Reagan assassination attempt. Public domain

Prima di arrivare agli assassini cerchiamo di pazientare e di considerare il concetto di improvvisazione letteraria. Lo so che sono tremendamente palloso ma vi prometto in questo post sangue sangue e ancora sangue, e poi la relazione tra letteratura e vita sociale essendo complessa dovremo prima girovagare un po’ e solo dopo ci potremo concedere un po’ di bassa macelleria 😉 .

L’improvvisazione letteraria non è distante da quella musicale, trattata in un post precedente, e non la definiremo perché si definisce da sola.

Nota 1. Il flusso di coscienza di James Joyce si può accostare a quanto detto sopra (cioè l’improvvisazione letteraria, tanto perché non ci siano fraintendimenti 😉 )? Difficile a dirsi. Non credo che ne sia lontanissimo. Gli scrittori però a volte costruiscono sapientemente ciò che appare spontaneo, anche se nella letteratura ciò che conta è il risultato finale. Un testo funziona o non funziona.

Connetteremo invece l’improvvisazione letteraria con l’improvvisazione orale e la digressione ricordando ancora una volta il bel brano di J. D. Salinger in cui Holden Caulfield, l’adolescente protagonista di The Catcher in the Rye (Il Giovane Holden, in italiano), doveva subire la lezione di oral expression (esposizione orale), che consisteva nel fare parlare il ragazzo di un qualsiasi argomento, e se poi andava fuori tema tutti i compagni gli gridavano fortissimo: “Digression!!” (fuori tema!!). Holden amava invece i discorsi pieni di digressioni, mentre i suoi professori volevano che egli stick to the point, rimanesse cioè sempre in tema. Lo stesso romanzo sembra in effetti scritto con una tecnica se non proprio del flusso di coscienza certo ricchissima di digressioni, fatti nei fatti e idee nelle idee. Ciò conferisce al tutto caotica freschezza e rende benissimo una mente adolescenziale che è certo poco disciplinata, magari anche turbata (Holden era decisamente un po’ disturbato) ma vivace e scoppiettante.

Nota 2. Anche qui il romanzo sembra perfettamente spontaneo ma sono sicuro che sia stato sapientemente costruito dallo scrittore.

Il romanzo di Salinger è stato canonico non solo per i dizionari americani di slang (e considerato un classico della letteratura) ma anche per la beat generation e per molti drop out, o disadattati, che sono confluiti a mano a mano nei movimenti utopici dagli anni 60 fino ad oggi. Personalmente lo lessi per caso a 18 anni (perché mi fu lasciato in eredità da un ragazzo che partiva) e mi colpì profondamente. In procinto di uscire dall’adolescenza ci ritrovavo probabilmente molte delle mie insicurezze di quegli anni.

Ma il giovane Holden va oltre. Arriva ad odiare quasi tutto il mondo che lo circonda, e fu inquietante per coloro che, come noi, avevano amato il romanzo leggere sui giornali che Mark David Chapman, che uccise John Lennon, ne aveva una copia in mano quando venne arrestato e ne fece menzione subito dopo la cattura, come attesta il rapporto della polizia. Anche John Hinckley, Jr., che cercò di assassinare il presidente Ronald Reagan nel 1981, pare fosse ossessionato dal romanzo (Wikipedia inglese, alla voce The Catcher in the Rye).

Lennon’s assassination announced. Fair use

Ora, non è che il romanzo ispiri istinti omicidi, ma certamente descrivendo con efficacia le difficoltà dell’adolescenza tormentata non è illogico che dei personaggi disturbati possano identificarcisi, trovarne conforto e ispirazione per alimentare una visione contro tutto e tutti (e rifiutarsi di “stick to the point” naturalmente si erge a simbolo di rivolta anarchica contro ogni ordine e autodisciplina).

Anche però l’adolescente non psicopatico ci si è molto identificato, e infatti divenne il testo degli adolescenti di allora, contestatari o meno, perchè l’adolescenza è comunque per tutti un periodo più o meno critico.

C’è dunque, lo ripetiamo, in quanto detto sopra sulla digressione, un legame sottile con il tema dell’utopia e dell’improvvisazione musicale, che facevamo precedentemente. Anche la digressione, andando contro la razionalità del discorso, può portare all’inconcludenza (utopia, dal greco οu, no, e τόπος, luogo, cioè ‘nessun luogo’ o ‘non luogo) scardinando la logica del discorso.

Riassumendo, il presente post e gli altri due, Digressione e rimanere in tema e Perché l’improvvisazione musicale è utopistica, trovano un sottile elemento di congiunzione nell’improvvisazione, che è stato un mito della contro-cultura della mia generazione e di quelle successive. L’idea della improvvisazione nell’arte (musica, letteratura, teatro ecc.) si lega ai fatti sociali e alla controcultura degli ultimi 50 anni. Infatti come si può negare un sottile legame tra anarchia mentale e anarchia sociale (così come anche tra la chiarezza cristallina del modo di scrivere di Giulio Cesare e la sua condotta razionale, di cui si parla in questo post).

E’ molto semplice. I fatti (e la storia) sono creati dalle persone e le persone hanno una mente. Vi sono dei legami tra ciò che pensiamo, leggiamo, scriviamo e facciamo nell’ambiente circostante (e nel campo dell’arte).

Flowers for John Lennon at Strawberry Fields in New Yorks Central Park. Fair use

Nota 3. Non siamo anarchici e non facciamo parte della contro cultura (anche se lo siamo stati per un paio di anni, ma si trattava di tanto tempo fa). Il fatto che cerchiamo un’ancora nelle filosofie antiche (che esaltavano saggezza, razionalità a autodisciplina) ne è prova sufficiente.

Solo che…

La vita non è fatta in bianco e nero,
le sfumature di grigio (e di colore),
essendo infinite …

One thought on “Un romanzo in mano agli assassini

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