostri strumenti musicali o parlare al microfono di un computer in cerca di idee per i nostri scritti. Il risultato di tali divagazioni va poi però vagliato in un attento processo di post-produzione. Tale risultato deve, in altre parole, esser depurato da ogni scoria e deve venir inserito coerentemente nel processo compositivo.

Man of Roma

One thought on “Perché l’improvvisazione musicale è utopistica

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s