Piazza Santa Maria, Trastevere main square. Low_ res. Fair use

Gli artisti tendono a provare tutte le esperienze. Vogliono osare oltre la normalità e l’ordinarietà. L’uso delle droghe nel senso del mental trip, del viaggio della psiche, è stato un percorso esplorativo che molti artisti e scrittori hanno abbracciato, da Baudelaire a Sartre a tanti altri, dalle esperienze e teorizzazioni del 68 americano, con figure della contro-cultura come Timothy Lear and Ken Kesey, fino ad oggi.

“Hey! Mr. Tambourine Man
Play a song for me ….
Take me on a trip upon
Your magic swirlin’ ship
My senses have been stripped ..”

Bob Dylan qui si riferiva probabilmente a sue esperienze con l’LSD.

Bob Dylan and Joan Baez. 1963. Public domain

Tanti anni fa un’attrice americana di teatro viveva in un piccolo appartamento a Trastevere. Era un’epoca in cui il rione cominciava appena a farsi trendy. Durante un piccolo party tra amici, mentre gustavamo placidi un buon rosso novello, fu colta come da un momento di ispirazione e si mise a parlare di Shakespeare e di come egli fosse in grado di esprimere tutte le sfumature dell’animo umano, positive e negative, perché con tutta probabilità le aveva in effetti vissute tutte, non poteva che essere così – diceva – perché quello che scriveva era troppo vivido, troppo vero, dagli orrori più agghiaccianti fino alla grazia, alla gioia e alla poesia meravigiosa dell’amore giovanile. Un artista quindi doveva comportarsi nella vita alla stessa maniera. Doveva cioè vivere tutto, anche fino ai livelli più estremi.

Logo of rione Trastevere

Ed effettivamente cercò di seguire tale principio. La sua vita cominciava lentamente a disfarsi mentre la sua recitazione ne guadagnava in intensità e verità, come ci fosse proprio una relazione tra le due cose, tra il provare tutto – la sofferenza estrema, la gioia pura e la trasgressione, forse meno pura -, da una parte, e l’intensità e potenza della recitazione, dall’altra.

I suoi occhi vivi di americana di origine campana sembravano esprimere tutte queste cose. Erano gli occhi antichi e complessi di una Anna Magnani di Chicago.

Roman actress Anna Magnani. Fair use

Ammirate gli occhi intensi di Anna Magnani. Mostrano la forza e la dignità che può ancora avere una romana contemporanea. Vi mostreremo immagini migliori se possibile. Anche l’attrice americana aveva una sua intensità notevolissima. Abbandonata in seguito la fase sregolata della sua vita, ritornò a Chicago e vive oggi da anni una vita felice e fruttuosa.

La cugina greca di Roma:
Νέα Πόλις

Ammiriamo e ascoltiamo allora Anna verrà, una canzone molto bella composta e cantata dal canzoniere e musicista pop-blues Pino Daniele, di Napoli, una città di cui dovremo riparlare perché è la cugina greca di Roma (il nome Napoli deriva dal greco Νέα Πόλις, ovvero città nuova). La canzone è dedicata appunto ad Anna Magnani.

Pino Daniele. Low res. Fair use


Anna verrà
col suo modo di guardarci
dentro …
noi che ci emozioniamo
ancora davanti al mare.
Anna verrà
e sarà un giorno
pieno di sole …
Anna verrà
col suo modo di rubarci
dentro …

PS
Permanenze. Roma ha uno speciale rapporto con la Campania. Là era Cuma che fondò Napoli e che fu la prima colonia greca in terraferma in Italia. In quelle aree elleniche così relativamente vicine, in cui più tardi romani eminenti come Cicerone ebbero le loro ville (il clima e la vita vi sembravano ideali), in quei luoghi meravigliosi cioè Roma ebbe il suo primo incontro con i Greci, un fatto le cui ripercussioni sulla storia successiva sono enormi. Parlando di permanenze, tale rapporto tra le cugine è vivo oggi ancora, fatto di simpatia, di radici comuni e comune sentire; e soprattutto di quella mutua comprensione di due identità che sono diverse ma che si attraggono, eternamente, l’una verso l’altra.

La bella canzone di Pino Daniele (dall’album Mascalzone Latino, se non sbaglio) ci piace immaginare sia un diretto omaggio a Roma da Νέα Πόλις. Roma, ci piace sempre immaginare, onorata, ricambia.

lupaottimigut1.jpg

Man of Roma

One thought on “Provare tutto

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