Permanenze dell’antichità. Il Vesuvio ci esplode addosso? “E c’amma a fa. Se è destino …”

ll Vesuvio visto da Pompei, distrutta nell’eruzione del 79 d.C
ll Vesuvio visto da Pompei, distrutta nell’eruzione del 79 d.C. Foto di Morn the Gorn – Own work, CC BY-SA 3.0. https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=7919520

Scrivevo nel post (H)omo de Roma: “Ammettiamolo. In aree centrali e soprattutto meridionali del nostro paese persistono abitudini, mentalità […] i cui svantaggi nei confronti della modernità sono evidenti. Sono solo svantaggi?”.

Vogliamo avere un esempio lampante della permanenza dell’antico, e solo nei suoi svantaggi? Eccolo: il modo di prepararsi alle eruzioni dei pur meravigliosi napoletani.

disastro annunciato

Il disastro è annunciato: i Campi Flegrei con la loro grande caldera (un vulcano, in sostanza) si sollevano, l’eruzione del Vesuvio (un altro vulcano) potrebbe colpire da un momento all’altro, i vulcanologi di tutto il mondo nonché la protezione civile campana (cfr. Cities on Volcanoes 10 tenutosi il 2-7 settembre 2018 a Napoli) parlano della NECESSITA’ ASSOLUTA di costruire meglio e soprattutto fare tante esercitazioni in vista di un esodo (per i paesi vesuviani e flegrei) calcolabile in ben 700.000 persone (50% della popolazione!).

Vesuivio_Eruzione_26.04.1872
Eruzione del Vesuvio del 1872, con distruzione dei paesi di Massa e San Sebastiano al Vesuvio. Giorgio Sommer – Scansione personale, Pubblico dominio. Wikimedia, click on picture for credits. https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=737284
Una domanda percorre il pianeta

Bene, cosa fanno i raffinati (e dei romani più intelligenti ) napoletani??

Visi e volti, nell’Italia e nel mondo, si scrutano preoccupati e s’interrogano:

   Che diavolo fanno i Napoletani???

Le risposte dei partenopei, spesso bisbigliate nei bar e pub romani, giungono in ordine sparso:

“E c'amma fa' ..." "E' esercitazioni portane male!" "A cche serve u pparlà? E' già tutto scritte! (1)”

E accarezzano il corno.

Corno portafortuna

Nota 1. A parte il corno, che così rosso secondo molti studiosi è il membro eretto del dio Priapo (lo si accarezza per fortuna, forza, fecondità), “è già tutto scritto” lo si dice spesso. E in effetti a volte pensiamo:

“Se la mia amica non mi avesse telefonato non sarei andata/o in quel bar; non avrei conosciuto il ragazzo (o la ragazza) con cui poi mi sono sposata/o; non avrei generato figli e nipoti i quali a loro volta non genereranno ecc. Eppoi se la mia amica non mi chiamava magari era perché era indisposta: per condizioni atmosferiche sfavorevoli (o astrali, vai a capire) che avrebbero potuto farla ammalare e impedirgli di fare appunto la “fatidica” telefonata di invito”.

Fatidico deriva dal latino fatum (da fari=dire). Il Fato infatti è “ciò che è detto e che non può essere mutato”, il più delle volte nemmeno dagli dei.

Ecco le radici culturali nostre (vedi sotto nota 2), le “permanenze dell’antichità” nei nostri cervelli! Ecco il senso di quel “è già tutto scritto”.

Vediamo meglio.

Romani e Greci essendo collegati, le Moire erano le dee greche del destino o fato, che i Romani chiamavano ParcaeFata, appunto. Le parche greche per Esiodo erano 3 (per Omero una) tra cui Κλωθώ o Cloto (=la filatrice). Essa è particolarmente significativa per il nostro discorso in quanto gestiva i fili, cioè l’intrecciarsi delle cause che collegano tutto, i mille fili dunque con cui si crea la trama che ci condiziona e si connette (ed è connessa) all’intero universo.

Il neoplatonico Plutarco (o pseudo, non mi interessa qui) nel suo breve testo sul Fato, è chiaro, e super poetico.

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Riporto invece Marco Aurelio, imperatore romano e filosofo stoico (neoplatonici e stoici avevano una visione simile del fato; Epicuro no: non c’è destino né fine nell’universo, che è aggregato pazzesco di atomi) che in greco scrisse delle meravigliose meditazioni (bestseller oggi!) – testo greco: Τὰεἰς ἑαυτόν; testo italiano:

III, 6. “Il destino dato a ognuno è trascinato nel movimento globale e a sua volta trascina”. IV, 4. “Qualcosa ti è accaduto? Bene: tutto ciò che ti accade fin dall’inizio era stato ordito, in tutto l’universo, per esserti dato e allacciato alla tua vita”. IV, 34. “Abbandonati spontaneamente a Cloto, lasciando che ti tessa con qualsiasi evento voglia”.

Più chiaro di così.

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Giorgio: “E le altre due Moire o Parche?”

MoR:Lachesi, che decide la sorte di ognuno. E Atropo, terribile, che taglia il filo della nostra vita quando le pare e piace”.

Giorgio: “E siamo spacciati”.

MoR: “Così pare”.

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Nota 2. Il fato germanico. Per l’Europa, quanto al Destino, esiste non solo il retaggio greco-romano ma anche quello germanico: secondo la mitologia norrena (scandinava, vichinga) esistono le Norne, fanciulle che tessono i fili del destino ai piedi del grande frassino (tasso? quercia?) detto Yggdrasill.

Beh, avendo due generi, uno sannita e uno anglo-vichingo (Isola di Man) devo tener conto di entrambi, no? 😉

Greci e Romani ci parlano ancora. Settimana Stoica a Londra il 1 ottobre 2018

Modern Stoicism

Incredibile il lavoro che questa gente sta facendo sulla filosofia stoica, una filosofia estremamente pratica e con i piedi per terra. Guardate questa impressionante lista di articoli.

Come italiani dovremmo essere fieri del successo internazionale (non solo anglosassone) di questa filosofia, visto che tali idee, nate in terra greca 2300 anni fa, sono poi fiorite a Roma (Seneca, Musonio Rufo, Epitteto e Marco Aurelio) e da Roma successivamente trasmesse a tutto l’Occidente.

Se Meredith Kunz me ne dà il permesso tradurrò qualche altro articolo di questa perspicace “mamma stoica” californiana.

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Dal 2012 si tiene ogni anno lo Stoicon, nella cui cornice (se ho ben capito) si svolge la Settimana Stoica organizzata dal gruppo Modern Stoicism. Vi partecipano, con conferenze e workshop, fior fior di studiosi e appassionati di questa arte del ben vivere. Nel 2018 la Settimana Stoica si terrà dall’1 al 7 ottobre a Londra. Qui i dettagli.