Church of Santa Maria di Plestia, Serravalle del Chienti. Click for credits

Il secondo stralcio dalle memorie di Carlo Calcagni, romano autentico nato quasi un secolo e mezzo fa. Il testo può anche essere letto in una traduzione in inglese.

La mia dunque era una famiglia molto numerosa: 6 figli grandi e grossi che avevano bisogno di tante cose per crescere, per essere nutriti, vestiti, calzati, educati e istruiti. E invece se come nascita, parentela, condizione mio padre era certamente al di sopra della media, assai superiore, come risorse finanziarie era veramente sprovvisto di tutto che non fosse lo strettissimo quasi troppo stretto necessario. Perché? Come? Non lo so bene perché, non me lo hanno mai detto, mio padre cercava di sorvolare su questo tema.

A Noble Guard of the VaticanAnticamente la famiglia aveva possedimenti di terre in quel di Velletri, dove esiste nelle vicinanze della città un colle che si appella tuttora Colle Calcagni e un palazzo a Roma presso la piazza Nicosia, il rispettabile e bell’isolato che è ora il palazzo Cardelli. Mio nonno, il conte Filippo Calcagni, ingegnere, era stato guardia Nobile di S.S [vedi a sinistra un’immagine di guardia nobile]. A un certo punto diede le dimissioni dal Corpo e intraprese la carriera libera e diventò tra l’altro ingegnere dei SS. Palazzi.

Quando Gregorio XVI fece il viaggio per le province del suo Stato, l’ingegnere di Palazzo fu incaricato di ispezionare le strade che il Papa avrebbe dovuto percorrere. Per la lunga discesa che da Serravalle del Chienti va giù fino a Tolentino mio nonno ebbe un incidente di vettura, mortale.

Il cavallo si diede alla fuga per la discesa. Erano in due sulla vettura, uno rimase fermo attaccato alla carrozza inchiodato dallo spavento: mio nonno invece per salvarsi saltò giù a terra, ma batté il capo e rimase tramortito. Non morì sul colpo. Dopo qualche giorno una settimana forse morì tra le braccia della moglie corsa al suo capezzale ma senza aver ripreso conoscenza. E’ sepolto nella chiesa di Serravalle; una grossa lapide a mezzo della parete sinistra entrando rievoca (…) in stile (…) enfatico il triste caso. Mia nonna, contessa Carlotta Negroni, aveva allora soli 23 anni, aveva soltanto papà di 3 anni ed era incinta di mia zia Maria (…)

Mio padre dunque non ha avuto educazione dal padre ed è vissuto tra la madre vedova inconsolabile (…) e la sorella Maria per la quale aveva una vera adorazione, un feticismo bene spiegabile. Beni di fortuna nulla, o pochini avuti dai parenti ricchi, pure pochini assai credo, e certa e sicura invece una condizione assai grama: quella disagiata e penosa dei parenti poveri.

Naturalmente – e si spiega bene – tutte le cure e gli aiuti morali e materiali dei parenti ricchi erano per la femmina, zia Maria, molto giovane e molto bella; il maschio Nino, mio padre, avrebbe fatto da sé.

E infatti fece da sé: a 19 anni appena finiti e non completati gli studi al famoso Collegio Romano, studi di grammatica, rettorica, filosofia e umanità, fece domanda per entrare nel Corpo della Guardia Nobile di S. Santità. La sua domanda fu accettata.

The emblem of the Trastevere rione

Traduzione in inglese

One thought on “Calcagni. Morte improvvisa del nonno. Il padre cresce da sé (2)

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