Conversazione con dei nord-americani sugli ex-voto e altre cose

Essendo il brano precedente tratto dal mio vecchio blog in inglese riporto qui alcuni commenti di lettori nord-americani (argomenti simili sono trattati in un altro brano – Italiani gente aliena – pubblicato su The Notebook il 26-02-2017).

Ψ

Paul Costopoulos. Gli Ex-voto non sono soltanto italiani. Per esempio nel St-Joseph’s Oratory, sul Montroyal a Montreal, migliaia di stampelle, bastoni, corsetti e altre protesi sono appese in segno di gratitudine per le grazie attribuite a St-Joseph o a padre André. Molti oggetti sono donati anche da pellegrini provenienti dagli Stati Uniti.
Pagane o non pagane, sono espressioni di fede popolare nella divinità.

MoR. Non volevo dire che gli ex-voto sono unicamente italiani. Solo qui in Europa molte chiese di paesi diversi mostrano ogni genere di ex voto.

La reazione del clero cattolico degli Stati Uniti non riguardava solo gli ex voto quanto piuttosto l’intera religiosità del Sud d’Italia, molto diversa da quella polacca, tedesca o irlandese: l’uso di vino e birra durante le devozioni, il camminare a piedi nudi fino al santuario partendo da Brooklyn, in segno di penitenza e rispetto, il che a volte comportava che delle donne strisciassero sulle mani e sulle ginocchia in direzione dell’altare, ‘trascinando la lingua sul pavimento durante il percorso’ – come Robert Anthony Orsi riferisce a pagina 11.

Paul. Concordo sulla stranezza di alcuni rituali italiani. Assistere ad alcune processioni religiose qui a Montreal – Sant’Antonio per esempio – era bello come una festa, con le bande, la statua fregiata di fili su cui i devoti infilavano banconote in dollari di vario genere, prima che esistessero le monete da 1 e 2 dollari, naturalmente.

MoR. Questa ‘stranezza’ – scrive Orsi – portò a uno scontro tra papa Leone XIII e la gerarchia cattolica americana, in quel momento prevalentemente in mani irlandesi. Il papa sostenne gli italiani in modo accorto (non voleva essere accusato di favorire culti pagani) e Mount Carmel a East Harlem divenne così un santuario ufficialmente riconosciuto.

Dafna. Ciao MOR. Ho visitato questa mostra in Ohio: Treasures of Heaven.

Era … beh, tutte le cose che dici. Interessante, strana, pagana, fantastica, illuminante. Ma non valeva il prezzo dell’ingresso.

[…] Ho un rosario di cristallo con il timbro “Roma” sul Cristo che trovo mistico.

Jenny. Il tuo blog mi fa spesso pensare ad alcune peculiarità della mia città natale in Pennsylvania. Una città dominata dai cattolici, come credo di aver detto precedentemente.

Probabilmente ho anche già detto che la nostra città rurale di 16.000 abitanti aveva tre chiese cattoliche e, naturalmente, tre cimiteri cattolici. Tre istituzioni separate, perché (Dio ci aiuti!) i cattolici polacchi non volevano avere niente a che fare con i cattolici tedeschi, e nessuno dei due voleva avere niente a che fare con i cattolici italiani. Luoghi indipendenti di culto e (naturalmente) cimiteri diversi. Non lasciamo che le nostre ossa si mescolino. Forse, ora me ne rendo conto, uno dei motivi è ciò che descrivi in questo post.

MoR. A questo [gli italiani considerati ‘superstiziosi’ dai polacchi ecc.], Jenny, dobbiamo penso aggiungere che i popoli del Mediterraneo da un lato, e la gente del centro e nord Europa, dall’altro, sono profondamente diversi (il clima, la distanza da quel sorprendente crocevia culturale che fu il Mediterraneo, ecc): questi ultimi si sono civilizzati molto più tardi (hanno cioè più tardi sviluppato una cultura più complessa) e ciò è avvenuto contemporaneamente alla loro cristianizzazione (il che li ha resi cristiani più convinti, credo).

Mi limiterò a citare il caso polacco. Tribù pagane primitive fino al X secolo d.C., hanno accolto la civiltà occidentale e il cristianesimo da allora in poi.

Gli italiani del Sud e non solo, invece, erano anch’essi pagani ma altamente civilizzati già diversi secoli prima di Cristo. Più di 1000 anni, dunque, rispetto ai polacchi. Quando il cristianesimo arrivò in Italia (III-IV sec. d.C.) gli italiani erano così profondamente pagani e figli di una civiltà non primitiva ma complessa e pagana che i loro costumi non poterono essere interamente cancellati: di qui dunque la ‘stranezza’ delle loro devozioni, per polacchi, tedeschi, irlandesi ecc.

Gli italiani sbarcati in America alla fine del 1800 sembrarono dunque agli altri cattolici come provenienti da un altro pianeta.

Joseph Sciorra. Un articolo meraviglioso! Sono il co-curator e co-editor della mostra e del catalogo dal titolo “Grazie ricevute: ex-voto italiani dipinti e in metallo.” La mostra apre il 16 settembre 2011 e rimarrà aperta fino al 25 maggio 2012 alla galleria di midtown Manhattan, all’Istituto Italo Americano John D. Calandra. I tre articoli del catalogo narrano la storia degli ex-voto, la loro collocazione all’interno del pensiero cattolico, la loro creazione e utilizzo da parte degli italo-americani e infine il significato sociale degli ex-voto al di là del loro originale contesto religioso, come pezzi da collezione, in particolare, e come ispirazione per artisti qualificati.

Ecco un sito web di riferimento.

MoR. Ciao Joseph, grazie della visita. Esplorando il sito web dell’Istituto John D. Calandra voglio dirvi che state facendo un bellissimo lavoro. Mi è piaciuto molto, per esempio, l’Italian-American magazine show, Italics.

Gli Italiani del Nord America sono interessanti per noi qui in Italia non solo per motivi sentimentali ma anche perché costituiscono come un ‘ponte’ per meglio comprendere il Nuovo Mondo. Sembrano inoltre conservare tratti culturali spesso scomparsi qui nella Penisola.

Ciao e buon lavoro,

MoR

Gli antichi siamo noi (2)

Il seguito del brano precedente in cui si discute il tema del cambiamento e della continuità nella storia.

Ψ

MoR
Sì, c’è continuità anche in Nord America, Paul, le vostre radici e lingue vengono da qui, i vostri monumenti si ispirano a quelli europei. Ma gli europei che attraversarono l’oceano fuggivano soprattutto l’ingiustizia e desiderosi di cambiare trovarono società nuove in cui storia e costrizioni erano meno pesanti. Ciò naturalmente ha liberato energie, ma potrebbe anche essere il motivo per cui ogni volta che dico che il passato continua nel presente voi del Nuovo Mondo scuotete la testa e dite: ‘No, non è così rilevante’.

Voglio dire, non si tratta solo di una storia più breve, è questa cosa del nuovo: il Nuovo Mondo è stato eretto in nome del cambiamento. Quando un edificio diventa vecchio lo buttate giù, mentre qui ci teniamo quasi tutto, persino le schifezze. Una metafora, in qualche modo.

La storia da noi è più ampia e questo implica pro e contro. Alcune zone d’Italia sono forse al di là d’ogni redenzione per questo motivo (inadeguatezza alla modernità, corruzione ecc.) ma lasciateci l’entusiasmo di camminare sulle stesse strade percorse da Giulio Cesare e da Marco Aurelio, o la soddisfazione che le antiche fognature degli antichi Romani (come la Cloaca Maxima) funzionino ancora bene.

Nella mia famiglia c’è la tradizione di andare all’Ospedale Fatebenefratelli sull’Isola Tiberina. Mio padre si è operato lì più volte e mia moglie vi ha partorito le nostre figlie. Ora il caso ha voluto (ma è un caso?) che questo fosse un luogo di guarigione sin dal 293 a.C., quando vi fu eretto un tempio a Esculapio, il dio romano della guarigione. Quando 600 anni dopo il cristianesimo prese il sopravvento il luogo di guarigione rimase, sia pure in modo intermittente, e successivamente, nello stesso luogo del tempio, venne costruita una basilica dedicata a San Bartolomeo (santo da allora associato alla guarigione di alcune malattie).

I bassifondi della Roma antica, la Suburra, erano pieni di locali che oggi chiameremmo “a luci rosse”. La Suburra, che corrisponde in parte al rione Monti, conserva ancora locali del genere, dall’antichità fino ad oggi (in via Dei Capocci, per esempio) e la polizia per lo più chiude un occhio forse in omaggio a una tradizione millenaria. Naturalmente, quando durante il fascismo la prostituzione era legale, i bordelli vi fiorivano.

La basilica di Santa Maria sopra Minerva a Roma e l’area del grande Tempio di Artemide a Efeso (oggi in Turchia) sono altri due esempi interessanti perché seguono uno schema simile di continuità nel cambiamento.

L’egiziana Iside, dea della fertilità, è stata affiancata, o seguita, dalla Minerva romana (o viceversa). Minerva, dea vergine, fu poi sostituita da Maria, anch’essa vergine, nella basilica successivamente dedicata a lei, Santa Maria Sopra Minerva.

Allo stesso modo, ma su scala molto più grande, il santuario di Efeso dedicato ad Artemide, la dea greca della caccia, della nascita, della verginità e della fertilità. Il luogo era molto famoso, uno dei più grandi santuari dell’antichità e una delle Sette Meraviglie del mondo antico. La gente accorreva a venerare la dea. Purtroppo quel meraviglioso tempio venne distrutto in una serie di incendi.

E’ però sorprendente che non lontano da quel luogo si credette pochi anni dopo che Maria, la madre vergine di Gesù, vi trovasse l’ultima dimora. Per questo motivo si ristabilirono di nuovo pellegrinaggi con i devoti che si recavano a venerare non più la vergine Artemide ma la vergine Maria, e anche recentemente il luogo è stato visitato da tre papi che hanno ripercorso un sentiero di pellegrinaggio antico di millenni.

Artemide, Maria. Un esempio interessante di continuità nel cambiamento, mi sembra.

Ψ

Riassumendo, Paul, ciò che voglio dire è che elementi culturali (religiosi ma non solo) continuano senza interruzione a fluire nella storia dall’antichità al presente e che qui, più che nel Nuovo Mondo, sentiamo che sono intorno a noi, che fanno parte della nostra profonda identità. Il che anche ci schiaccia un poco, senza dubbio.

Ci sarà un motivo per cui siamo chiamati il Vecchio Mondo: non siamo tutti delle mummie un po’?

Gli antichi siamo noi (1)

Un altro scambio con Paul, canadese di origine franco-canadese e greca, partito dalla nobile morte degli stoici e poi approdato alla religione, al Vecchio e Nuovo Mondo e al tema del cambiamento e della continuità nella storia.

Ψ

Paul
Quanto all’Antichità, per quanto rispetto possa avere per quell’epoca e la sua gente io ritengo che i costumi allora correnti non siano rilevanti oggi.

MoR
Beh, non so Paul. Qui in Europa la secolarizzazione avanza, la gente cerca di capire quali siano i valori importanti e talvolta si abbracciano credenze strane (hai mai sentito parlare dei templi di Damanhur nel nord Italia?)

Personalmente (e non sono certo un neo-pagano) preferisco tornare alle nostre radici greco-romane, il che non è esercizio sterile, il pensiero antico essendo totalmente incorporato nel pensiero moderno. Quanto allo stoicismo (cfr. un brano precedente), l’uguaglianza e la fratellanza degli uomini o la legge naturale sono elementi della sua eredità. E vorrei avere conoscenze più ampie per poterti dire quanto la costituzione americana sia antica.

Anche le mie scorribande in vari settori della scienza mi hanno portato recentemente a stabilire una connessione tra Pitagora e le teorie moderne dell’universo. Possiamo ‘dar senso’ all’universo, dissero sia Pitagora che Einstein. C’è affinità tra la nostra razionalità (matematica ecc.) e l’universo? Tema affascinante.

Voglio dire, siamo NOI gli antichi, Paul …

Paul
Quanto ad essere antico la nozione è intrigante. Immagino che alcuni dei valori a cui aderisco possano rendermi antico, ma mi sento anche moderno e in sintonia col mio tempo. E sono sicuro che questo valga anche per te altrimenti che ci staremmo a fare qui.

MoR
Anch’io mi sento moderno e penso che siamo fondamentalmente d’accordo. Anche se credo ci sia almeno una differenza tra noi: vivendo su due sponde diverse dell’Atlantico possiamo avere una diversa percezione di ciò che è cambiamento e continuità nella storia.

Paul
Per quanto riguarda la continuità, su questa sponda dell’Atlantico, come dici, continuiamo a parlare lingue europee. Studiamo la storia europea poiché le nostre radici sono lì. Anche i nostri monumenti sono spesso ispirati all’Europa: per esempio la cattedrale cattolica a Montreal, Marie-Reine-du Monde, è una copia ridotta della Basilica di S. Pietro, comprese le colonne tortili del baldacchino di Bernini sull’altare.
Guardiamo alla diversità e allo sviluppo con meno apprensione di voi e più facilmente mettiamo in discussione il passato, che pesa meno su di noi. Cosa sono pochi secoli rispetto ai 3000 anni di Roma? Non possiamo certo dire come il Ministro degli Esteri serbo durante la più recente guerra dei Balcani: “Il mio paese ha troppa storia!”

[vedi la seconda parte]