Women wrestling. Fair use

Vediamo allora questi artefatti trovati a Pompei, che tanto scandalizzarono i Vittoriani (vedi il nostro primo post sul sesso a Roma). Nascosti in un locale segreto del Museo Nazionale di Napoli, dei migliori di essi (60, con annesse riproduzioni litografiche) fece un interessante resoconto un autore sconosciuto (se non sbaglio il colonnello Fanin è solo un nome inventato). Tale testo venne pubblicato clandestinamente nel 1816 da un antiquario francese, un certo Stanislas Marie César Famin, grazie all’aiuto dei Napoletani e in un’edizione con numero limitato di copie (un francese e i cugini greci dei Romani, i Napoletani: che accolita di ragazzacci, non vi pare?).

E’ affascinante, oltre che comico, il terrore con cui il testo venne accolto nell’Ottocento. Tutte le copie originali rinvenute vennero distrutte dalle autorità francesi, ma sappiamo che almeno due ne sopravvissero. Una fu celata in uno scrigno segreto del British Museum; un’altra finì alla Biblioteca del Congresso di Washington, la più grande biblioteca del mondo. Sono però convinto che qualche altra copia sia nascosta gelosamente nella casa di qualche grande famiglia o magnate.

Nel 1871 il libro venne anche tradotto in inglese e il nuovo testo andò incontro a varie vicissitudini, fu ripubblicato in edizioni pirata superproibite e adesso lo si trova anche su Internet. Il problema è che le immagini del testo elettronico provengono da un’edizione pessima con separazioni dei colori veramente dilettantesche (ne esiste un’edizione italiana? Non so, ma la Chiesa cattolica è molto potente, arriva dovunque e teme ancora molto il sesso).

Non vi faremo vedere tutte le litografie e i commenti relativi. Potete andare su Internet a vederveli voi stessi (i testi però sono in Inglese). Commenti bellissimi, direi, e che denotano cultura e erudizione di alto livello. L’autore sembra combattuto tra la curiosità pruriginosa, l’ammirazione e la condanna. Qui sotto la Tavola VI (Invocazione a Priapo) riproduce un basso rilievo in cui una coppia compie a casa un sacrificio al dio Priapo.

Plate VI (Invocation to Priapus)

Ecco il commento dell’autore: “TUTTO in questo basso rilievo indica una scena familiare, un atto di candore religioso e non un’orgia disgustosa. La coppia sposata, vestita con la decenza concessa dalla natura del sacrificio che si accinge a celebrare, sembra chiedere al dio che presiede alla fertilità di porre termine a una sterilità infelice; i gesti espressivi della donna, soprattutto, motivano tale spiegazione. Il consorte è intento a dispiegare una tendaggio per celare a occhi profani i misteri del sacrificio…”.

“Il dio, rappresentato dall’immagine di un uomo calvo e barbuto, è collocato su una piccola colonna di fronte alla quale notiamo una specie di altare allestito in fretta dalla coppia di sposi e su cui sono state deposte foglie di quercia e la pigna che sormontava il tirso delle sacerdotesse di Bacco”

L’immagine della tavola XLVIII ( 48 ) riproduce un affresco di Pompei. E’ molto più erotica e egualmente insolita rispetto ai costumi sessuali odierni.

Plate XLVIII (48). Spinthria

“Una giovane e attraente coppia di sposi gioca amorevolmente su un piccolo letto. Una lampada accesa mostra che la scena ha luogo di notte … il giovane è sdraiato con noncuranza sulla schiena, mentre la compagna consenziente gli è sopra a cavalcioni e svolge il ruolo più attivo. Nello sfondo la schiava cubicolare [serve i padroni nella stanza da letto, da cubiculum, stanza da letto] che guarda attentamente il voluttuoso passatempo e sembra persino avere un’espressione eccitata”.

Masturbabantur phrygii post ostia servi,
Hectoreo quoties sederat uxor equo”.

Beh, non traduco i due versi del poeta Marziale ma lo schiavo cubicolare era usanza comune e doveva accudire i padroni giorno e notte. Scene di questo tipo sono state realizzate nella serie televisiva Rome prodotta nel 2005 dalla HBO/BBC, una fiction sull’ascesa e la caduta di Giulio Cesare. Le gente nel mondo è rimasta per lo più scioccata da queste e altre scene di sesso, anche coloro che hanno lodato la serie (in molti l’hanno lodata, tra cui i critici). Un ottimo esperimento, a mio avviso, con il fine di mostrare divertendo parti della storia romana assieme a costumi pre-cristiani (sessuali e non). Purtroppo il secondo aspetto non ha salvato la serie poiché il primo si è rivelato troppo pesante per un pubblico prevalentemente incolto. Una produzione che mi è veramente piaciuta – una delle migliori e più raffinate ricostruzioni dell’antica Roma – e che raccomando vivamente.

HBO/BBC television series Rome

“Questo affresco – torniamo al nostro autore misterioso – non è privo di merito quanto all’esecuzione. La donna appare forte e dalle belle forme; i capelli biondi le cadono in riccioli ondulati sulle spalle. L’uomo è privo di barba, è alto e in ogni cosa appare giovane focoso e nel pieno dell’età. Il letto, non adatto a questo genere di sport, è …. sostenuto da quattro gambe troppo esili per resistere a lungo se non fossero di ferro, un costume che si è tramandato fino ai nostri giorni nel Sud dell’Italia. E’ nondimeno possibile che questo tipo di mobilio … fosse costituito da un materiale addirittura più prezioso dell’oro poiché nel periodo del declino, a cui questo dipinto appartiene, il lusso era giunto a tal punto presso i romani che sorpassava persino le storie più meravigliose dei poeti d’Oriente”.

Il colonnello Fanin a mio parere cerca qui di giustificare gli sfrenati costumi dei romani con il concetto di declino, ma è da notare che Roma ai tempi della distruzione di Pompei era invece all’apice della sua potenza, altro che declino. Egli poi fa un altro errore relativo al colore dei capelli delle donne romane (gli storici hanno ormai appurato che i colori dei capelli dei romani erano di vario colore). “Le signore romane attribuivano grande valore ai capelli biondi, nonostante la Natura avesse donato loro dei meravigliosi capelli di colore nero. Era in effetti loro costume rasarsi la testa e coprirla con capelli chiari, che le giovani della Germania e della Gallia vendevano loro a prezzi favolosi”.

lupaottimigut1.jpg

Infine ecco un’immagine vivida della ricchezza sfrenata dei romani: “Ogni contrada del mondo conosciuto contribuì a servire lo sconsiderato e folle lusso dei romani. L’India inviava loro collane di perle raffinate e del valore di numerosi milioni di sesterzi; l’Arabia i suoi più dolci profumi; Alessandria, Tiro e l’Asia Minore preziosi broccati trapunti di oro e seta; Sidone i suoi specchi di metallo e vetro. Altre nazioni inviavano a Roma porpora, oro, argento, bronzo e ogni prodotto sia dell’arte che della natura, i vini più preziosi e gli animali più rari. All’epoca del secondo Scipione uomini di grande autorità vennero visti dilapidare le proprie sostanze con favoriti/e, altri con cortigiane, o in concerti e festini dispendiosi avendo assorbito i gusti greci nel corso delle guerre persiane; tale disordine divenne follia presso i giovani”.

Man of Roma

ψ

Altri post della serie:

Sex and the city (de Roma). 1
Sex and the city (de Roma). 2
Sex and the city (de Roma). 3
Sex and the city (de Roma). Conclusione?

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